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Vertenza Lucchini, intervenga il Governo - La Nazione Economia e Finanza
Pressioni della Regione sul premier. «E’ in gioco il secondo polo siderurgico italiano»
— FIRENZE —
«IL NOSTRO impegno è totale, ma sulla vicenda della Lucchini di Piombino è necessario che il Governo nazionale faccia la sua parte. Manca il ministro dell’Industria. Il premier Berlusconi ha l’interim, ma non offendo nessuno se dico che ha tante cose da fare». Lo ha detto il presidente della Regione, Enrico Rossi, portando ufficialmente la vertenza dell’acciaio sulla ribalta regionale e accendendo i riflettori su una vertenza che si annuncia drammatica.
Le scorie dell’incontro a Roma, al quale avevano partecipato, tra gli altri, l’assessore regionale Simoncini e il sottosegretario alle attività produttive Stefano Saglia, hanno cominciato a produrre i loro effetti negativi. Oggi non c’è nessun acquirente all’orizzonte pronto a rilevare la Lucchini. Ed è caduto il sottile velo che ha coperto per pochissimo tempo il gioco di scatole cinesi che ha accompagnato la cessione da parte di Severstal del 50,8% del gruppo siderurgico a una società finanziaria sotto il controllo del principale azionista Severstal Mordashov, per la cifra beffarda di un euro.
«Qui è in gioco il destino del secondo polo siderurgico italiano - ha ribadito Rossi - che tra dipendenti e indotto dà lavoro a 4mila persone, e che produce acciaio di alta qualità. Seguiamo in modo sempre più preoccupato la vertenza e crediamo che il Governo debba fare la sua parte per non farci finire nei pasticci. E per dimostrare di avere una politica industriale seria e decisa, come hanno altri Paesi in Europa».
La mancanza del titolare del dicastero per le attività produttive, dopo le dimissioni di Scajola, complica sicuramente il quadro. Ma il dossier Lucchini è molto più complicato di quanto è sembrato fino a oggi. La situazione debitoria del magnate russo Alexey Mordashov è pesantissima, le banche creditrici hanno concesso tempo fino a ottobre. Il patron della Severstal ha messo in vendita il polo siderurgico di Piombino, ma all’orizzonte non si intravedono acquirenti plausibili. Da qui la richiesta di tutta Piombino, e ora anche del presidente della Regione Rossi, di far sì che il premier Berlusconi usi la sua influenza per spingere il russo a presentare un piano industriale. E soprattutto a presentarsi all’incontro fissato per il 29 luglio al ministero.
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