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Ecco l'energia eolica fatta in casa - Il Tirreno Piombino

 


Tre piombinesi inventano e lanciano un impianto a basso impatto  
 
 
 
Ok il prototipo installato sul tetto di Villamarina. Ora servono investitori per avviare la produzione  
 
CECILIA CECCHI  

 PIOMBINO. Generatore eolico orizzontale che piace visti i successi negli eventi di settore, e che fa parlare giornali come Corriere, Sole 24 ore, Repubblica. Un’avventura cominciata nel 2008 quando Giovanni Teglia - esperto di elettronica industriale - brevetta questo suo progetto “minieolico” apprezzato da professionisti e architetti perché di facile installazione, senza problemi d’impatto ambientale. Nel marzo 2009 nasce la Enatek Srl: ne fanno parte, oltre a Teglia, Gabriele Martellucci, commercialista, e Gianluca Cecchetti - laurea in economia aziendale - direttore generale. Tutti e tre piombinesi.
 Bando regionale. «Lo scopo - dice Gianluca Cecchetti - è stato subito quello di sviluppare il prodotto per industrializzarlo e commercializzarlo». Per coprire i costi di ricerca e sviluppo? «Finanziamento nel novembre 2009 - risponde - grazie alla Regione. Noi unica azienda di nuova costituzione finanziata sul quel bando: un contributo a fondo perduto pari a 400mila euro sui 500mila necessari».
 Promozione. «Così - prosegue - è stato possibile partire con una serie di attività promozionali. In agosto 2009 era già stato presentato un altro brevetto per coprire ulteriormente l’idea originaria e provvedere a un’integrazione maggiore: non più un componente esterno tra generatore e turbina».
 Start up camp. Però, per terminare il progetto di investimento e sviluppo ci vuole un investitore. Dunque in passerella... «Abbiamo partecipato - spiega Cecchetti - agli eventi che permettono un incontro tra le idee innovative e gli investitori, entrambi a Milano. Nel primo promosso da Intesa San Paolo, sui 300 partecipanti siamo stati selezionati tra i 12 finalisti. Nel secondo, cioè “Techgarage 2010”, evento organizzato al Politecnico di Milano e la Luiss di Roma, ci siamo classificati primi a livello nazionale». Da qui la grande visibilità sulle testate nazionali. «Eravamo allo Smau di Roma, nello spazio “percorsi di innovazione” e alla fiera Solar Expo di Verona. Parteciperemo a “Quanto basta” a Piombino, ai primi di giugno».
 I segreti del successo. A pesare sono le specificità. «Le nuove normative - conferma - richiedono, sin dalla progettazione, che un palazzo o un capannone godano di autonomia energetica. Il fotovoltaico è una tecnologia ormai matura mentre l’eolico non è stato ancora utilizzato sui tetti perché di grandi dimensioni: per avere un minimo di efficienza il palo deve essere di almeno di 5 metri più altri 3 di turbina». Un totale di 8 metri, su un tetto, per un impatto davvero invasivo. «È bastato ruotare di 90 gradi la turbina - sottolinea - e installarla su due punti d’appoggio anziché uno, riducendo sia l’impatto visivo che le difficoltà tecniche d’installazione e sicurezza».
 Galleria del vento. «Completando presto la ricerca - ricorda il direttore - intendiamo fare un’ultima verifica entro luglio col passaggio nella galleria del vento a Milano o a Napoli. Così possiamo illustrare agli investitori una programmazione che prevede, nel 2014, un organico lavorativo di 150 persone. I componenti saranno sempre prodotti da aziende esterne, ma ad assemblaggio e spedizione provvederemo da soli. Un finanziatore locale - conclude - ci permetterebbe di restare qui». Per la Val di Cornia, un’opportunità interessante.
 
L’IDENTIKIT  
 
Dimensioni limitate, tanta energia  
 
 
 PIOMBINO. Qualche dato sul generatore eolico orizzontale (in foto una simulazione a computer). Le dimensioni sono di 300 centimetri per 170 di diametro. L’impianto può produrre un chilowat e 6 di picco massimo, cioè col tipo di vento “ideale”. In un anno può assicurare 2 megawattora.
 Da considerare che una famiglia consuma, più o meno, 3 megawattora in un anno.
 «Insomma - spiega Gianluca Cecchetti, direttore generale della Enatec Srl - il nostro generatore può soddisfare circa due terzi del fabbisogno. Certo su un tetto se ne può installare più di uno: in questo modo si tende a raggiungere un discreto livello di autonomia».
 «L’ultimo dei due prototipi, a fine 2009 - sottolinea - è stato installato su uno dei tetti dell’ospedale di Villamarina. Una turbina che non produce ancora, ma è un modello di studio utilizzato dall’Università di Firenze, nostro partner scientifico, per valutarne l’aerodinamicità e l’efficienza meccanica».


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