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L'Enel lascia la sede storica - Il Tirreno Livorno

 


 
Palazzo Maurogordato, la proprietà pensa al cambio di destinazione
 
 
La società elettrica sposta in via Fiume gli uffici commerciali e manda in periferia (in via Nord) le squadre del settore tecnico  
 
MAURO ZUCCHELLI  

 

 LIVORNO. E’ uno scrigno poco conosciuto, quel grosso palazzo signorile che si affaccia sul Fosso reale al numero 44 degli scali D’Azeglio. Eppure solo pochi livornesi ne conoscono i soffiti affrescati, gli interni impreziositi di decorazioni: per tutti è solo la sede dell’Enel.
 Non lo sarà per molto tempo ancora. La società elettrica ha deciso di traslocare: l’edificio è bello ma poco funzionale per l’andirivieni delle squadre tecniche e per ospitare gli uffici commerciali, il varco Ztl con le telecamere sta lì proprio all’angolo del palazzo, la fame di parcheggi impazza. Risultato: il settore infrastrutture e rete, cioè la parte tecnica, emigrerà alla periferia settentrionale della città, in un fabbricato di via Nord, praticamente all’incrocio dell’Aurelia con via Enriques. L’altra metà degli uffici Enel se ne andrà invece in via Fiume, a un passo dalla sede di prefettura e questura.
 Quando? Ancora non è fissata una data ma in tempi relativamente brevi: prima dell’estate, insomma. La conferma arriva dal quartier generale dell’Enel.
 E il palazzo Maurogordato? E’ di proprietà di Risparmio Immobiliare Uno Energia, un fondo comune di investimento immobiliare di tipo chiuso messo in pista da PensPlan Invest Sgr, una società targata Bolzano in mano al 65% alla società Centrum PensPlan spa (della Regione Trentino Alto Adige) e per il resto a banche e assicurazioni fra Trento e Bolzano. Da poco ha debuttato in Borsa: è quotato al mercato telematico dei veicoli d’investimento (Miv) nel segmento fondi chiusi.
 Il business del fondo è concentrato su grandi immobili dati in affitto a lungo termine a Enel e Wind: come quello di Livorno. Nella mappa delle proprietà del fondo altoatesino è talmente importante da essere diventato una sorta di immagine-simbolo da palazzo dal look rinascimentale.
 Secondo i dossier di Uno Energia, l’edificio - oltre 8mila metri quadri - ha un valore stimato di 15,2 milioni di euro, al 31 dicembre scorso mostrava una rendita del 6,28% e frutta canoni di locazione per 967mila euro annui.
 L’edificio è stato il quartier generale della compagnia elettrica prima ancora che l’Enel nascesse: praticamente inchiodata la destinazione a uso uffici fin dagli anni trenta perché quello è stato il “mestiere” che palazzo Maurogordato ha sempre fatto. E adesso? Dopo che Enel ha dato disdetta del contratto di affitto (a Livorno ma anche in altre sedi), gli strateghi della finanza di Uno Energia ripetono che la Sgr sta percorrendo due strade: da un lato, cercare nuovi soggetti ai quali affittare l’edificio; dall’altro, «con l’ausilio del Property and Facility Management», sta verificando la possibilità di soluzioni alternative guardando alle dinamiche del mercato degli affitti e sondando «la fattibilità di eventuali cambi di destinazione d’uso». Segno dunque che il Comune si ritroverà nel piatto il caso.
 La famiglia Maurogordato era una dynasty di grandi mercanti greci arrivati a Livorno dall’isola di Chios, a un pugno di chilometri dalla costa turca di Smirne: da lì anche i Rodocanacchi, i Castelli e i Reggio (anche questi ultimi avevano un palazzo sugli scali D’Azeglio).
 Se l’edificio sugli scali è “sparito” dall’ammirazione dei livornesi perché diventato sede Enel, l’altro grande edificio della famiglia Maurogordato nella nostra città - la villa a Monterotondo con un sontuoso guardino - è finito in un lento abbandono.


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