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Segnali positivi dal Cantiere Benetti Verrà potenziato il settore del refit - Il Corriere di Livorno

 

NAUTICA Mancano solo due commesse per stare davvero tranquilli. L'impianto in Brasile non avrà ricadute negative

L'andamento economico e le prospettive future del cantiere sono state oggetto di un incontro tenutosi ieri tra i vertici di Azimut Benetti e le rappresentanze sindacali. Ne è uscito un quadro abbastanza positivo, che dovrebbe vedere la messa in cantiere di nuove navi, o in alternativa un potenziamento del settore refit (divisione Lusben). Sono state altresì prestate garanzie che il nuovo impianto in Brasile non costituirà in alcun modo una delocalizzazione della produzione italiana. Il punto di partenza della discussione è stata la valutazione dell'andamento finanziario. La crisi, in questi due ultimi anni non ha mancato di farsi sentire: il fatturato dagli iniziali 900 milioni è sceso a 600 milioni, con un calo di vendite trasversale, che ha colpito su tutta la gamma.
La solidità finanziaria del gruppo, però, grazie alla politica del non indebitamento, si è rivelata fondamentale e l'azione correttiva del contenimento dei costi è stata sufficiente. Un dato per tutti: in nessun stabilimento della società, da Avigliana a Livorno, in questi anni di grave crisi, non è mai stata attivata la cassa integrazione. Si tratta quasi di un record, se si considera che la cassa integrazione (Cig) è ormai uno strumento di riduzione dei costi utilizzato in gran parte delle aziende. Secondo le previsioni presentate ai sindacati, ad Avigliana non vi sarà cig neppure nel 2011.
E a Livorno? Negli ex cantieri Orlando la situazione è simile, ma per stare veramente tranquilli sarebbe necessario poter disporre di due o tre commesse in più. I commerciali di Benetti sono al lavoro, soprattutto sul mercato asiatico, per raggiungere questo risultato. E se questa eventualità non si realizzasse o si realizzasse solo in parte? In Benetti hanno già pensato ad una soluzione, potenziando la divisione Lusben. Quest'ultima si occupa del refit, vale a dire di tutti gli interventi di manutenzione e messa a nuovo degli yacht, da quelli nuovi della Benetti a quelli più datati di altre marche.
Ma, le strategie anti crisi della Benetti non sarebbero finite qui. Estato firmato un accordo con un gruppo finanziario europeo che offre servizi finanziari per l'acquisto di navi; uno strumento in più per favorire i futuri armatori nell'acquisto di navi.
Parallelamente, in virtù di buone riserve economiche, proseguiranno gli investimenti: Benetti è stata (e lo sarà anche nel 2011) infatti una delle poche aziende a presentare nuovi modelli alla fiera nautica di Genova. Dall'incontro sono giunte anche importanti assicurazioni sull'impianto in Brasile. I vertici di Azimut hanno confermato che lo stabilimento (3 6mila metri quadri) servirà solo per il mercato locale, visto che il sistema dei dazi comporta una tassazione dell'80%. Le navi prodotte in Brasile, circa 100 l'anno, rimarranno nel Paese, visto che non c'è convenienza a produrre per esportare. Per il mercato brasiliano 100 barche l'anno, per via dei dazi dell'80%. Soddisfatte le forze sindacali: « «Valuto positivamente l'incontro - ha detto Federico Mambrini della Uilm - E' una azienda solida che ha le carte in regola per uscire da questa difficile situazione economica internazionale». «Purtroppo ad oggi - prosegue Mambrini - si risente ancora di un metodo di lavoro e di una politica, a tutti i livelli, che non corre al passo dell'economia. Di fatto, nonostante gli sforzi delle amministrazioni territoriali, ancora non siamo venuti a capo e non abbiamo avuto una spinta importante per la realizzazione del porto turistico, la cui costruzione completerebbe il quadro dei servizi della cantieristica Livornese dando una spinta propulsiva sia nella costruzione che nel rimessaggio oltre che portare occupazione e ricchezza per il territorio».


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