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Turismo e crocieristi, Nardi smorza gli entusiasmi: «Vietato dalla security portuale» - La Nazione Livorno

 

I buoni sapori in Fortezza per i crocieristi L’idea è azzeccata. «Ma non si può fare»  
Kutufà lancia la proposta, Nardi smorza gli entusiasmi: «Vietato dalla security portuale»  
 
di ANTONIO FULVI
— LIVORNO —
UN PROTOCOLLO, parafrasando un certo re di Francia, «val bene una Messa». E di protocolli, è stato detto ieri sia dal presidente della Provincia Kutufà, sia da quello della Camera di Commercio Nardi, questi tempi sono molto prodighi, tanto che tra i due enti ne sono stati sottoscritti per l’agro-alimentare almeno cinque. Ma si potrebbe anche dire che si tratta più che altro di buone intenzioni. E sempre ricorrendo alle battute storiche (o popolari) di buone intenzioni è lastricata la strada per l’Inferno. Prendiamo l’idea, presentata dal presidente Giorgio Kutufà, di fare della Fortezza Vecchia una specie di «location» permanente per la presentazione dei prodotti tipici agro-alimentari a coloro che sbarcano dalle navi da crociera. Kutufà è stato subito supportato sulla faccenda dall’assessore al turismo Pacini, che non è certo un novellino nella sottile arte di vendere la pelle dell’orso prima di averlo nel sacco. Ovvero: l’idea è buona, anzi ottima. E Kutufà ha rincarato la dose: rispondendo a una domanda dei cronisti, ha «rivelato» che sta pensando da tempo a un colpo di genio, cioè trasferire in Fortezza Vecchia addirittura gli uffici dell’Apt, che oggi sono in piazza Cavour e quindi difficilmente raggiungibili da chi arriva via nave. Apt e mostra permanente dei prodotti tipici agro-alimentari della Provincia, il tutto in quello che è considerato il monumento più bello e interessante di tutto il waterfront cittadino: che colpo da maestri!
IL PROBLEMA è che siamo alle solite: un annuncio, in questo caso quasi a sensazione, ma con poco di concreto alle spalle. E che ci sia poco di concreto s’è incaricato di spiegarlo il presidente della Camera di Commercio Roberto Nardi, che sedendo a fianco di Kutufà poco ci mancava che non alzasse gli occhi al cielo. Bella idea, ha detto Nardi il concreto, riportando a terra il Kutufà sognatore: il fatto è che la Fortezza Vecchia non è utilizzabile con un collegamento diretto al porto per farvi arrivare i crocieristi in quanto le normative sulla «security» non lo consentono. Quindi, se volessimo davvero farne la sede dell’Apt e una mostra permanente di prodotti agro-alimentari della provincia bisognerebbe scegliere: o solo accesso dalla città, o solo accesso dal porto. E poi, altro argomento non proprio marginale: iniziative dirette alle navi da crociera potranno diventare concrete solo quando sapremo qual è il porto delle crociere e quali le banchine destinate alle navi. Come a dire: oggi che le navi da crociera vengono smistate sulle banchine commerciali ovunque ci sia un buco libero — sottovento ai rinfusi all’Alto Fondale, tra i rotoli di cellulosa al molo Italia, persino tra i contenitori in Darsena Toscana eccetera- ipotizzare una Fortezza Vecchia come «focus» per un porto delle crociere che non c’è è mettere davvero il carro davanti ai buoi. E questo, per essere buoni. Perchè a voler essere cattivi, o almeno sospettosi, l’uscita di Nardi sul porto delle crociere che non c’è e non si sa se mai ci sarà sembra una tirata d’orecchie a chi avrebbe da tempo dovuto pensarci: Port Authority, Comune, Porto 2000. Insomma: i protocolli e andare alle mostre dell’agro-alimentare va anche bene, ma per favore vogliamo anche decidere che cosa questo porto del turismo vorrà fare da grande?  
 
TURISMO E DINTORNI LE SCELTEANCORA DA FARE  
 
Super-bacino e crocierein stand-by
 
 DIFFICILE non richiamare, parlando di porto delle crociere che non c’è, una delle ipotesi più suggestive che sono state fatte in merito: quella di declassare il super-bacino di carenaggio in muratura e utilizzare i due muri di sponda per farne quattro attracchi per altrettante grandi navi da crociera. Attracchi che uniti a quello della banchina ex 75, con opportune opere di urbanizzazione e l’accesso diretto al centro della città attraverso la nuova strada Edda Fagni, darebbero finalmente a Livorno un porto da crociere degno della Toscana; il tutto con modesti investimenti economici, perché è già quasi tutto pronto. O meglio: c’è tutto, meno il coraggio di pendere le relative decisioni.
CORAGGIO che dev’essere comunque molto, perché toccare il super-bacino è un po’ come minacciare ai livornesi di toglier loro la Madonna di Montenero. E che si tratti di lana caprina lo sta dimostrando anche il tentativo di gara per la gestione del bacino galleggiante — il manufatto a fianco del bacinone in muratura — che sembra già arenato sulle secche degli accordi di programma. Ovvero: l’Authority stava predisponendo il bando di gara quando è stato fatto notare agli uffici che «forse» gli accordi alla presidenza del Consiglio con cui l’Orlando passò ad Azimut-Benetti non prevedono altri gestori.
DA QUI il fermo del bando e il quesito inviato a Roma. Al quale però non è ancora arrivata alcuna risposta ufficiale. E il tempo passa, con i riparatori che premono avendo nel cassetto almeno una mezza dozzina di contratti che non si sa se potranno onorare.
A.F.


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