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Morti sul lavoro, assenze e silenzi Ma la città sa ancora indignarsi? - Il Tirreno Livorno

 

Il sindaco: «Il rischio più forte è che prevalga una certa assuefazione» 
 
Tamburini (Pdl): «I sindacati non lascino soli i lavoratori» Strazzullo (Cgil): «La politica si interroghi»  
 
LUCIANO DE MAJO  

 
 LIVORNO. «Noi del sindacato nei luoghi di lavoro ci siamo. La politica si interroghi sul perché c’è un abbassamento dell’attenzione anche quando si parla di sicurezza sul lavoro». A Maurizio Strazzullo, segretario Cgil, non è sfuggito il fatto che era quasi deserto il consiglio comunale quando il sindaco ha fatto la sua comunicazione sui due morti.
 Assenze e silenzi che si sono fatti notare soprattutto nella parte riservata al pubblico: cittadini pochissimi, rappresentanze di lavoratori organizzati neanche a parlarne. «L’impressione - commenta il sindaco Alessandro Cosimi - è che davanti a fatti di questo genere ormai ci sia un po’ di assuefazione, mentre è la capacità di indignazione ciò di cui si sente il bisogno quando accadono episodi del genere. Invece il rischio di oscillare fra la richiesta anche emotiva di giustizia e il silenzio è fortissimo». Il sindaco cita un dato: «66 morti sul lavoro negli ultimi tredici mesi in Toscana sono davvero troppi. Al di là di ogni giudizio, questa è un cifra sulla quale c’è poco da commentare». Un dato che appare ancora più inquietante se si va a calcolare la percentuale, sul numero complessivo delle vittime, di coloro che lavoravano nelle imprese appaltatrici e, spesso, anche subappaltatrici.
 Strazzullo, per tornare al segretario della Cgil, tiene comunque a precisare che «ancora più dei dibattiti tra le forze politiche servono gli atti per rendere operativi gli accordi che abbiamo fatto ad esempio sui rappresentanti per la sicurezza di sito, e quindi ci sono soggetti come Autorità portuale e imprese che hanno precise responsabilità su questo».
 L’altro Cosimi che siede sui banchi del consiglio comunale, il segretario di Rifondazione comunista, fa notare che «ormai da anni le vicende e le lotte che interessano gli operai e le fabbriche sono scollegate dalle vicende della città intera». «Non c’è soltanto il dramma dei morti sul lavoro - precisa Lorenzo Cosimi - ma altri fatti di grande importanza: noi siamo convinti che tutto si tenga. La precarietà, gli orari sempre più stressanti, la velocizzazione dei tempi e l’intensificazione dei ritmi di lavoro non hanno solo la conseguenza di innalzare il rischio di incidente grave sul lavoro. Quasi mai si ricorda quanto dura la vita dei lavoratori. E il fatto che non ci fosse tanta gente ad ascoltare il dibattito sulla sicurezza ha colpito anche me».
 Sul fronte dell’opposizione di centrodestra, il consigliere del Pdl Bruno Tamburini si lamenta del fatto che «i sindacati non hanno mobilitato i lavoratori neppure un po’». «Non vorrei essere il solito maligno - fa notare - se ci fosse stata un’amministrazione di centrodestra, qui la Cgil avrebbe fatto fuoco e fiamme. Invece si ha l’impressione che i sindacati siano assenti e la cosa non mi fa piacere: i lavoratori non debbono essere lasciati soli nelle loro battaglie, specie quelle sulla sicurezza. A me i sindacati non piacciono quando fanno politica, non quando fanno il loro mestiere correttamente...».


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