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Lucchini, una mossa da capire - La Nazione Piombino

 

PIOMBINO DOPO IL PASSAGGIO DEL 50,8% DELLA SOCIETà A MORDASHOV PER UN SOLO EURO  
 
Sindacati preoccupati per il futuro: «Aspettiamo l’incontro di lunedì»
 
 — PIOMBINO —
CRESCE la preoccupazione in città per l’operazione finanziaria compiuta da Mordashov. Una vendita (quella del 50,08% di Lucchini da Severstal ad una società controllata da Alexey Mordashov) annunciata da tempo, ma che fa salire comunque la preoccupazione in attesa dell’incontro di lunedì al ministero fra parti sociali, istituzioni e dirigenza aziendale. A seguito della transazione, (dal costo simbolico di un euro) Mordashov assume la posizione di azionista di controllo della Lucchini, con pieni poteri per la gestione e le strategie.
«Questo passaggio, nell’aria da tempo, lascia una forte preoccupazione – ha commentato il sindaco Gianni Anselmi - aspettiamo la riunione del 5 luglio per capire meglio il significato della transazione».
«SIAMO molto preoccupati – ha detto il segretario Fiom Luciano Gabrielli – aspettiamo la riunione. Fim, Fiom e Uilm hanno già convocato per il 6 luglio alle 9.30 un consiglio di fabbrica aperto a tutti». A preoccupare i sindacati sono le migliaia di posti di lavoro nello stabilimento siderurgico di Piombino e negli altri presidi europei del gruppo, già alle prese con un atteso calo produttivo in estate, e una nuova fermata dell’altoforno piombinese.
Il segretario provinciale della Uilm, Vincenzo Renda aspettando l’incontro di lunedì ricorda i punti di forza dello stabilimento piombinese e ricorda la necessità che il governo intervenga con fermezza in questa vicenda. «La notizia della vendita non mi sorprende più di tanto, è un’ipotesi che Severstal aveva già annunciato – evidenzia Renda - i dubbi che emergono invece è se si tratta solo di un’operazione finanziaria in attesa di qualcos’altro. Per noi resta comunque vitale e di fondamentale importanza conoscere l’acquirente e soprattutto il piano industriale.
QUESTO stabilimento rappresenta la cultura industriale della nostra zona. È uno stabilimento competitivo, ricordiamo che un minuto prima della crisi qui si guadagnava. Quindi in presenza di una dirigenza forte e di lavoratori motivati lo stabilimento ha funzionato bene. Siamo comunque consapevoli che questo non basta più. Perché la concorrenza è aumentata. Quindi per avere uno stabilimento competitivo è necessario fare investimenti. È importante ricordare che questo stabilimento ha un valore aggiunto: gli accordi che i sindacati sono riusciti ad ottenere. Accordi importanti: dall’occupazione, agli apprendisti, alla regolamentazione degli scioperi. A Piombino abbiamo lavoratori e sindacati maturi, responsabili. Questa vicenda merita grande attenzione a livello nazionale e il governo deve farsi garante, deve intervenire» ha concluso Vincenzo Renda.
Maila Papi


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