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Stai a vedere che tagliano i fondi a Tirrenica e Due Mari - Il Tirrenica

 

Il Partito democratico preoccupato per la politica dei trasporti del governo: Matteoli garantisca in prima persona 
 
 
GABRIELE FIRMANI  

 
 FIRENZE. Autostrada Tirrenica e Due Mari, il Partito democratico toscano decide di mettere le mani avanti chiedendo un pronunciamento esplicito e solenne al ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli perché si impegni in prima persona a garantire, da parte del governo, lo stanziamento dei fondi necessari alla loro realizzazione.
 «Sentendo l’aria che tira - spiega Valerio Vannetti, responsabile trasporti del Partito democratico toscano - non ci meraviglieremmo affatto di scoprire una mattina che in uno dei tanti meandri della Finanziaria sia stato inserito il ritiro dei finanziamenti necessari alla costruzione della Rosignano-Civitavecchia e della Fano-Grosseto, due infrastrutture cruciali non soltanto per lo sviluppo economico della nostra regione, ma dell’intero Paese».
 Le preoccupazioni dei democratici toscani in tema di mobilità e trasporti, che verranno tutte enunciate nel corso di una manifestazione pubblica fissata per domani mattina presso la sede della Provincia di Grosseto, vanno ben oltre le possibili sorprese che potranno essere contenute nella legge Finanziaria per il 2011, in discussione nelle aule di Camera e Senato: «Sia nel caso dell’introduzione del pedaggio sulla Firenze-Siena - attacca il segretario regionale Andrea Manciulli - la strada più pericolosa di tutta la Toscana e il cui rischio di transito viene adesso fatto anche pagare, sia per quanto riguarda l’annuncio di minori trasferimenti per il trasporto pubblico locale, pari a duecento milioni di euro nel solo 2011, ci troviamo dinanzi ad una serie di scelte scellerate che non faranno altro che acuire gli effetti della crisi».
 Secondo Manciulli, «è proprio in momenti di difficoltà come quelli che stiamo attraversando che aumenta la necessità da parte dei cittadini di poter usufruire del trasporto pubblico locale: ce le vedreste mai - domanda ironicamente - Parigi, Londra, Madrid o Berlino diminuire gli investimenti sul trasporto pubblico?».
 «La verità - rincara la dose il segretario democratico - è che ci troviamo davanti a un governo che ha dapprima negato, fino a qualche mese fa, l’esistenza stessa della crisi, e che adesso si trova davanti alla necessità di far cassa al più presto».
 


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