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Posto fisso per 57 precari Toremar - Il Tirreno Elba

 


Siglato l’accordo tra i sindacati e la compagnia di navigazione  
 
 
 
Entro aprile i nomi degli armatori interessati all’acquisto della società con la prospettiva di nuove linee  
 
VALENTINA LANDUCCI /  

 
 PORTOFERRAIO. Non dovranno più aspettare l’ennesimo rinnovo del contratto a tempo determinato. Né vedersi negata - in busta paga - quella mansione ricoperta da anni ma contrattualmente mai riconosciuta. Ora anche loro fanno parte a tutti gli effetti della squadra Toremar. E stavolta per sempre, indipendentemente da chi, a settembre, si aggiudicherà la gara per l’acquisto della compagnia.
 Una storia a lieto fine per 57 precari della quasi ex compagnia pubblica che collega quotidianamente l’Elba, Pianosa, Capraia, Gorgona e il Giglio con il continente. Cinquantasette persone che vedranno riconosciuti i diritti acquisiti in anni di servizio a bordo dei traghetti grazie all’accordo siglato ieri tra l’amministratore unico della compagnia, il comandante Angelo Roma, e le sigle sindacali Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti.
 L’accordo. L’intesa riguarda l’assunzione, con contratto a tempo indeterminato, di 19 marittimi fino ad oggi impiegati sulle navi a tempo determinato. Un lavoro “a chiamata” - pescando dalla “lista personale con priorità di imbarco” stilata nel 2005 - per periodi di tempo limitati. Di fatto precari senza alcuna garanzia rispetto al mantenimento del posto di lavoro nel passaggio tra dalla proprietà pubblica (fino a dicembre 2009 lo Stato e oggi la Regione) a quella privata della Toremar. Un rischio che non correranno più.
 Diversa la situazione di altri 38 marittimi, impiegati e pagati per mansioni diverse da quelle riconosciute dall’azienda: i così detti “facenti funzione”. Nel loro caso l’accordo prevede il riconoscimento della qualifica e della mansione ricoperta da tempo ma fino ad oggi negata loro (anche se solo formalmente) dall’azienda. Anche per loro si prospetta la firma di un nuovo contratto.
 L’intesa tra Toremar e sindacati nasce dalla ferma volontà del comandante Roma di mettere in ordine le questioni del personale prima della privatizzazione della compagnia. Una stabilizzazione che sgombra il campo da possibili tagli al personale da parte del futuro armatore. Un’opportunità, quella di sistemare i dipendenti, che è anche una diretta conseguenza dello “spacchetamento” della compagnia madre, la Tirrenia, che fino a pochi mesi fa impediva questo tipo di trattativa.
 Le prospettive. Insomma 57 persone vedono riconosciti i propri diritti e non rischiano di perdere il posto a settembre, quando la Toremar sarà acquistata da un privato. La nuova fase aprirà il confronto su altre questioni. Non ultima la possibilità di ripristinare il collegamento tra Livorno e l’Elba e, con l’attivazione di nuovi servizi, la prospettiva di un ampliamento dell’organico dell’azienda. «Un’offerta di questo tipo - spiega Roma - potrebbe anche essere avanzata da parte dei privati che parteciperanno alla gara per Toremar, ma è ovviamente un argomento prematuro». Ad oggi, infatti, non sono ancora stati resi noti i nomi degli armatori interessati all’acquisto della compagnia. In Regione sono arrivate 11 buste ma prima della fine di aprile non verranno aperte. E per lo stesso periodo è prevista la pubblicazione del bando a doppio oggetto della Regione per la privatizzazione. «L’importante in questa fase - conclude Roma - è continuare a garantire i servizi attuali. Il risultato raggiunto con l’accordo con i sindacati va in questa direzione e dà stabilità al personale in servizio al quale, in passato, non erano stati riconosciuti diritti acquisiti».
 
Soddisfatti i rappresentanti dei lavoratori  
 
Ma la battaglia delle rsu non finisce: ora pensiamo alla privatizzazione  
 
 
 PORTOFERRAIO. «Un bel passo avanti rispetto a un tema, quello del personale, che ci ha impedito, in questi anni, di avere rapporti positivi con l’azienda». Agostino Salsa, sindacalista della Filt Cigl, è soddisfatto. La stabilizzazione dei precari «è un risultato reso possibile grazie alla disponibilità della Regione e al lavoro dell’amministratore Angelo Roma - afferma - ora il dialogo con l’azienda è possibile». Non tutti i problemi sono risolti «ma per affrontarli - aggiunge Salsa - dovremo attendere l’ingresso dei privati nella compagnia». Trattative non ancora chiuse, insomma. E così la pensa anche Andrea Sirabella, segretario regionale della Uil Trasporti. «Siamo soddisfatti - afferma - ma non ci fermiamo. Quello che ci spaventa, ora, è che per acquistare Toremar scendano in campo compagnie che non siano all’altezza della gestione dei servizi».


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