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«Basta con le morti bianche Necessaria la prevenzione» - La Nazione Livorno

 


La sicurezza fa discutere dopo la seconda vittima in tre giorni
 
 di MARIA NUDI
— LIVORNO —
UN’ALTRA TRAGEDIA in porto: la città si interroga, attonita. Due morti sul lavoro in tre giorni sono troppi. «Siamo un organismo giovane, ma lotteremo perché non accadano più tragedie come quelle che sono accadute nella nostra città. Nel giro di tre giorni due lavoratori hanno perso la vita. Per evitare le morti bianche è necessaria maggiore prevenzione»: lo dice Roberto Pupi, uno dei tre rappresentanti della sicurezza in porto. Una figura professionale nata nel giugno di un anno fa con l’applicazione del protocollo con la Regione. «La dinamica di questa tragedia — spiega Roberto Pupi, accanto gli altri due colleghi Maurizio Savi e Massimo Scavo— è incomprensibile. Aspettiamo le indagini della Procura ed i rilievi dell’Asl. Le operazioni di scarico sono sempre pericolose, ma questa merce, tubi pesantissimi, è un carico eccezionale».
AL VARCO GALVANI sono arrivati in tanti ieri mattina, rappresentati delle istituzioni, dei sindacati, dei lavoratori, politici. Lì intorno alle 11 si è consumata si è consumata la seconda sciagura sul lavoro nel giro di tre giorni. Tutti a discutere, a chiedersi perché, davanti ad uno spettacolo straziante: il corpo di un uomo schiacciato da un tubo di tre tonnelate coperto da un lenzuolo bianco. E’ il corpo di Francesco Ratti, 46 anni, spezzino. L’autista del camion. Da sotto il lenzuolo si vede il braccio, l’addome è straziato. «Speriamo che non si sia accorto di nulla», dice un portuale. «Uno spettacolo del genere in tanti anni di servizio nel volontariato non lo avevo mai visto», dice una volontaria della Misericordia. Intorno al camion vigili del fuoco, polizia, il magistrato Antonio Giaconi, il personale dell’Asl. Il sopralluogo andrà avanti fino alle prime ore del pomeriggio. Intanto nella ditta Lorenzini si consuma un altro dramma: quello del manovratore del fork lift, Giuseppe Antioco, 37 anni. Lui stava effettuando le operazioni di scarico e lui ha visto morire l’autista. La ditta Lorenzini lavora da 30 anni sul porto: tre decenni trascorsi senza problemi. Ieri l’imprevisto. E le reazioni per la tragedia non si sono fatte attendere.
DICE IL SINDACO Cosimi. «Voglio esprimere prima di tutto il nostro cordoglio alla famiglia del lavoratore morto nel porto livornese. Un tragico evento che si aggiunge ad una lunga e drammatica lista di morti sul lavoro in Italia nella quale Livorno è colpita duramente con due incidenti in tre giorni». Al Varco Galvani era presente, con l’assessore Bruno Picchi, il vicesindaco Cristiano Toncelli che ha precisato che il consiglio comunale di lunedì sarà dedicato ai temi della sicurezza. Una decisione che era stata presa dopo la morte dell’operaio albanese. E al Varco Galvani è arrivato anche il presidente della Provincia Giorgio Kutufà dopo aver sospeso il consiglio provinciale: «E’ necessario un impegno straordinario per affermare la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro. Riconvocheremo il consiglio con questo argomento all’ordine del giorno».  
 
LA REAZIONE DEI POLITICI  
 
«Fermiamo questo stillicidio»
 
 «UN ALTRO morto nel porto di Livorno, il secondo in tre giorni. Il mio primo pensiero va alla famiglia di Francesco Ratti»: il presidente della Regione Enrico Rossi esprime con queste parole il suo dolore per questa nuova, tragica morte sul lavoro. Ci va giù dura la Federazione Sinistra Verdi: Monica Sgherri e Paolo Marini tuonano che «Bisogna fermare questo stillicidio. E necessaria al di là della attività doverosa della magistratura una commissione istituzionale ad hoc che verifichi la situazione». E l’IdV, con l’onorevole Evangelisti, ha sollevato a Montecitorio la questione sicurezza-lavoro presentando un’interrogazione al ministro Sacconi. E Marta Gazzarri: «Le parole di cordoglio ora più che mai suonano rituali e vuote. Occorre fare qualcosa e presto». Marco Ruggeri, Pd: «Era importante che venisse subito un segnale dal consiglio regionale», riferendosi ad un incontro tenuto subito nel pomeriggio con l’Autorità Portuale, le istituzioni e i sindacati. Grande cordoglio anche da parte di tutto il gruppo consiliare del PdL: «E’intollerabile che nel 2010 si debba morire per lavorare; occorre che questi eventi ci portino ad una riflessione per rendere sempre più efficaci le norme sulla sicurezza». Cordoglio e vicinanza alle famiglie anche dalla Cna livornese. E oggi in porto alle 10 assemblea dei lavoratori.


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