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Toremar stabilizza 57 precari - Il Tirreno Livorno
Diciannove assunti a tempo indeterminato, gli altri avranno riconosciute le qualifiche
C’è l’accordo tra sindacati e compagnia di navigazione
Entro aprile i nomi degli armatori interessati alla società Roma: «Ora importante garantire i servizi attuali»
VALENTINA LANDUCCI
PORTOFERRAIO. Non dovranno più aspettare l’ennesimo rinnovo del contratto a tempo determinato né vedersi negata in busta paga la mansione ricoperta da anni ma contrattualmente mai riconosciuta. Ora anche loro fanno parte a tutti gli effetti della squadra Toremar.
E stavolta per sempre, indipendentemente da chi a settembre si aggiudicherà la gara per acquistare la compagnia.
Una storia a lieto fine per 57 precari della quasi ex compagnia pubblica che collega quotidianamente il continente con Elba, Pianosa, Capraia, Gorgona e Giglio. La fumata bianca è arrivata grazie all’accordo tra l’amministratore unico della compagnia, il comandante Angelo Roma, e le sigle sindacali Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti.
«Un bel passo avanti», dice Agostino Salsa (Filt Cgil): la stabilizzazione dei precari «è un risultato reso possibile grazie alla disponibilità della Regione e al lavoro dell’amministratore Angelo Roma». Non tutti i problemi sono risolti «ma per affrontarli - aggiunge - dovremo attendere l’ingresso dei privati nella compagnia». La pensa così anche Andrea Sirabella, segretario regionale della Uil Trasporti. «Siamo soddisfatti - afferma - ma non ci fermiamo. Quello che ci spaventa, ora, è che per acquistare Toremar scendano in campo compagnie che non siano all’altezza della gestione dei servizi».
L’accordo. L’intesa riguarda l’assunzione, con contratto a tempo indeterminato, di 19 marittimi fino ad oggi impiegati sulle navi a tempo determinato. Un lavoro “a chiamata” - pescando dalla “lista personale con priorità di imbarco” stilata nel 2005 - per periodi di tempo limitati. Di fatto precari senza alcuna garanzia rispetto al mantenimento del posto di lavoro nel passaggio tra dalla proprietà pubblica (fino a dicembre 2009 lo Stato e oggi la Regione) a quella privata della Toremar. Un rischio che non correranno più.
Diversa la situazione di altri 38 marittimi, impiegati e pagati per mansioni diverse da quelle riconosciute dall’azienda: i così detti “facenti funzione”. Nel loro caso l’accordo prevede il riconoscimento della qualifica e della mansione ricoperta da tempo ma fino ad oggi negata loro.
L’intesa nasce dalla ferma volontà del comandante Roma di mettere in ordine le questioni del personale prima della privatizzazione della compagnia sgombrando il campo da possibili tagli al personale da parte del futuro armatore.
Le prospettive. Insomma 57 persone vedono riconosciti i propri diritti e non rischiano di perdere il posto a settembre, quando la Toremar sarà acquistata da un privato. La nuova fase aprirà il confronto su altre questioni. Non ultima la possibilità di ripristinare il collegamento tra Livorno e l’Elba e, con l’attivazione di nuovi servizi, la prospettiva di un ampliamento dell’organico dell’azienda. «Un’offerta di questo tipo - spiega Roma - potrebbe anche essere avanzata da parte dei privati che parteciperanno alla gara per Toremar, ma è ovviamente un argomento prematuro». Ad oggi non sono ancora stati resi noti i nomi degli armatori interessati all’acquisto della compagnia. In Regione sono arrivate 11 buste ma prima di fine mese non verranno aperte. E per lo stesso periodo è prevista la pubblicazione del bando a doppio oggetto della Regione per la privatizzazione. «L’importante in questa fase - conclude Roma - è continuare a garantire i servizi attuali. L’accordo con i sindacati va in questa direzione e dà stabilità al personale in servizio al quale, in passato, non erano stati riconosciuti diritti acquisiti».
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