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Rea, e ora paghino i Comuni - Il Tirreno Cecina

 

Ghelardini: «Il debito maggiore proviene soprattutto dagli enti pubblici» 
 
L’azienda vara un piano di rientro per sanare i conti  
 
Commissione consiliare concitata sullo stato della società dei rifiuti  
 
ALESSANDRA BERNARDESCHI  

 
 ROSIGNANO. Piani di rientro presentati alle aziende insolventi, procedimenti giudiziari avviati per giungere ai decreti ingiuntivi di pagamento, 3 milioni e mezzo di euro di insoluti da quando nei comuni di Cecina e Collesalvetti si è deciso di passare da tassa (Tarsu) a tariffa, in gergo Tia.
 Ieri per Rea Spa, di cui il Comune di Rosignano detiene il 40% di quote, è stato il giorno dei conti in “rosso”. Una difficoltà economica, dovuta essenzialmente alla crisi economica definita «feroce» dal presidente Rea Fabio Ghelardini e dall’assessore Gennaro Tudisco. Il dato ufficiale di Rea riporta un debito verso il Comune di Rosignano di oltre 9 milioni di euro. «Partite di giro» non ancora incassate per l’insolvenza di enti pubblici, aziende private o compartecipate. Ieri mattina è spettato ai membri della commissione di Controllo e garanzia fare domande, chiedere chiarimenti. Un valzer di cifre, di scadenze al 31 maggio sulle quali i consiglieri di minoranza hanno chiesto un report dettagliato.
 I conti. «I soldi stanno rientrando - ha detto Ghelardini - al 7 maggio il debito nei confronti del Comune era di 12 milioni e 888mila euro, attualmente lo scaduto è di 9 milioni e 763mila euro. Nel frattempo abbiamo presentato alle aziende piani di rientro e sono già in corso procedimenti giudiziari per giungere ai decreti ingiuntivi. Alcune aziende hanno decreti ingiuntivi sospesi proprio perché hanno sottoscritto i piani di rientro. Ma i debiti sono consistenti. In base ai nostri dati che sommano la raccolta di Rsu e di Rd (Raccolta differenziata cresciuta, ha detto Ghelardini, di una decina di punti in percentuale), a Solvay la raccolta di rifiuti è aumentata di 1 milione e 48 mila chilogrammi mentre a Cecina è diminuita di 1000 tonnellate». Da qui anche la diminuzione di conferimenti in discarica da parte di molti Comuni; diminuzione da collegare alla crisi che ha colpito il turismo. «Una crisi che ha colpito le aziende - ha proseguito Ghelardini - ma anche i Comuni con i tagli al bilancio».
 Aziende e famiglie. Il presidente della commissione Giorgio Franconi chiede uguaglianza tra aziende e famiglie: «Come per le tasse - dice - alcune categorie non possono evadere, altre hanno gioco libero. Così è per i cittadini che vanno a pagare l’Rsu: per loro non ci sono dilazioni, per le ditte private invece si». Un teorema contestato da Ghelardini e dal direttore Rea presente all’incontro: «Abbiamo un insoluto di 3,5 milioni da parte dei cittadini di Collesalvetti e Cecina da quando è entrata in vigore la Tia. Ogni giorno abbiamo famiglie che chiedono dilazioni di pagamento».
 Debiti. In difficoltà si trovano tutti: sia i soggetti pubblici che i privati «anzi - dice Ghelardini - forse il debito maggiore proviene proprio dagli enti pubblici».
 Diffusione dati. Top secret al momento, nonostante le richieste di trasparenza e chiarezza rivolte al Comune dalle forze di minoranza, sui nomi delle aziende private o pubbliche debitorie verso Rea.
 Trasparenza. Attacco ai consiglieri che hanno diffuso i dati anche attraverso la stampa: «Abbiamo chiesto dati utili - ha detto Franconi - per fondare un indirizzo politico, per capire come vanno le cose per essere coinvolti in scelte che mantengano Rea ad un certo livello». Più schietto Francescalberto De Bari del Cambio: «I dati di bilancio della Rea sono pubblici non vedo quali siano i problemi: i cittadini debbono sapere».


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