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Centrale a biomasse di Porto Energia A settembre inizierà la costruzione - Il Corriere di Livorno domenica 4 luglio

 

TERMINAL DA VINCI Raugei replica anche a Andrea Romano, ricordando il proprio impegno politico e ritornando sui filtri

di Gianmaria Frati

LIVORNO - Il quadro delle autorizzazioni, al netto della polemica politica, è stato completato. Adesso mancano solo gli ultimi aggiustamenti tecnici, poi si potranno aprire i cantieri.
Porto Energia, la società partecipata al 75% dalla Compagnia Portuale, è pronta a dare il via ai lavori già i primi giorni di settembre, se non addirittura ad agosto. La nuova centrale a biomasse sorgerà nell'area Da Vinci, occupando uno spazio di circa 20mila metri quadri, lasciando comunque spazio per la movimentazione delle auto, che dovrebbero comunque essere sistemate nel piazzale di Spagnoli e Cagliata oltre la ferrovia, grazie al ponte da costruire. Una volta completata, la centrale dovrebbe produrre 52 megawatt bruciando olii vegetali come la colza o la jatropha. Gli acquirenti della corrente ci sono, tanto che la società sta trattando con due consorzi di energia nazionali. Questo almeno nel breve periodo. C'è poi una seconda opzione, che il presidente Enzo Raugei non esclude affatto: quella di rivendere l'energia prodotta direttamente in porto.
Da tempo infatti si parla di green porte di "shore power", vale adire la possibilità di spegnere i generatori a petrolio delle navi in porto e di fornire l'energia direttamente tramite colonne di alimentazione, così come avviene per la nautica da diporto. Il mercato sicuramente non mancherebbe, aiutato magari da una normativa che potrebbe rendere più economica questa tipologia di alimentazione.
I cargo di ultima generazione sono già predisposti a questo tipo di alimentazione, così come le navi da crociera.
La stesura della rete e la predisposizione delle colonne spetta all'Autorità Portuale; ma, a Livorno come nei principali scali europei e mondiali, la messa in opera di queste strutture è ancora lontana da essere realizzata.
I motivi di questo "ritardo" stanno nella grandissima quantità di energia che le navi assorbono, che necessiterebbe da sola 3 o 4 centrali. Non a caso l'unico progetto che sta per vedere la luce è quello di San Diego, dedicato alle sole navi da crociera. La struttura sarà in grado di alimentare a malapena una sola nave da 5mila passeggeri che da sola si incamera 12500 volts; poi nei prossimi anni dovrebbe poter alimentare più navi in contemporanea. Una centrale in porto potrebbe fornire energia a costo minore, senza dover aggiungere (o trasferire a terzi) balzelli per l'utilizzo della rete.
Nella giornata di ieri il presidente Raugei ha rilasciato anche un comunicato nel quale risponde a Andrea Romano, sottolineando che «faccio politica da trent'anni, ho avuto incarichi istituzionali, ma mai sono stato sospettato di agire nell'interesse dell'azienda che rappresento e tantomeno aver mai coinvolto il partito in questioni che riguardano progetti di attività economiche intraprese dalla Compagnia, così come si lascia intendere dalla frase "partiti che hanno le mani in pasta"». Raugei poi ribadisce che «Il procedimento autorizzativo è passato dallo scrupoloso rispetto delle procedure di legge» e che «La società Porto Energia ha già dato la massima disponibilità in questa direzione apatto che vi siaun effettivo beneficio, riscontrabile con la rilevazione della effettiva quantità di polveri emesse al camino, diversamente rischieremmo di consumare inutilmente energia per alimentare gli elettrofiltri».


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