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Lucchini, vertice al ministero in un clima di grande incertezza - Il Tirreno Piombino domenica 4 luglio

 


 
 PIOMBINO. Clima di massima incertezza e preoccupazione alla vigilia dell’incontro che si svolgerà lunedì al ministero delle Attività produttive sul futuro della Lucchini. Al tavolo, insieme ai dirigenti della Severstal, ci saranno i sindacati, l’assessore regionale Gianfranco Simoncini e rappresentanti della Provincia e del Comune. Fatto slittare più di una volta, il vertice è stato anticipato dalla “mossa del cavallo” messa in atto all’ultimo tuffo dal patron di Severstal, Alexey Mordashov, che ha fatto trasferire il 50,8% delle azioni Lucchini (controllata dopo la liquidazione della famiglia Lucchini totalmente da Severstal) ad una sua società finanziaria, forse la stessa che nel 2005 fece da tramite per l’acquisizione della maggioranza nell’azienda bresciana.
 Poco o nulla, però, si sa della consistenza della nuova società, che dà a Mordashov il potere di condurre personalmente la trattativa con le banche e con l’eventuale acquirente della Lucchini.
 Per niente soddisfatto il pool di banche che vanta un’esposizione di 770 milioni di euro nei confronti della Lucchini. Due le condizioni per rinegoziare il debito: ritorno di Lucchini sotto il controllo Severstal e ricapitalizzazione di almeno 100-150 milioni.
 Preoccupati in sede locale dell’operazione anche i Comunisti italiani. «Ora - affermano - non c’è più alcun paracadute. Ed è pericolosa la totale assenza in questa vicenda del governo, che permette alle multinazionali di venire in Italia, comprare e sfruttare le fabbriche e decidere la sorte di migliaia di famiglie in totale autonomia, con arroganza e senza rispetto di istituzioni e sindacati».
 «Non vorremmo dover verificare - sostiene il Pdci - che tutta questa manovra serva a modificare sostanzialmente tutto ciò che ruota intorno alla fabbrica, dalle produzioni agli organici, agli assetti impiantistici». Per i comunisti la difesa dello stabilimento passa per la difesa del ciclo integrale e investimenti per specializzare le produzioni.
 
Scomparso l’ingegner Gulminelli per anni dirigente in cokeria  
 
 PIOMBINO. Per anni dirigente della sezione cokeria delle Acciaierie di Piombino. È morto a Bologna, a 78 anni, l’ingegner Gianfranco Gulminelli. Laureatosi nella sua città, era arrivato a Piombino ai primi anni Settanta, e per una quindicina di anni ha poi seguito i forni della cokeria. Serissimo quando si trattava di questioni di lavoro, ha sempre vissuto con grande intensità anche le molte passioni “extra fabbrica”: prima di tutto la famiglia. Gianfranco era molto malato, ma fino all’ultimo giorno ha lottato con grande coraggio e dignità. Giovedì sera si è spento a casa, con lui la moglie Giovanna. Tanti gli amici e i conoscenti che si sono stretti attorno a Giovanna, e alle figlie Gloria, col marito Paolo Benassi, e Giulia con i figli - adorati nipoti - Lorenzo, Alessandro e Paolo Mancini. Condoglianze sono arrivate da ogni parte del mondo, anche dal Giappone.
 Seguendo le volontà dell’ingegnere ieri la salma è stata accompagnata a Teramo per i funerali (qui è cominciata una raccolta per l’Associazione nazionale tumori di Bologna, info direzione@antitalia.org).


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