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Elbafly perde l'ultimo aereo - Il Tirreno Elba

 

Il mezzo fermato da un provvedimento dell’Enac: passeggeri a piedi, saranno rimborsati  
 
 
Dopo il flop per i voli con Pisa saltano anche Roma e Milano  
 

Il presidente Furio: poche risorse per un’alternativa  
 
 
 CAMPO NELL’ELBA. Niente voli da Roma e Milano per l’isola d’Elba. E turisti che già avevano prenotato per il momento restano a piedi. Perché il servizio, ottenuto con non poca fatica da Elbafly, non si farà. L’Enac che ha bloccato l’aereo destinato ai collegamenti con l’isola.
 I motivi dello stop improvviso, a pochi giorni dalla partenza della nuova linea, non sono stati resi noti. Il collegamento avrebbe dovuto essere realizzato da Professione Volare, una scuola di volo di Forlì che effettua servizi aerotaxi, attraverso un mezzo di proprietà della Rotkopf Aviation Italia srl.
 Il meccanismo studiato da Elbafly, la società pubblico-privata nata allo scopo di valorizzare lo scalo elbano, prevedeva la collaborazione con un tour operator romano e, di volta in volta, l’organizzazione dei voli dagli aeroporti di Roma Urbe e di Milano Linate con un mezzo monomotore di piccole dimensioni. Niente di tutto questo si verificherà perché «il vettore non può più operare i voli per una normativa emanata da Enac» si legge in una nota della Rotkopf pubblicata da Elbafly. Per i collegamenti con Milano è stato messo in piedi un servizio bus (al costo di 120 euro a persona). L’alternativa, per i turisti che già avevano acquistato i biglietti (circa 600) sarà il rimborso, assicurato dalla stessa Elbafly che scusandosi con l’utenza annuncia di avere avviato «tentativi di sostituire la compagnia con altra disponibile». Una sostituzione che dovrebbe avvenire entro oggi - si legge sul sito della società - perché al contrario «tutti i voli saranno cancellati e i passeggeri rimborsati».
 Il presidente di Elbafly, Maurizio Furio, non nega che «trovare una soluzione sarà difficile, soprattutto per la mancanza di risorse economiche: non ci sono state assegnate neppure quelle che ci avevano promesso. Ma ci siamo lavorando e, allo stesso tempo, ci siamo rivolti ai nostri legali per valutare il da farsi». Se i collegamenti - per i quali la società ha firmato un contratto - non ci saranno «andremo a richiedere un risarcimento - continua Furio - per i danni causati al territorio» che già deve fare i conti con la mancanza di collegamenti con Pisa - previsti nell’ambito del bando per la continuità territoriale, fino ad oggi non pubblicato da Enac - al momento sostituiti con dei bus navetta.


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