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I sindacati: «Il quadro è davvero difficile lunedì sciopero e assemblea in Lucchini» - La Nazione Piombino
PIOMBINO IERI IL CONSIGLIO DI FABBRICA PER SPIEGARE COSA E’ SUCCESSO A ROMA
— PIOMBINO —
«A RISCHIO il gruppo Lucchini, e lo stabilimento di Piombino». Futuro incerto nel territorio per 4000 posti di lavoro. Le organizzazioni sindacali hanno dichiarato lo stato di mobilitazione. Il 19 luglio sciopero e manifestazione davanti alla portineria. Ieri mattina Fim, Fiom e Uilm e Rsu Lucchini hanno tenuto il consiglio di fabbrica per spiegare cosa era emerso nell’incontro al Ministero dello Sviluppo Economico.
«Il quadro che si va delineando, è di estrema preoccupazione e gravità e potrebbe avere conseguenze disastrose per lo stabilimento, le imprese dell’indotto e per l’intera economia locale, provinciale, regionale, ma addirittura nazionale dato che si tratta del secondo stabilimento siderurgico italiano – incalzano i sindacati - la forte preoccupazione è dovuta al disimpegno di Mordashov, alla mancanza di imprenditori interessati all’acquisto e di un progetto industriale. Ad aggravare tutto ciò ci sono le difficoltà finanziare, la mancanza di un accordo con le banche sul rifinanziamento del debito. Ad oggi possibili soluzioni con le banche sembrano di difficile attuazione: questo, mette a rischio il gruppo Lucchini e in particolare lo stabilimento di Piombino. Oggi è evidente che l’attuale proprietario si è mosso per abbandonare il comparto europeo investendo in altri paesi, questa mossa di acquisto del 50.8% ha lo scopo di tutelare la Severstal rendendo più debole il gruppo Lucchini».
LA RSU e Fim, Fiom, Uilm hanno così dichiarato lo stato di mobilitazione di tutti i lavoratori della fabbrica e dell’indotto con assemblee che si terranno domani nei tre turni. È stato poi dichiarato per lunedì 19 luglio uno sciopero dalle 9 alle 12 con manifestazione davanti alla portineria centrale, durante la quale si terrà un’assemblea aperta. Sono invitati a partecipare tutte le forze politiche, i sindaci e le Province interessate, Regione, e parlamentari di zona.
«LA NOSTRA mobilitazione – hanno spiegato i sindacati – intende difendere lo stabilimento e il suo ciclo integrale ed invitare Mordashov a dichiarare le sue reali intenzioni. Invitiamo il governo a vigilare ed intervenire con forza nei confronti della proprietà che non può scappare dopo aver sfruttato territorio e lavoratori lasciando nel baratro il futuro del secondo centro siderurgico del paese con 4000 posti di lavoro nel territorio».
Maila Papi
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