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Cresce l'esercito dei senza lavoro - Il Tirreno Piombino lunedì 28 giugno

 

Posto sempre più precario nell’industria e nei servizi. Il dramma di chi ha superato i 45 anni 
 
Sono 5.717, in prevalenza donne, gli iscritti alle liste di collocamento  
 
Numerosi sono i giovani diplomati a caccia della prima occupazione. Nel 2009 tremila persone sono ricorse al Centro impiego  
 
KATIA GHILLI  
 
 PIOMBINO. Gli iscritti alle liste di disoccupazione sono 5mila 717, di cui 2mila 136 uomini e un esercito di donne, ben 3mila 581. Anche in città il dramma di chi cerca un lavoro è piuttosto diffuso, e riflette i dati allarmanti di una crisi generale che, nonostante si inizi a parlare di ripresa, non offre buone notizie per l’occupazione.
 Nel solo 2009 ad iscriversi alle liste del Centro per l’impiego sono stati 2mila 756 ex lavoratori, di cui 1.212 uomini e 1.544 donne, che sono andati a sommarsi allo “stock” di coloro che erano già in attesa da tempo. Il dato negativo è che sono circa duemila le persone che hanno dai 45 anni in su, ai quali si devono sommare i 1.712 disoccupati tra i 35 ed i 44 anni.
 Tutte persone per le quali è più difficile trovare un impiego stabile e duraturo, che escono dal ciclo produttivo, hanno una famiglia da mantenere ma non hanno più un destino certo su come arrivare a fine mese. Un rientro nel mercato del lavoro reso difficile anche dal fatto che, nell’oltre il 60% dei casi, si tratta di persone che possiedono solo la licenza di terza media.
 In questo esercito di disoccupati solo 386 persone hanno la laurea o una laurea: si tratta soprattutto di donne, ben 298. I diplomati a caccia di un impiego sono 1.670.
 A fornire tutti questi dati è la Provincia, che si è presa la briga di fornire il nuovo rapporto sullo stato del mercato del lavoro nel nostro territorio.
 La caratteristica del “disoccupato” appartiene tutta agli italiani: lo sono ben 4mila 668 dell’esercito dei cinquemila e passa iscritti alle liste di disoccupazione. Per il resto, i cittadini che non hanno un lavoro con cittadinanza europea sono 337 e quelli extra europei 712. Per questi ultimi il bacino di lavoro è soprattutto l’agricoltura.
 Gli iscritti alle liste di mobilità sono 687, di cui 446 uomini e 241 donne.
 Ma vediamo, in dettaglio, la situazione lavorativa all’interno della Val di Cornia analizzando il rapporto tra avviamenti al lavoro e cessazioni.
 Nel corso del 2009 sono stati 10mila 626, di cui circa 3mila 100 hanno riguardato persone di età compresa tra i 35 ed i 44 anni. Si è trattato soprattutto di lavori a carattere stagionale, con i quali ottenere i requisiti per la disoccupazione. Circa 1.600 sono state le persone avviate al lavoro che avevano fino ai 24 anni. Nel 60% dei casi si è trattato di lavori a tempo determinato (compresi quelli di tipo interinale), nel 15% di lavori attraverso le cosiddette collaborazioni continuate e continuative ed a progetto. Un altro 15% degli avviamenti è avvenuto con contratti a tempo indeterminato. Il resto sono tirocinii e contratti d’apprendistato.
 Le cessazioni dei rapporti di lavoro all’interno del nostro territorio sono state oltre 10mila 400, una volta arrivati allo scadere dei contratti che, come è ovvio, non sono stati rinnovati. I settori che non concedono una tranquillità occupazionale sono quelli dell’industria e dei servizi.


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