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«Saremo il prototipo dell'innovazione» - La Nazione Livorno 15 maggio

 

COLLESALVETTI L’INTERVISTA  
 
Le idee del sindaco Lorenzo Bacci
 
 di MONICA DOLCIOTTI
— COLLESALVETTI —
IL COMUNE di Collesalvetti si candida a diventare «un laboratorio». O, meglio, a fare da prototipo. Lo spiega il giovane sindaco Lorenzo Bacci, uomo del Pd che sbaragliò alle primarie competitor del calibro di Maurizio Scatena e Samanta Migliorini. E che non nasconde di «apprezzare monsignor Razzauti, che conosco e stimo», quando è entrato con spirito «cristianamente critico» nel dibattito in atto sul Pd, richiamando il partito alla vocazione dell’ascolto delle persone, non solo allo «stare in mezzo alla gente per raccogliere voti». Bacci aggiunge: «L’esperienza delle primarie è stata incredibile. E il Pd — sottolinea — è nato per accogliere anche i contributi esterni, come quello di monsignor Razzauti, appunto».
Cosa bolle in pentola a Colle? È vero che volete lasciare la vecchia sede del Comune per trasferirvi in una più raggiungibile e più baricentrica per tutti i cittadini?
«Sì, è vero. Ma non ci limiteremo a questo: chiediamo e chiederemo, con opportune iniziative, ai privati di farsi avanti per realizzare su terreni dell’amministrazione la nuova sede del Comune , dove ci sarà spazio anche per i parcheggi, sperimentando soluzioni di bioarchitettura e produzione di energia da fonti rinnovabili che ne consentano l’autosufficienza energetica. Insomma i privati — e alcuni soggetti hanno già mostrato un certo interesse — ci potrebbero fornire la nuova sede chiavi in mano; l’amministrazione in cambio sarà la loro “pubblicità vivente”, un sistema efficace di markeing. E magari chi risponderà al nostro invito avrà opportunità di sviluppo sul nostro territorio».
E la vecchia sede?
«Rimarrà per rappresentanza. In fin dei conti ha un valore storico per i colligiani e gli abitanti delle frazioni. Mentre il vicino Palazzo Romboli e la sede della biblioteca possono essere alienati. Valuteremo questa opzione perché solo per risistemare Palazzo Romboli servono almeno 700mila euro che non abbiamo. Ma potremmo fare molto di più...».
Si sta montando la testa?
«Niente affatto. Potremmo estendere il modello del territorio colligiano quale “prototipo” per soluzioni innovative anche all’edilizia residenziale popolare, o a canone concordato. I privati che sono portatori di soluzioni d’avanguardia possono arrivare da noi e proporre la realizzazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, a costo zero per l’amministrazione, e averne in cambio la gestione, sotto il controllo pubblico è ovvio. O avere come contro partita altre opportunità ancora da vagliare».
Cosa non farebbero i sindaci per sbarcare il lunario...
«Diciamo che dobbiamo avere il coraggio di percorrere strade innovative per superare le difficoltà imposte dalle ristrettezze finanziarie in cui si dibattono le amministrazioni comunali, non ultime quelle imposte anche dal patto di stabilità che ci lega le mani anche quando potremmo investire risorse. Allora, cerchiamo di girare intorno all’ostacolo».
Con lo stesso spirito cercherà di uscire dl ginepraio oprmai noto della Cittadella dello Sport?
«Sì. A tal riguardo ricordo che attraverso lo strumento dell’avviso esplorativo il 31 maggio scadranno i termini per presentare all’amministrazione progetti ed idee per pensare come riutilizzare e completare le strutture alla Cittadella dello Sport: 68mila metri quadrati appetibili, sui quali però c’è il vincolo per chiunque si faccia avanti di liberare l’amministrazione dal fardello della fidejssione di quattro milioni di euro che era legeta alla società Sesport che non ha completato i lavori alla Cittadella dello Sport». Una vecchia storia, questa, ormai nota e sulla quale è entrata in azione anche la Procura della Repubblica.


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