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«Un altro tracciato per la strada 398» - Il Tirreno Piombino

 


 
Le proposte di Bartoletti (Cgil) per evitare l’attraversamento delle fabbriche  
 
 
 
 PIOMBINO. La strada 398 deve arrivare fino al porto, se il problema è l’attraversamento degli impianti industriali si può pensare a un tracciato alternativo, sul perimetro della Lucchini, parallelamente a viale Unità d’Italia. E’ in sintesi l’opinione di Giuseppe Bartoletti, responsabile di zona della Cgil. Che allo stesso tempo nemmeno accenna all’ipotesi della Fiorentina-Ghiaccioni, di cui è sostenitore il sindaco Gianni Anselmi nell’attesa appunto di risolvere il problema dell’attraversamento degli stabilimenti.
 «E’ inutile sottolineare l’importanza strategica di questa scelta - dice Bartoletti - per quanto riguarda il futuro economico della Val di Cornia; basta pensare al sistema portuale come uno snodo essenziale dello sviluppo Proprio per questo spingere in avanti questo motore, attrezzando aree a ridosso (ex Irfid) per un sistema retroportuale portuale efficace e completare gli investimenti sull’area portuale, diventa la scommessa a cui tutti bisognerebbe concorrere».
 Così per Bartoletti è ovvia l’importanza del sistema viario, per il quale «occorre individuare le priorità e su quelle concentrare i maggiori sforzi. Per questo, per quanto ci riguarda, la priorità è la 398 che deve arrivare fino al porto e su questo vanno convogliati tutti gli sforzi».
 Poi, riferendosi alle dichiarazioni della Sat al recente convegno al Phalesia, legate alle difficoltà di attraversare l’area dei due stabilimenti, Bartoletti dice: «Se questo è vero, perché non pensare ad un nuovo tracciato per l’ultimo tratto? Perché non seguire partendo dal “Capezzolo” il perimetro dello stabilimento Lucchini parallelamente al viale Unità d’Italia e poi arrivare al nuovo cavalcava ferrovia che immette nell’area portuale? Questo sarebbe un tracciato che bypasserebbe gli impianti, che potrebbe essere costruito per alcuni tratti in sopraelevata, a una giusta dimensione di altezza e che potrebbe finalmente garantire le entrate e le uscite delle merci e delle persone dal porto».
 Questa soluzione per il responsabile della Cgil servirebbe «a collegare il sistema portuale alla grande viabilità nazionale e alle aree retro portuali per quanto riguarda le merci da stoccare e da lavorare successivamente. Noi crediamo che ciò sia possibile tecnicamente e se fosse vero, pensiamo che tutti gli sforzi andrebbero riposti su questa strategia».


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