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Caro-rifiuti più Iva: «Asiu» nella bufera

 

SAN VINCENZO  
 

In arrivo le maxi-bollette. E si paga anche l’imposta dichiarata incostituzionale
 
 — SAN VINCENZO —
STANNO arrivando in questi giorni ai cittadini di San Vincenzo, le bollette inviate dall’Asiu inerenti al conferimento in discarica dei rifiuti solidi urbani (Tia), con gli aumenti già contestati nonostante l’azienda avesse già annunciato che si tratta di «aumenti transitori» (La Nazione, in data 11 marzo). Infatti, come illustrato nel corso di un consiglio comunale dal presidente dell’Asiu, Fulvio Murzi, la discarica attuale è in fase di esaurimento e per poter ospitare ulteriori conferimenti, sarà oggetto di «rimodulazione» in modo da recuperare spazio in altezza. Questo in attesa di poter aprirne una nuova ubicata nell’area demaniale attualmente in concessione alla Lucchini. Insomma, lo ricordiamo, per una serie di scelte fatte negli scorsi anni, la discarica è in fase di esaurimento ed ora, sono gli utenti - cittadini che devono in qualche modo pagare queste scelte gestionali.
«ESAMINANDO le bollette, appare evidente come L’Asiu non si faccia scrupoli ad aumentare le tariffe in un momento particolarmente delicato per l’economia delle famiglie», ì afferma Nicola Bertini (Forum del Centrosinistra). «Almeno quello che non deve essere corrisposto — aggiunge — però, sarebbe bene non pagarlo!». Infatti, l’Asiu allega alla bolletta, con l’aumento in questione, una comunicazione dove si intende precisare che, secondo una sentenza della Corte Costituzionale, l’Iva non deve essere applicata sulla Tariffa d’Igiene Ambientale. Stando così le cose appare evidente che almeno quel 10% dell’Iva non sarà pagato. Non è, purtroppo, così, in quanto si continua a pagarlo ugualmente perché tale sentenza ha un «effetto limitato».
«INSOMMA — dice Bertini — fin quando il legislatore non deciderà di estendere gli effetti della sentenza, sancendo che il diritto è uguale per tutti, l’Iva che non deve essere pagata, continuiamo a pagarla e quella che abbiamo indebitamente già versato non ci verrà restituita». Una situazione che viene a cozzare con la politica aziendale dell’Asiu in quanto, lo ricordiamo, quando è l’Azienda (di proprietà dei Comuni) ad essere in credito nei confronti dei cittadini non viene messa in atto una simile elasticità. «Crediamo che er una questione di giustizia e per sentire meno gli effetti degli aumenti considerevoli — chiude Bertini — sarebbe il momento che gli Amministratori agissero con tutti gli strumenti a loro disposizione affinché, anche per i cittadini della Val di Cornia, le sentenze della Corte Costituzionale producano effetti concreti».
Piero Bientinesi


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