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Benetti vuole il chiarimento Scatta l'allarme dei sindacati - La Nazione Livorno

 

CANTIERI DOPO L’ULTIMATUM SI È RIUNITO ANCHE IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE  
 
 di ANTONIO FULVI
— LIVORNO —
L’IMPRESSIONE è che sui problemi del cantiere Azimut-Benetti e i rapporti non sempre facili con le istituzioni locali, si stia cercando un chiarimento definitivo. Che nessuno vuole sfoci nell’abbandono da parte del gruppo Vitelli, almeno sul piano ufficiale: ma che potrebbe anche avere svolte clamorose. Ieri sera intanto si è svolto, a bordo di una unità della flotta Benetti in porto, un consiglio d’amministrazione del gruppo, presenziato dallo stesso Paolo Vitelli. Ovviamente le conclusioni sono state circondate dal massimo riserbo. Ma è significativo che dopo il nostro servizio di ieri sugli sviluppi (o sulle involuzioni) dei progetti del cantiere nautico, sia stato raggiunto un accordo con i sindacati interni per un incontro, che si terrà quasi certamente giovedì prossimo 8 luglio nella sede dell’Associazione Industriali.
IN QUELLA SEDE dovrebbe essere lo stesso amministratore delegato del cantiere, ingegner Vincenzo Poerio, a illustrare prospettive, proposte e problematiche dal punto di vista di Azi\mut-Benetti. I sindacati da parte loro hanno intenzione di chiedere formalmente dove sono gli (eventuali) ostacoli per portare avanti i progetti dell’accordo di Roma: e di chiedere eventualmente nomi e cognomi di chi si starebbe mettendo di traverso. Tra l’altro, come abbiamo accennato ieri, non fa dormire affatto sogni tranquilli l’acquisizione di un mega-cantiere in Brasile: non è una noità che il gruppo benetti acquisti e investa nel mondo ma, come dire, il rischio di una «delocalizzazione», con tuto quel che potrebbe comportare, potrebbe pur sempre essere dietro l’agolo.
SITUAZIONE complessa dunque e con molte pedine sulla scacchiera; il che da una parte complica le decisioni e dall’altra minaccia di fornire a ciascuna delle istituzioni uno o più alibi per scaricare ad altri il famoso «cerino acceso». Adesso c’è anche il ritardo dell’approvazione del «Pot» (Piano operativo triennale) della Port Authority a fornire qualche giustificazione: il comitato portuale doveva essere convocato inizialmente per il 30 giugno, poi si è deciso di slittarlo al 9 luglio anche per far fronte alla crescente serie di «distinguo» sul documento (non ultimi quelli della Uil elencati in un lungo documento di inizio settimana, dove si apprezzano alcuni contenuti del Pot ma si parla di «disattenzione» verso il porto passeggeri specie per le crociere) e ieri sembra che la data finale sia addirittura slittata al16 luglio su richiesta del Comune.
PROPRIO l’amministrazione, infatti, vorrebbe preventivamente sottoporre il documento al consiglio comunale. Insomma, sembra che dei tempi operativi pochi si interessino a fronte delle esigenze dei tempi politici e burocratici.


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