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Cantieri fermi, imprese in crisi - Il Tirreno Elba

 


 
Rivolta degli artigiani contro le ordinanze anti rumore  
 
 
Troppi tre mesi di stop ai lavori, le ditte chiedono un confronto urgente con le amministrazioni per evitare licenziamenti  
 

 CAPOLIVERI. Imprese edili alla riscossa contro le ordinanze che bloccano i lavori nel periodo estivo. Una ribellione che parte da Capoliveri ma che riguarda tutte le imprese isolane che, né a Capoliveri né a Porto Azzurro potranno effettuare interventi di edilizia per consentire ai turisti di trascorrere vacanze tranquille.
 Una vera e propria mazzata per chi lavora nel settore. La bella stagione, in particolare il periodo tra giugno e settembre, sono i momenti ideali per mettere mano a piccoli o grandi interventi incasa. Dalla ristrutturazione del tetto al bagno da rifare. Se però - come accade già a Porto Azzurro e come da domenica accadrà a Capoliveri - il Comune con una specifica ordinanza blocca i lavori saltano le commesse e c’è il rischio che si perdano anche posti di lavoro. Perchè se il diritto al riposo dei turisti, principale fonte di reddito dell’isola, è sacrosanto, è altrettanto vero che la sopravvivenza del tessuto economico dell’Elba dipende anche dalla presenza di piccole e medie imprese artigiane che - oltre tutto - sono tra le poche a dare lavoro 12 mesi l’anno. Il grido d’allarme arriva dalle associazioni di categoria e da alcune ditte sul territorio che per oggi alle 18 hanno convocato un’assemblea di settore che si terrà nella sala congressuale dell’hotel Picchiaie a Portoferraio. Il comparto è in crisi e, a detta degli imprenditori, il fermo dei cantieri per un tempo così lungo porterà al collasso tutto il settore. Si teme, fra l’altro un effetto a catena, quello di altre amministrazioni comunali elbane che potrebbero adeguarsi a quanto stabilito dal sindaco Ruggero Barbetti e, prima di lui, anche dal sindaco di Porto Azzurro Papi. «Le ordinanze sindacali emanate da alcune amministrazioni locali - spiegano i titolari dell’impresa Specchio - sicuramente saranno seguite ben presto dalle altre ordinanze, senza alcuna possibilità di deroga, sul divieto assoluto di impiego di attrezzi rumorosi. Ma non solo. Bisogna anche aggiungere lo stop durante le festività natalizie, quelle pasquali, i ponti e le varie ricorrenze dell’anno. I restanti sei mesi dell’anno tra piogge e condizioni meteo avverse si riducono a 3 o 4 mesi effettivi. Una catastrofe non solo per il settore edile ma anche per tutto il comparto, come dire elettricisti, idraulici, imbianchini, falegnami, fabbri, studi tecnici, trasportatori, escavatoristi».
 La soluzione? «É opportuno e determinante un serio e urgentissimo incontro tra le varie amministrazioni - continua la ditta - e tutte le imprese del settore che ci auguriamo porti ad un cambio di direzione, in caso contrario troppe imprese si vedranno costrette a licenziamenti dei dipendenti che sono già gravati dall’affitto della casa, dai mutui, dalle bollette, dai consumi vari. Le imprese dal canto loro saranno costrette a presentare domanda di moratoria per tutte le obbligazioni assunte, leasing, mutui, oneri previdenziali, finanziamenti e costi fissi di ogni genere. Tutto ciò in barba alla crisi e alla disoccupazione».


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