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Lucchini, ditte vicine al collasso - Il Tirreno Piombino sabato 26 giugno

 


 
Tempi lunghi nei pagamenti. L’azienda fa slittare l’incontro al ministero  
 
Il mercato verso un peggioramento a luglio e agosto 

 
 PIOMBINO. La Severstal-Lucchini ha chiesto di rimandare almeno di una settimana l’incontro al ministero dello Sviluppo economico, al quale sono invitati a partecipare anche i sindacati, che era già slittato dal 22 al 30 giugno.
 Il primo rinvio era stato motivato da una sostanziale assenza di novità sul fronte della cessione dell’azienda decisa dai russi. Incertezza che permane, nonostante che nel bilancio del primo trimestre di quest’anno, il Cda di Severstal abbia deciso di classificare la Lucchini come “discontinued operation”, considerando in pratica di aver già ceduto lo stabilimento con una perdita di 855 milioni di euro. Il valore delle Lucchini è stato svalutato - secondo notizie riportate dal Sole 24 Ore - a 802 milioni di euro, mentre il debito dell’azienda e di 480 milioni.
 Il rinvio dell’incontro al ministero, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe anche motivato dagli impegni dei dirigenti dell’azienda per risolvere problemi di cassa contingenti. Il primo luglio sarebbe infatti già programmato un incontro con alcuni istituti bancari.
 Una situazione finanziaria, quella della Lucchini, che sta preoccupando imprese d’appalto e fornitori. L’azienda, infatti, ormai da tempo paga le fatture a 120 giorni e questo sta mettendo in grave difficoltà le ditte più piccole, che hanno tra l’altro maggiori difficoltà nell’accesso al credito. A sua volta la Lucchini avrebbe gli stessi problemi a riscuotere dai suoi più grossi clienti.
 Intanto in fabbrica si stanno rincorrendo le voci su una possibile fermata dell’altoforno in agosto. Era prevedibile uno stop di una settimana, ma l’andamento del mercato potrebbe indurre l’azienda a prolungare il periodo. La situazione è andata bene fino a giugno, ma è destinata - secondo voci aziendali - a peggiorare nel terzo trimestre, storicamente il più delicato per il mercato. La fermata dell’Afo è possibile, dunque, anche se non definita ed oggetto di valutazioni tecniche e commerciali.
G.P.


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