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A Livorno la Mirafiori del lusso - Il Sole 24 Ore Centro Nord

 

A tappe. Entro settembre i1 prototipo De Tolrlaso Riassorbiti 1140 ex cassintegrati della Delplu

L'auto va, anche in tempi di crisi. Purché sia bella e di lusso, Negli anni 10 del secolo della globalizzazìone, nella Toscana in pieno salto verso il terziario, la rinascita economica può passare anche dall'automobile. Proprio nel senso della sua produzione. A Livorno, polo automotive di lungo corso e fulminea crisi, è comparso un "cigno nero", l'evento che non ci si attendeva.
La famiglia Rossignolo, capitanata dall'ottantenne Gian Mario - già uomo Telecom e Fiat, Geo Lancia e Zanussi -ha scelto l'ex stabilimento Delphi di Guastcce per rilanciare il marchio De Tomaso (il pilota argentino che negli anni'6o avviò una produzione di auto sportive), attraverso la realizzazione di modelli auto alto di gamma.
L'operazione, che comprende anche l'acquisizione dell'ex Pininfarina di Grugliasco (To), ha già messo in campo 53 milioni dì euro, all'interno di un piano industriale dì 120 milioni in 4 anni, contando di conquistare il 5% del mercato, dell'auto di lusso, in competizione con Bentley, Ferrari, Rolls Royce, Porsche e altri marchi di luxury car. E dando lavoro, nei due siti, a oltre mille addetti.
Ma come mai in Toscana? Non mancheranno certo in Piemonte e nei distrettì nordici dell'automotive, stabilimenti da rilevare, adeguati servizi all'impresa, operai iperspecializzati a spasso? Cosa ha consentito alla "piccola" Toscana di attrarre una parte consistente di questo ambizioso progetto di reindustrìalizzazione?
«Un'operazione di tale portata non cade dal cielo - spiega Claudio De Grate, direttore risorse umane della De Tomaso, livornese e già dirigente della ex Delphi.Tutto il territorio, a partire dalle istituzioni sino alle organizzazioni sindacali ha cercato questa opportunità e ha lavorato intensamente per realizzarla. In particolare, il sindaco di Livorno e l'assessore regionale alle attività produttive. Ma non dimentichiamo che l'area vantauna posizione strategica sul piano delle infrastrutture, con la sua vicinanza al porto e agli snodi autostradali e ferroviari E, soprattutto,possìede un valore aggiunto nelle competenze tecniche e nelle capacità inventive delle maestranze; qualità ampiamente riconosciute dalle numerose multinazionali che hanno operato e operano nel territorio».
Mentre il ruolo cardine della regione è testimoniato dall'ingresso nel capitale di Sici e Fidi Toscana, che entrerà anche nel Cda, il favore del sindacato è tutto nei numeri delle assunzioni e nei dettagli del piano industriale e formativo.
La De Tomaso prevede una produzione a regime di 8mila vetture in 3 modelli: 3mila crossover, 3mila limousine e 2mila coupè, i cui motori sbarcheranno dagli Usa a Livorno dove saranno effettuate le lavorazioni meccaniche e di assemblaggio dei sottogruppi. A Grugliasco, invece, saranno assemblate le scocche e svolte le lavorazioni di verniciatura e finizione.
«L'operazione ha consentito di riassorbire i cassintegrati ex Delphi, circa 140, oltre ai 90o di Torino dichiara Enrico Pedini, della Fiom Cgil di Livorno -. É la dimostrazione che, se ci si mette a lavorare seriamente, questo territorio può essere più che vitale e che le maestranze locali possono attrarre investimenti multinazionali, che spesso si sono lamentate di non rìuscire a interloquire con il territorio, finendo per rivolgersi altrove».
Ma sull'operazione grava ancora un fattore d'incertezza, lo sblocco dei finanziamenti statali, 10 milioni in 3 anni, per il piano di formazione che dovrebbe coinvolgere tutti i lavoratori e che il piano industriale prevede debba partire immediatamente. «Da gennaio abbiamo lavorato al massimo dei giri- sottolinea De Grate - rispettando i nostri impegni. Le regioni Piemonte e Toscana si sono fatte garanti, ma il via libera tocca al Ministero che sta prendendo tempo e non ha ancora passato a Bruxelles la domanda per l'indispensabile autorizzazione. Siamo fiduciosi che l'iter si concluderà positivamente e, al momento, spero non ci siano ulteriori ritardi». I tempi per il successo del progetto sono infatti strettissimi e non consentono slittamenti. Il prototipo statico del primo modello, da design Pininfarina, deve essere pronto per settembre, ìn modo che il primo modello a marchio De Tomaso possa essere presentato al salone internazionale di Ginevra di marzo 2011.
E la formazione è assolutamente cruciale, trattandosi di un processo di lavorazione completamente nuovo e una nuova concezione di fabbrica. Le vetture utilizzano la innovativa tecnologia Univis; ideata e brevettata da Rossignolo, che consente una drastica riduzione dei costi e degli investimenti (intorno a1 70%), necessitando di molti meno stampi e di modifiche alle linee produttive rì spetto alle tecnologie tradizionali. Si tratta di pezzi unici, personalizzati, cuciti sul cliente come in unasartoria. Circa ts auto al giorno per un target molto alto: i prezzi ruotano intornoai 13omila curo.

Manuela Villimburgo


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