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Le Rsu incontrano la Magna, venti operai tornano a lavoro - La Nazione Livorno

 


Il sindacato ha chiesto chiarimenti sull’accaduto
 
 di MICHELA BERTI
— LIVORNO —
NON SONO rimasti a guardare i lavoratori della Magna dopo le dichiarazioni fatte dall’azienda a messo Confidnustria. Ieri mattina le Rsu hanno incontrato i vertici della fabbrica e il capo del persona per verificare quanto accaduto. «Abbiamo contestato all’azienda certe dichiarazioni — dice Denis Sammartino delle Rsu — perché non ci risulta che i lavortaori abbiano detto no al rientro in azienda. Forse qualcuno, e per validi motivi». Il delegato sindacale è stato uno dei quelli che, all’indomani della richiesta di mano d’opera fatta dalla Magna, ha chiamato, uno ad uno, i lavoratori. «A me hanno risposto tutti in maniera affermativa — continua Sammartino — tanto che ieri mattina le venti persone contattate erano tutte a lavoro». Pare anche ci fosse un esubero di persone: «Si — conferma il sindacalista — e quando sono arrivato in fabbrica per fare una verifica, ho trovato alcuni operai con le mani in mano». L’incontro Rsu-Azienda non sembra stato dei più sereni, tanto che i sindacati hanno chiesto una rettifica rispetto alle dichiarazioni fatte dall’associazione di via Roma. «ho chiesto anche di vedere i tabulati delle tolefonate che hanno fatto — denuncia Sammartino — perché non si possono mettere in discussione i comportamenti dei lavoratori senza avere prove certe di quanto è accaduto». Le Rsu vogliono capire meglio i numeri sulla mole di lavoro annunciata dalla Magna. «Non mi risulta ci sia tutta questa richiesta — continua il sindacalista — sarebbe bene fosse così. Comunque nei prossimi giorni faremo una verifica anche nelle officine».
RESTA IL FATTO CHE, ieri mattina, ai cancelli della fabbrica di Guasticce si sono presentati i lavortaori. «Ce ne sono alcuni in cassa integrazione dal settembre 2008 — dice Sammartino — ed è davvero sconcertante pensare che non sarebbero tornti alla produzione. Anche perché, se così fosse, sono leciti i provvedimenti da parte dell’azienda». I sindacati parlando di beffa che si unisce al danno: «Non si capisce per quale motivo — continua sammartino — l’azienda abbia voluto fare questa sortita. Ma lo capiremo».


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