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Giro di vite sulle concessioni - La Nazione Livorno

 

— LIVORNO —
BASTA con la gestione in perdita dei beni disponibili del Comune: terreni, fondi e abitazioni non classificate come edilizia popolare (erp). Per questo motivo è stato varato in commissione bilancio il nuovo regolamento per le concessioni, le locazioni e le alienazioni del patrimonio immobiliare comunale. A favore hanno votato Fiordi, Mancusi, Scavazzon, Vergili e Del Corona del Pd; Borino (Pdl-Amadio) e Tamburini (Pdl-Taradash) voteranno in consiglio. Capuozzo (Udc) ha annunciato che voterà a favore in consiglio e ha commentato: «Finalmente un regolamento che consentirà di valorizzare il patrimonio comunale, che nel primo mandato del sindaco Cosimi e nei mandati del sindaco Lamberti ha fruttato poco o nulla». Anche l’assessore al bilancio Valter Nebbiai è intervenuto in commissione: «In passato, alla scandenza dei contratti di locazione di fondi commerciali, terreni e abitazioni scattava automaticamente il rinnovo a canoni irrisori. Adesso si cambia regime perché il rinnovo avrà parametri diversi. Per i fondi commerciali e i terreni ci riferiremo ai canoni del libero mercato e deve essere versato un anticipo di sei mesi. Per le abitazioni non erp ai canoni concordati con anticipo di tre mensilità».
LE ALIENAZIONI dei beni non essenziali «dovranno fruttare al Comune — ha precisato l’assessore — 1,5 milioni di euro già iscritti nel bilancio di previsione 2010. Ma siccome si tratta in buona parte di immobili con oltre cinquant’anni, siamo ancora in attesa del nulla osta della Soprintendenza per metterli in vendita».
GLI ALLOGGI di servizio sono un’altra questione che impone di voltar pagina. «Fino ad oggi in molti casi ex dipendenti comunali e addirittura loro eredi — ha detto Nebbiai — hanno continuato ad occupare impropriamente alloggi di servizio, pur pagando regolarmente il canone. Accade spesso per le abitazioni annesse a parchi e scuole del Comune» e con l’allogio di servizio del capo commessi situato dentro il palazzo comunale. Dunque d’ora in avanti, quando il regolamento sul patrimonio comunale diveterà «legge», chi terminerà il rapporto di lavoro con il Comune dovrà lasciare l’abitazione di servizio in tre mesi. «Chi l’occupa adesso senza titolo — ha precisato l’assessore rispondendo a Vladimiro Del Corona (Pd) — non finirà con la famiglia per strada, ma dovrà attrezzarsi per trovare un’altra casa».


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