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Lucchini già fuori dal bilancio - Il Tirreno Piombino 15 maggio

 

Nel trimestrale Severstal nessuna voce dedicata all’azienda  
 
Il gruppo apre il 2010 in netta perdita. Nuovi rumors sui compratori  
 
LUCA CENTINI  

 
 PIOMBINO. Lucchini sempre più fuori dall’orbita Severstal. Non è un’opinione, nè un’indiscrezione trapelata in ambienti industriali. Stavolta la conferma che le strade del gruppo europeo e della multinazionale russa stanno per dividersi si legge nei “crudi” dati finanziari.
 Ieri, in una nota pubblicata sul sito aziendale, Severstal ha reso noti i risultati del primo trimestre del 2010. E, nel bilancio, Lucchini viene riclassificata come “discontinued operation”, perchè considerata in via di cessione. I risultati registrati dallo stabilimento di Piombino e dagli altri presidi europei del gruppo sono esclusi dal bilancio di Severstal. In pratica i numeri di Lucchini non rientrano più nelle voci relative ai ricavi, ai profitti/perdite ottenuti dalle attività e all’Ebitda, il margine operativo lordo. Al contrario la voce sulle perdite nette della multinazionale, pari a 785 milioni di dollari (gli analisti ipotizzavano un rosso di soli 133 milioni), include gli effetti negativi del gruppo europeo, che nel primo trimestre perde 885 milioni.
 I risultati. La multinazionale ha registrato una flessione del 7,3% dei ricavi rispetto all’ultimo quarto del 2009, passando da 3,38 miliardi di euro ricavati a 3,14 miliardi. Pesa sul bilancio la riduzione dei volumi di vendita nel mercato dell’acciaio russo e l’abbassamento dei prezzi nel mercato globale.
 Lucchini ha invece chiuso il trimestrale con un aumento dei ricavi, pari a 579 milioni di dollari rispetto ai 533 milioni dell’ultimo quarto del 2009, grazie ad un aumento delle produzioni che si è riscontrato anche nello stabilimento di Piombino. Tuttavia il margine operativo lordo Lucchini è precipitato da +9 milioni di fine 2009 a -1 milione di dollari nei primi tre mesi di quest’anno. Una riduzione dovuta, per Severstal, all’aumento dei prezzi delle materie prime e all’applicazione di tassi alti sui ricavi.
 Sei mesi per vendere.«Abbiamo negoziazioni in corso per cedere Lucchini - recita la nota - puntiamo ad aggiornare il mercato come si conviene nei prossimi sei mesi».
 Sei mesi, quindi, che la multinazionale si è presa per portare a termine definitivamente il processo di vendita del gruppo Lucchini e, quindi, del sito di Piombino. Un processo che, stando a quanto riferiscono le fonti, non è decollato per la discrepanza tra quanto richiesto da Severstal e la disponibilità degli acquirenti. Il dossier Lucchini sarebbe già sul tavolo degli operatori di private equity Blackstone, Platinum e Apollo, e degli industriali Arcelor Mittal, Tata Steel e Baosteel. Parallelamente Severstal, assistita da Lazard, starebbe ancora trattando con le banche per rinegoziare il debito di Lucchini.
 
Assemblea a Villamarina  
 
Piano assunzioni, critiche dalla Cisl  
 
 
 PIOMBINO. Assemblea della Cisl funzione pubblica a Villamarina sul piano di riorganizzazione. Un piano da cui anche la Cisl prende le distanze con il segretario provinciale, Lando Del Pia, e del segretario aziendale, Francesco Redini. Entrambi sottolineano la gravità della situazione determinata dalla mancanza di personale che si ripercuoterà sui servizi, soprattutto in estate. Ricordano che la direzione, a fronte di una perdita di 200 posti prevede solo 40 ingressi, dei quali solamente 5 su Piombino dove ne sarebbero necessari tre volte tanti. Critiche vengono espresse anche per le dichiarazioni della direttrice, Monica Calamai e i suoi richiami al senso di responsabilità. «Siamo un sindacato responsabile. Ma le sue affermazioni sul poco impegno degli infermieri sono poco ponderate. Dovrebbe avere maggior rispetto verso gli operatori».
 I due sindacalisti, oltre a ricordare che nell’Asl 6 il tasso degli infortuni dei dipendenti è il più alto di tutta la Toscana e che si continuano a impegnare moltissime ore di straordinario, sottolineano la sistematica violazione dei diritti con il salto riposi, ferie non concesse, reperibilità oltre il contratto. Ricordano anche che a livello nazionale, in ambito ospedaliero sono più i medici degli infermieri. «Una assurdità - dice - che nel mondo delle imprese le porterebbe fuori mercato. Gli sprechi vanno evitati a partire dalla stessa Asl 6. L’azienda si sieda al tavolo della trattativa con una proposta più corrispondente alle necessità occupazionali e non abbia un occhio di riguardo solo per il turn over della dirigenza. Altrimenti saremo al fianco dei lavoratori e della Rsu nel portare avanti unitariamente una difficile ma necessaria controversia».


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