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Ecoplast, futuro possibile - Il Corriere di Livorno

 

II consorzio Aurora sarebbe pronto a rilevare la attività, ma servono garanzie sul sito industriale

L'assessore Darya Majidi e il presidente della terza commissione consiliare Giovanni Mancusi si sono presi l'impegno di monitorare la situazione della Ecoplast. Tra quindici giorni faranno il punto, dopo aver garantito che in questo lasso di tempo sarà messo in piedi tutto quello che è nelle possibilità delle istituzioni per cercare di sbloccare la vicenda.

Il consigliere Idv Lorenzo Del Lucchese è da tre mesi e mezzo che aveva chiesto di convocare la commissione e non sembra molto soddisfatto delle risposte che sono arrivate. Ecoplast infatti significa altri 35 lavoratori in sofferenza, anche se per fortuna (di questi tempi si può definire così) almeno sono riusciti a ottenere il sussidio di disoccupazione. Le cose per questa azienda che opera nel settore del riciclaggio della plastica non sono andate bene. I motivi sono tanti e si intrecciano con fallimenti, subappalti e chi più ne ha più ne metta. La storia recente comincia dalla Labroplastic che va subito in debito di ossigeno e comincia a estendere la possibilità di subentrare ad altri interlocutori (che per entrare dovevano versare una quota che avrebbero poi recuperato). In realtà fino a ottobre 2009 non subentra nessun soggetto. A fronte di queste difficoltà con un'operazione che alcuni definiscono "raffinata", riesce finalmente a affittare l'attività di riciclaggio alla Ecoplast che a sua volta inizia la produzione. Ma anch'essa quasi subito va in difficoltà finanziaria (leggi mancanza di liquidità per pagare gli stipendi). Ecoplast cercava di resistere perché aveva un contratto di appalto con Corepla (consorzio regionale plastiche). «E stata una conquista riuscire a far licenziare i dipendenti - dicono dal sindacato - perché finalmente riscuotono un sussidio di disoccupazione dopo essere rimasti senza stipendio da novembre a marzo». Ora ci sarebbe il Consorzio Aurora che ha una serie di cooperative nel settore, e vorrebbe entrare, ma ha bisogno di garanzie sull'impianto e sul sito che è uno dei pochi sul territorio adibito a questo tipo di attività. Il sito è di proprietà di Labromare che bisogna capire quali intenzioni abbia.


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