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Piano del porto, ancora divisioni - Il Tirreno Livorno

 

Unicoop e Seatrag chiedono spazi, niente accordo in Assimprese  
 
 
 LIVORNO. Sarà il comitato direttivo dell’associazione a stilare il documento con cui andare al confronto con l’Autorità Portuale. Questa la decisione al termine dell’assemblea di Assimprese, l’associazione che raduna le principali aziende del porto. Riunione, quella che si è tenuta ieri mattina al Max Hotel, che non è riuscita a smussare tutti gli angoli emersi nella discussione della precedente assemblea. In particolare è la destinazione del cabotaggio a dividere gli associati, con Unicoop Impresa e Seatrag che spingono per avere ulteriori spazi, scontrandosi con Ltm.
 L’assemblea è cominciata con la relazione letta dal presidente dell’associazione Barbera, che riassume tutte le principali osservazioni al Pot. Presenti alla riunione Enzo Raugei per Cilp, Giacomo Marchesini per Taf, Vladimiro Mannocci per Intercontainer, Leonardo Martini di Tdtm Cristiano Lucarelli con Maurizio Lucarelli e Alessandro Paternsotro per Unicoop, Renzo Conti per Ltm, i rappresentanti di Seatrag e di Bonsignori e di Silos del Tirreno. Il dibattito ha riguardato soprattutto le aree per il cabotaggio. Perplessità sono state espresse sulla destinazione della Bengasi alla Ltm, mentre Unicoop ha insistito sul terzo polo traghetti sulla Calata Orlando e Tdt ha chiesto che nel terminal multipurpose non possano attraccare navi fullcontainer ma solo navi general cargo.
 Ora dovrà essere il direttivo, composto da Barbera, Raugei, Martini, Lucarelli e Conti, a fare una sintesi, in vista del comitato portuale che approverà il Pot, inizialmente previsto per il 30.


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