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I cassintegrati aumentano ancora - Il Tirreno Toscana domenica 13 giugno

 

FIRENZE. Cassa integrazione a livelli record all’inizio del 2010: nel primo trimestre in Toscana le ore autorizzate sono state 10 milioni e 800mila. Il dato è in aumento del 13% rispetto al trimestre precedente ma è più che raddoppiato rispetto allo stesso periodo del 2009 (+110%).
 A livello provinciale, gli aumenti maggiori di ore autorizzate si registrano a Pistoia, seguita da Prato, Lucca, Pisa, Firenze. In particolare risulta elevato il ricorso alla cassa integrazione straordinaria a Livorno (1 milione e 238 mila ore), mentre è particolarmente alto il valore della cassa ordinaria a Pisa e Firenze.
 Quanto ai settori, ancora in sofferenza il manifatturiero, con un forte incremento delle ore di cassa integrazione nell’industria della carta (+492%), seguito da abbigliamento, impianti per edilizia, pelli e cuoio, tessile.
 Da registrare poi il ricorso alla cassa in deroga, gestita direttamente dalla Regione, per le aziende sotto i 15 dipendenti o per quelle aziende che hanno esaurito i periodi massimi di cassa straordinaria (2 anni nel quinquennio). Dal maggio 2009, sono state 13.132 le domande, per 6.093 aziende coinvolte e 27.724 lavoratori interessati. In questa situazione pesa negativamente la decisione del governo di bocciare la proposta della Toscana per un allungamento dei termini di durata della cassa integrazione: «Il venire meno della possibilità di prolungamento della cassa ordinaria - osserva Gianfranco Simoncini, assessore regionale alle Attività produttive, Lavoro e formazione - rischia oggi di penalizzare anche la Cassa integrazione in deroga, drenando risorse dalle piccole alle grandi imprese e impoverendo così uno strumento che si è rivelato vitale per la gestione della crisi in una regione come la nostra, dove le piccole e piccolissime imprese sono prevalenti». In Regione, per l’imminenza, evitano di far scattare l’allarme, poiché i fondi per finanziare i cassintegrati ci sono. Ma è certo che s’inizia a raschiare il fondo del barile.
 Intanto però si avvertono timidi segnali di recupero della domanda di lavoro, e frena l’emorragia occupazionale mentre aumenta, in parallelo, la disoccupazione, segno che coloro che si sono tenuti ai margini del mercato ricominciano a cercare attivamente e vengono registrati ufficialmente come disoccupati. Il quadro emerge dall’ultimo Flashlavoro Notizie, la pubblicazione trimestrale dell’Osservatorio regionale sul mercato del lavoro in Toscana. In particolare quella che viene esaminata è la dinamica della domanda di lavoro attraverso l’andamento delle assunzioni, che nel trimestre gennaio-marzo mostrano un trend positivo, con + 1% rispetto allo stesso periodo del 2009 e 2.150 assunzioni in più (ma nel 2008, prima della crisi, l’incremento era stato di 200mila).
 Non va meglio, però, per il lavoro delle donne, particolarmente penalizzato dalla recessione. La componente maschile cresce infatti del 7%, mentre quella femminile registra un un ulteriore calo del -3,9%.
 «Anche se questi segnali non fanno ancora intravedere l’uscita dalla crisi, sembra confermato quantomeno un rallentamento della caduta - osserva l’assessore Simoncini - all’interno di questo quadro dobbiamo registrare però un elemento allarmante. La perdita di occupazione femminile rappresenta un forte impoverimento per la nostra regione, che negli anni precedenti la crisi aveva basato proprio sul lavoro delle donne la sua crescita occupazionale. Non credo possa esserci un futuro per la Toscana senza il lavoro delle donne, il cui apporto è essenziale anche in termini di Pil. Per questo la giunta ha deciso di rafforzare gli incentivi a favore delle donne sia nel pacchetto delle misure anticrisi che in tutti gli interventi a favore dell’occupazione e dell’imprenditoria».
 Altro elemento di preoccupazione riguarda i lavoratori in mobilità che sono ormai prossimi alla pensione: adesso dovranno fare i conti con i primi effetti provocati dal decreto legge 78 del 31 maggio. Stando al provvedimento approvato dal governo, dal 1º gennaio 2011 potranno andare in pensione soltanto 10.000 lavoratori italiani che saranno individuati tra tutti quelli - pochi o tanti che siano - che avranno maturato l’età pensionistica durante il periodo di mobilità.
 Chi sono i lavoratori a rischio? Dagli effetti del decreto saranno esclusi soltanto quei lavoratori iscritti alle liste di mobilità che raggiungeranno l’età della pensione entro il prossimo luglio. Per tutti gli altri che rientrano nelle cosiddette “finestre pensionistiche” successive al luglio 2010, scatterà l’incognita del “numero contingentato”. Quindi per un lavoratore toscano in mobilità ci vorrebbe una palla di vetro per conoscere il suo futuro di aspirante pensionato.
 E in tanti cominciano già a porsi delle domande: rientrerò tra 10.000 fortunati ammessi alla pensione? Quanto dovrò aspettare? E se ne sarò escluso cosa mi succederà nei mesi di slittamento che mi separano dalla pensione? «In questo momento - spiega Fabio Vitale, direttore regionale dell’Inps - è impossibile sapere cosa succederà e soprattutto quanti lavoratori toscani si troveranno in questa situazione, perché mancano le circolari e le norme interpretative del decreto legge 78. Da tecnico che conosce la macchina amministrativa, ma soprattutto ragionando con il buon senso, posso dire soltanto che su un tema così delicato mi sembrerebbe auspicabile almeno una conferenza Stato-Regioni, alla presenza delle parti sociali, per affrontare la questione».
F.F.


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