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Assimprese fa le lastre al Piano ma alla fine l'assemblea dà l'ok - La Nazione Livorno

 

PORTO E’ PASSATA LA LINEA DEL PRESIDENTE BARBERA. IL 29 DIBATTITO IN CONSIGLIO 
 
 di ANTONIO FULVI
E ALLA FINE Assimprese ha deciso. Nell’assemblea di ieri, guidata dal presidente Federico Barbera con una relazione scritta che già di per se rappresenta una novità — Barbera ha sempre parlato a braccia, ma vista la delicatezza dei temi ha voluto mettere nero su bianco — il Piano Operativo Triennale che Roberto Piccini vuol portare entro la fine della prossima settimana in comitato, è stato smontato, vivisezionato, radiografato. Ne è uscito con qualche livido, anche se sostanzialmente l’impianto ha retto. Barbera si è impegnato a presentare un documento riassuntivo delle osservazioni, che una volta passato dal consiglio di Assimprese (probabilmente martedi 29) sarà inviato — come parere definitivo — alla Port Authority. E’ passata la linea proposta da Berbera per chiedere all’Authority «alcuni chiarimenti» sulle linee del Pot. Ma il dibattito è stato lungo e impegnativo. Da chiarire: che vuol dire «multipurpose», se non sia meglio aprire un nuovo accosto sul Molo Italia invece di dragare a 13 metri l’unico attuale, che fare della Sponda Est (terminal multipurpose si, ma ci sono appetiti anche di Sintermar?) eccetera. Poi in stretta sintesi: sul problema dei ro/ro, che rappresenta il vero motivo del massimo scontro di interessi nel porto commerciale, non è stato possibile raggiungere un accordo.
L’ELEMENTO di «disturbo» maggiore è costituito dall’impresa di Lucarelli, che è stata accusata nemmeno troppo velatamente di andare in giro a raccattare contratti, senza però avere le banchine e gli spazi necessari, salvo poi presentarsi al porto pretendendoli. Versione contestata dallo stesso Cristiano Lucarelli, che per l’assemblea di Assimprese ha interrotto le vacanze in Sardegna con la famiglia, per ripartire subito dopo. E’ stata invece bocciata la proposta di assegnare la calata Bengasi-oggi in rifacimento - al terminal Ltm. Dovrà invece essere considerata prioritaria la proposta contenuta in una procedente delibera del comitato portuale secondo cui la Bengasi dovrà tornare pienamente operativa al terminalista Lorenzini, che da anni l’attende. Se ciò non sarà possibile la banchina dovrà diventare pubblica per servire da “polmone” ai traffici di chi non ha un terminal o una concessione. Questo come implicita accettazione del principio portato avanti dal Pot di Roberto Piccini secondo cui le banchine dovranno tornare il più possibile pubbliche per non favorire forme di concorrenza sleale tra operatori. Respinta anche la richiesta del Pot di far tornare pubblici gli accosti oggi in concessione alla Compagnia portuali sulla banchina ad Alto fondale. E’ stato riaffermato il principio che le concessioni non si annullano, salvo casi di manifesto inutilizzo. Per l’Alto Fondale tuttavia la Cilp dovrà garantire l’accosto (a pagamento) delle navi da crociera.


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