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Contship e Compagnia primo round in tribunale Alla Tdt la rottura è a un passo - Il Tirreno Livorno

 


 
Ieri l’udienza per la revoca dell’amministratore delegato Martini Ma la multinazionale vuol dargli più poteri, scontro nel consiglio  
 
Raugei chiede chiarimento ad Eckelmann  
 
 
 LIVORNO. In Tdt siamo a un passo dalla rottura. Ieri mattina c’è stata la prima udienza dell’azione di responsabilità avviata dalla Compagnia Portuale contro l’amministratore delegato Martini. Tutto questo dopo uno scontro durissimo nel consiglio d’amministrazione, andato in scena venerdì e lunedì. I consiglieri di Tdt in quota Contship hanno chiesto un ampliamento delle deleghe dell’amministratore delegato Martini, per dargli la possibilità di assumere e licenziare senza passare dal consiglio d’amministrazione. I consiglieri in quota Compagnia si sono opposti e la proposta di delibera non è stata messa in votazione perchè avrebbe modificato i patti parasociali.
 I consiglieri in quota Contship hanno preso atto del «mancato accordo». E a questo punto potrebbero avviare la complessa procedura dettata dalle cosidette «clausole di dead-lock», quelle che vengono messe per interrompere eventuali «stalli» che bloccano il processo decisionale e l’attività di una società. Clausole che prevedono che, se per due volte consecutive su argomenti qualificanti si registra un disaccordo fra soci, l’uno faccia un’offerta per rilevare la quota dell’altro.
 La Compagnia Portuale (50 per cento di azioni, come Contship) non ritiene che si sia manifestato un mancato accordo, perchè la delibera non è stata posta in votazione. Ma ha comunque scritto ai vertici della multinazionale, Thomas Eckelmann e Cecilia Battistello, per protestare contro la proposta di superdelega all’amministratore delegato, che andrebbe a modificare i patti parasociali e di cui dunque sono titolati a discutere i soci. Per il chiarimento, è stata convocata un’assemblea dei soci il 5 luglio.
 Mai come adesso Compagnia Portuale e Contship sono stati vicini al divorzio. Tutto quello che fu deciso nella tregua di Amburgo del primo aprile è stato smentito dai fatti. Doveva saltare il direttore del personale Gastaldo come atto di disponibilità di Contship nei confronti della Compagnia e Gastaldo è stato appena confermato. Mentre l’arbitrato sui poteri dell’amministratore delegato non è ancora partito, sostituito da una raffica di azioni legali unilaterali: il ricorso di Monica Bellandi contro il licenziamento, da lei vinto e appellato da Tdt; la richiesta danni di Contship ai consiglieri d’amministrazione portuale che parteciparono alla protesta spontanea dei lavoratori; la denuncia penale di Martini contro gli stessi per una sfilza di reati; l’azione di responsabilità promossa dalla Compagnia Portuale contro l’amministratore delegato, con la richiesta al giudice di rimuoverlo per i danni arrecati alla società: causa, quest’ultima, avviata ieri mattina davanti al giudice Marina Cirese.
 Tutto quello che è successo dopo Amburgo converge verso un’ipotesi che anche i più volenterosi cominciano a valutare realisticamente: la rottura, nove anni dopo il matrimonio del 2001. Magari oggi i diretti interessati ci smentiranno, come già in passato per fatti poi accaduti.
 
Azione di responsabilità contro Martini, ieri davanti al giudice insieme a Raugei  
 
La causa avviata e subito rinviata al 9 luglio  
 
 
 LIVORNO. Primo round in tribunale tra la Compagnia Portuale e l’amministratore delegato di Tdt Martini. Ieri si è svolta la prima udienza della causa intentata dai portuali a Martini: un’azione di responsabilità, con la quale la Compagnia chiede al giudice la rimozione dell’amministratore delegato.
 La Compagnia Portuale accusa Martini di avere arrecato danni alla società «travalicando per tre volte i poteri che gli erano stati conferiti dal consiglio d’amministrazione» e «minando irrimediabilmente il rapporto fiduciario tra soci e amministratori». Al manager Contship viene imputata l’illegittimo licenziamento della direttrice Monica Bellandi - poi riassunta dal giudice, anche se pende un reclamo - l’illegittima assunzione del direttore del personale Gastaldo perchè al di fuori della pianta organica e la multa inflitta dall’Antitrust alla società per il cartello con Sintermar. «La condotta di Martini - si legge nel ricorso - ha esposto e sta tuttora esponendo Tdt a gravi danni di natura patrimoniale e non patrimoniale. Da qui la richiesta di «revoca immediata» dalla carica di amministratore delegato.
 In aula sono comparsi il presidente della Compagnia Enzo Raugei e lo stesso Martini, accompagnati dai rispettivi legali. Martini ha depositato una memoria che solo ieri è stata acquisita dalla controparte: per questo il giudice ha fissato una nuova udienza il 9 luglio. Il procedimento si prevede meno rapido di quello compiuto davanti al giudice del lavoro per il licenziamento di Monica Bellandi. Tuttavia non dovrebbe protrarsi oltre agosto.


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