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«Enel e Severstal, il tempo è scaduto» - La Nazione Piombino

 


L’ultimatum del sindaco Anselmi: «O escono dalla fase di stallo o ci muoviamo noi»
 
 di MAILA PAPI
— PIOMBINO —
«SEVERSTAL ed Enel devono dire qualcosa. Se continuano a balbettare dobbiamo rompere gli indugi». A sostenerlo è il sindaco Gianni Anselmi preoccupato per la situazione di stallo: da una parte la vicenda della vendita dello stabilimento Lucchini con il conseguente congelamento degli investimenti previsti nel piano industriale (nuovo impianto minimill), dall’altra la questione della Centrale elettrica di Tor del Sale in questo caso Enel ha parlato solo di riconversione a carbone. L’assessore regionale Gianfranco Simoncini, presente a Piombino per la firma del protocollo fra Regione, Comune, Provincia, Autorità portuale e Dalmine, ha parlato di quattro impegni per un Progetto Piombino, il sindaco Anselmi ha lanciato invece quattro sfide.
«LA PRIMA è lo sviluppo portuale, le bonifiche, l’altra è il prolungamento della 398 al porto, in questo caso se la tecnologia ci aiuterà a trovare soluzioni per l’attraversamento della fabbrica (2 corsie invece di 4), il problema resta quello della gestione della viabilità durante i lavori – e ancora – la terza sfida è l’apertura della partita della nautica e cantieristica e infine il recupero delle aree al Gagno (60 ettari) per lo sviluppo della piccola e media impresa. Ma nel mezzo a tutto questo c’è sempre un punto interrogativo che vincola tutto: la questione Lucchini. Li stiamo accerchiando alla fine dovranno dirci qualcosa». Anche l’assessore Simoncini ha ricordato la necessità di seguire con attenzione la vendita della Severstal Lucchini, «la questione più delicata in questo momento», e l’importanza di un piano industriale che tenga insieme occupazione e prospettive di sviluppo, magari con l’auspicio che gli impegni presi un anno fa dal gruppo russo rimangono punti fermi anche per i nuovi acquirenti. Poi la questione energetica.
«ANCHE questa va affrontata seriamente – ha detto Anselmi – se le biomasse non le vogliamo per salvaguardare palme e orangotango, nemmeno il fotovoltaico perché copre i carciofi, al carbone abbiamo già detto no, prima o poi però dobbiamo dire qualcosa». Sono intervenute anche le organizzazioni sindacali (Luciano Gabrielli Fiom, Fausto Fagioli Fim, Vincenzo Renda Uilm e Giuseppe Bartoletti Cgil) che su Lucchini hanno ribadito la necessità di far chiarezza in tempi rapidi sulla vendita, ma hanno anche posto, come era accaduto nel convegno organizzato da Fim, Fiom e Uilm, il problema degli alti costi energetici per le aziende, evidenziando come le prossime sfide per la siderurgia piombinese siano due: i costi delle materie prime e quelli dell’energia. Entrambi troppo elevati.


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