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Nucleare, un'ipotesi che fa paura - Il Tirreno Piombino sabato 26 giugno

 

Il sindaco Anselmi: «Nulla di concreto». Legambiente: «La crisi dell’acciaio può indurre in tentazione» 
 
Costa est e Pianosa ancora nelle mappe dei siti indicati dal Cnen per una centrale
 
Gli studi sono vecchi di 30 anni ma la Corte Costituzionale ha respinto il ricorso della Regione Toscana  
 
LUCA CENTINI  


 PIOMBINO. Quella mappa vecchia oltre 30 anni è sempre lì, riposta nel cassetto del governo e pronta a tornare attuale ogni volta che spunta l’ipotesi nucleare. E’la Carta dei siti, eseguita nel 1979 dal Cnen (comitato nazionale per l’energia nucleare), che mirava a individuare i luoghi idonei ad accogliere una centrale.
 La lista comprende 45 siti sul territorio nazionale, cinque in Toscana. Tra questi la costa tra Piombino e Cecina e quella tra Piombino e Follonica dove, ragionevolmente, l’area della centrale elettrica di Torre del Sale sembrerebbe la più percorribile.
 Ora che il verdetto della Corte Costituzionale ha respinto i ricorsi presentati dalle regioni, tra cui la Toscana, contro il decreto legislativo del governo per il nucleare in Italia, quella mappa torna a fare paura. La linea rossi sulla cartina si snoda nella costa tra Cecina e Follonica. Piombino sta nel mezzo. Le altre ipotesi toscane riguardano la costa di Grosseto e l’isola di Pianosa, da anni al centro di idee più svariate. Dal carcere, al petrolio, fino alla centrale nucleare, non proprio in linea con le esigenze di tutela ambientale e sviluppo turistico.
 La costa di Piombino, così come le altre zone considerate nella mappa, rispondono ai requisiti minimi richiesti per installare le nuove centrali: scarsa densità abitativa, abbondante presenza di acqua e basso rischio sismico. Il fatto che si tratti di zone a forte vocazione turistica e non sembra aver condizionato il lavoro del Cnen. E, nonostante un’interrogazione parlamentare di Realacci, il governo non ha mai esplicitamente rinnegato il progetto, nè ha mai rivelato i siti individuati per accogliere il ritorno di fiamma del nucleare. Intanto, mentre il governo si muove sotto traccia, Piombino resta ferma sulla propria posizione «Non c’è nulla di concreto, per noi questa discussione resta solo teorica - spiega il sindaco Gianni Anselmi - la nostra contrarietà al nucleare, sia a Piombino che nel resto dell’Italia, è noto da tempo. Il verdetto della Corte Costituzionale può dare al governo più forza dal punto di vista procedurale, ma nessuno può imporre con la forza una centrale nucleare ed è finito il tempo in cui si pensa a Piombino per fare qualsiasi cosa». Una linea, quella del sindaco, pienamente condivisa dall’assessore all’ambiente Marco Chiarei. «Il nucleare a Piombino è un problema che non si pone, semplicemente perchè non siamo disponibili a trattare, il nostro territorio ha già dato abbastanza».
 Un fronte del no solido, che non prende in considerazione la possibilità di un cambio di marcia sul nucleare. «Un colpo di coda su Piombino potrebbe rappresentare una minaccia solo nel caso di una grossa crisi della siderurgia - spiega il presidente di Legambiente, Adriano Bruschi - a quel punto la tentazione di sostituire l’acciaio con l’energia sarebbe forte. E, visto l’andamento degli stabilimenti del territorio, la preoccupazione c’è».


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