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Centrale a biomasse, scontro nel centrosinistra con l'Idv. Insorgono le opposizioni - Il Tirreno Livorno

 

La maggioranza fa rinviare il consiglio comunale  
 
Amadio parla di «golpe». Lamberti: mai vista una cosa così. Taradash: imbavagliano una città senza guida  
 
LUCA DAL CANTO  


 LIVORNO. Colpo di scena ieri sera a Palazzo Civico. la riunione del consiglio comunale è saltata per mancanza del numero legale a causa del forfait dei consiglieri di maggioranza. Nell’ordine del giorno erano presenti argomenti importanti come le nomine delle società partecipate, la scuola e la mozione emendata sullo sviluppo del porto e la centrale a biomasse, presentata da Andrea Romano (Idv): quest’ultima era la patata bollente nei rapporti interni al centrosinistra.
 La decisione della maggioranza di non presentarsi in aula ha suscitato la durissima protesta dei gruppi di opposizione.
 «E’ la prima volta che accade un fatto del genere», afferma Gianfranco Lamberti (Confronto per Livorno): «Ci sono consiglieri che si sono presentati e poi se sono andati. In questo modo si toglie il potere al consiglio». Gli fa eco anche Marco Taradash (Pdl): nel mirino una maggioranza che «mette il bavaglio ad una città ormai senza guida da anni». E Bruno Tamburini (Pdl): «Chiederemo la convocazione dell’ufficio della presidenza del consiglio comunale perché la lotta interna alla maggioranza rischia di ledere le istituzioni che devono governare Livorno».
 Ma le proteste dell’opposizione non si concludono qui. Marco Cannito (Città diversa), dati alla mano, denuncia la mancanza di comunicazione tra il consiglio e il sindaco. «Con le nuove nomine All’Atl non si fa altro che aumentare i costi, quando invece la manovra del governo taglia proprio sui trasporti pubblici. Per quanto riguarda la centrale a biomasse, invece, basta dire che Livorno conta il 34,8% di tumori per inquinamento contro una media del 33%. Perché Cosimi non ne parla? Se continuiamo così andremo incontro ad una crisi sociale senza precedenti». Tiziana Bartimmo (Prc-Pdci) ricorda che «a Livorno manca proprio l’assessorato al sociale».
 Infuocate anche le parole di Amadio (Pdl) e Capuozzo (Udc): l’una spara a zero e arriva a parlare di “golpe”, un attacco che il sindaco respingerà al mittente in modo netto; l’altro rimprovera la coalizione di maggioranza di essere «ormai nelle mani dei dipietristi».
 Le repliche di Giannini - offeso e deluso dalle accuse di Romano - e della maggioranza sono arrivate immediatamente. «Non è successo niente di così grave», spiega il sindaco Cosimi. «Posso dichiarare che come maggioranza abbiamo la completa comunione d’intenti. La mozione emendata da Romano sarebbe stata votata da tutti ma abbiamo deciso di chiarire internamente la questione perché certe affermazioni opacizzano il nostro lavoro e non possiamo permetterlo».
 Le nomine? Per Cosimi «non c’entrano niente». E - aggiunge - l’opposizione «non ci deve certo insegnare come fare politica: dialettica e rispetto sono sempre stati al centro del nostro operato e una questione così importante meritava un chiarimento interno».


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