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Bacino galleggiante, collaudo eseguito - La Nazione Livorno

 

FRONTE DEL PORTO «MEDITERRANEO»: VIA LIBERA PER 13MILA TONNELLATE  


— LIVORNO —
IL BACINO di carenaggio galleggiante «Mediterraneo» ha finalmente il suo certificato di classe. Redatto al termine di un lungo — e travagliato — iter di collaudo condotto sul piano statico e nautico dal RINa (Il Registro Italiano Navale) e sul piano amministrativo da una apposita commissione della Port Authority. Il collaudo però non è arrivato alla portata massima di progetto, le famose 18mila tonnellate assicurate fin dall’inizio: il RINa si è fermato a 13mila tonnellate, che è stato il massimo della «quotazione» ottenuta da una nave venuta a Livorno per fare riparazioni navali, la «Vera»A della compagnia danese Maersk, inserita nel bacino alcune settimane fa. Nave da 13 mila tonnellate, ma risultata di una larghezza appena sufficiente ad entrare: pochi decimetri di più e non sarebbe stato possibile immetterla nel «Mediterraneo». In sostanza: il bacino potrebbe anche essere idoneo, come da progetto, a navi di maggior tonnellaggio, ma bisognerà trovarne una che venga a Livorno per riparazioni, immetterla e fare il successivo collaudo. Operazione ad oggi né semplice né vicina.Ma qualche sorpresa c’è stata anche con un collaudo limitato. La commissione, che ha lavorato per svariate settimane ispezionando fino ai dettagli il bacino, ha scoperto alcune inadempienze tecniche del cantiere costruttore, l’ex fratelli Orlando ormai scomparso. E’ stata pertanto avviata la pratica per l’escussione della fideiussione bancaria rimasta depositata in attesa che, appunto, il collaudo fosse completato positivamente.
A. F.


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