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Elba, le ali rimangono un sogno - Il Tirreno cronaca regionale
L’Enac boccia l’aereo per i collegamenti con Roma e Milano: 600 turisti da risarcire
MARINA DI CAMPO. Un progetto che non decolla. E il termine è indubbiamente azzeccato visto che parliamo di collegamenti aerei. Quelli che dovrebbero portare i turisti all’isola d’Elba dagli scali più frequentati d’Italia: Milano, Roma, Pisa. Di sicuro una piccola percentuale dei vacanzieri che scelgono l’isola per le ferie. Ma in tempi di crisi come questi anche qualche migliaio di turisti in più sono, in senso letterale, una manna dal cielo.
Eppure quest’anno non arriveranno, nonostante le buone intenzioni della società pubblico privata che si occupa della valorizzazione commerciale dello scalo elbano, Elbafly di cui fanno parte alcuni Comuni dell’isola oltre che la Provincia di Livorno. E il motivo è semplice: non ci sono i soldi e neppure i mezzi per far volare i vacanzieri sull’isola da Pisa, Milano e Roma. Un vero peccato dato che negli ultimi mesi, per l’adeguamento della pista sia rispetto alle dimensioni che alle norme di sicurezza, erano stati investiti oltre 2 milioni di euro. Miglioramenti dei quali potranno beneficiare pochissimi piloti.
Roma e Milano. L’ultima doccia fredda, per Elbafly, è arrivata ieri. La Rotkopf Aviation Italia, società proprietaria del piccolo aereo da utilizzare per i collegamenti con Milano Linate e Roma Urbe, ha ricevuto un provvedimento dell’Enac: quel mezzo, affidato alla compagnia Professione Volare di Forlì, non potrà volare. Le motivazioni non sono state rese note. Ma come annuncia la stessa società elbana «se non sarà trovata una soluzione nell’arco delle prossime 24 ore l’intero pacchetto di voli previsti per la stagione estiva verrà cancellato» lasciando a piedi i circa 600 turisti che avevano già prenotato il volo e che - a questo punto - vorranno indietro i loro soldi.
Una soluzione, per i turisti provenienti da Milano, ci sarebbe: un viaggio in bus dal capoluogo lombardo fino a Piombino con successivo trasferimento in nave fino alla località scelta per le vacanze. Ma è difficile immaginare che un turista, pronto a spendere fino a 300 euro per un volo diretto che in un paio d’ore porta a destinazione, accetti un trasferimento in bus e nave per il quale di ore ne servono almeno cinque, anche se costa “solo” 120 euro.
Voli da Pisa. Lo stesso si potrebbe dire per i collegamenti dall’aeroporto di Pisa. Anche in questo caso il mancato decollo dipende da Enac, ma per un motivo diverso. L’ente avrebbe dovuto attivare le procedure per assegnare i fondi della continuità territoriale aerea (ottenuti con non poca fatica due anni fa grazie alla battaglia delle amministrazioni locali, con il sostegno di qualche parlamentare). L’accordo sui contenuti del bando c’è dal dicembre scorso, il bando - ormai a fine giugno - non ancora. I soldi per la continuità territoriale restano nel cassetto e l’Elba continua a fare a meno dei collegamenti veloci e low cost sia con Pisa che con Firenze. Anche in questo caso, per limitare i danni e soprattutto non lasciare a piedi chi aveva già comprato il biglietto, Elbafly è ricorsa alla soluzione bus navetta.
Che cosa resta. Alla fine dei conti gli unici aerei che durante l’intera stagione estiva atterreranno a Marina di Campo sono quelli di Intersky, vettore tedesco che da anni collabora con il piccolo aeroporto elbano, il solo - evidentemente - a trovare economicamente interessante la destinazione. La società nord europea, anzi, ha incrementato la propria attività sull’Elba garantendo l’impiego di mezzi da 50 posti (più grandi di quelli fino ad oggi atterrati a Marina di Campo) e partenze da Friedrichshafen studiate ad hoc per intercettare i viaggiatori provenienti da Colonia, Berlino, Vienna e Dusseldorf. Una strategia semplice analoga a quella che Elbafly avrebbe voluto adottare su Pisa, Roma e Milano se le cose fossero andate nel verso giusto.
Le reazioni. «Per quanto riguarda i voli da Roma e Milano - spiega il presidente della società elbana, Maurizio Furio - stiamo lavorando per trovare una soluzione tutt’altro che facile. Si profila il rischio di rinunciare ai collegamenti per questa stagione e la causa è anche la mancanza di risorse della società che non ha ricevuto neppure i finanziamenti che ci erano stati promessi. Si tratta di un consistente danno economico, non tanto per Elbafly quanto per tutta l’isola. Per questo ci siamo rivolti ai nostri legali per capire come procedere e chiedere un risarcimento in caso di inadempienza del contatto siglato».
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