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Tdt, niente rivolta Ma restano aperte quattro partite - Il Tirreno Livorno
Il sindacato abbassa i toni accettando l’esito del vertice di Amburgo. Sotto la cenere però cova il fuoco
LIVORNO. Compagnia Portuale e Contship sono tornati a braccetto come ai bei tempi. Molti lavoratori del Tdt sono amareggiati per il compromesso ma calmi. Nessuna assemblea sindacale in programma oggi. Nessuna rivolta alle viste. Ma sotto la cenere cova il fuoco. Il fuoco di almeno quattro partite che restano aperte. A partire dalla principale, che il vertice di Amburgo non ha risolto, su chi comanda in Tdt: se incondizionatamente l’amministratore delegato Martini o anche i portuali. Ma altre questioni si intrecciano alla principale. Lo scontro tra Nereo Marcucci, l’uomo di Contship che segue da vicino il terminal, e il presidente dell’Autorità Portuale Piccini. Le elezioni ormai imminenti in Compagnia Portuale dove verrà al pettine la divisione tra “picciniani” e “antipicciniani”. Le crepe che si sono aperte nel sindacato con la rivolta spontanea dei lavoratori del Tdt. La concessione a 30 anni chiesta dal terminal e rifiutata dall’Autorità Portuale. E altro ancora.
Si ragiona di questi temi laterali partendo da un dato di fatto. La linea di “appeasement” uscita dal vertice di Amburgo ha avuto meno problemi ad essere accettata di quanto si prevedeva. La linea soft è passata tra molti malumori, certo: la delusione dei lavoratori del Tdt è palpabile ma non potranno fare molto perchè, stavolta, nè la Compagnia Portuale nè il sindacato li coprirebbero.
Enzo Raugei riconosce che «il messaggio ora è più chiaro: ad Amburgo non è stato svenduto niente. E i lavoratori hanno capito». Ha capito, sembra, anche il sindacato. La Filt Cgil «prende atto dell’esito della riunione di Amburgo. Non si è trattato nè di un passo avanti nè di un passo indietro - commenta il segretario provinciale Maurizio Colombai - Si è scelto fare percorso di prudenza per le implicazioni che una rottura avrebbe avuto sul terminal e sui lavoratori. Ora ci aspettiamo che i rapporti interni possano tornare alla normalità. C’erano già problemi e il licenziamento di Monica Bellandi è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso». E ora, il sindacato risponderà alle convocazioni dell’amministratore delegato, dato che la Compagnia lo ha pubblicamente reinvestito della sua fiducia? «Se ci dicono che il referente è Martini, e che è un referente per noi affidabile, noi all’incontro ci andiamo. Non spetta a noi scegliere i dirigenti altrui». (c.m.)
IL TERMINAL
Dopo il licenziamento comanda Contship
La domanda principale che rimane in sospeso è molto brutale: ma in Tdt chi comanda? Nel 2001 quando è entrata nella società, Contship ha rilevato il 50% delle quote e anche la “governance”, cioè il potere di decisione sulla gestione del terminal. Le eccezioni a questa regola - cioè che la gestione spetta all’amministratore delegato - sono state specificate nei patti parasociali. Per tutta una serie di questioni - come le modifiche alla pianta organica o la stipula dei contratti commerciali più rilevanti - l’amministratore delegato Martini deve avere l’ok del consiglio d’amministrazione, che deve esprimersi a maggioranza qualificata, cioè con il consenso di entrambi gli azionisti. L’arbitrato chiesto e ottenuto dalla Compagnia Portuale dovrà riverificare i poteri dell’amministratore delegato, per accertare se poteva licenziare il direttore del terminal Monica Bellandi. Qualunque sia il giudizio, però, c’è una questione che nessun arbitro potrà dirimere: se, oltrechè eventualmente legittimo, è stato opportuno che un amministratore delegato abbia preso un provvedimento di questa rilevanza senza neppure informare gli azionisti, consapevole che Monica Bellandi era considerata un “baluardo” della Compagnia in Tdt. Se questo viene consentito, non solo si creano i presupposti perchè possa risuccedere una vicenda analoga. Si saranno indiscutibilmente modificati i rapporti di forza nel terminal, a vantaggio di Contship.
I PERSONAGGI
Marcucci e Piccini a duello su tutto
Pare che, un po’ di tempo fa, Roberto Piccini e Nereo Marcucci se la siano giurata. E’ successo dopo che il manager di Contship, nel 2008, andò da Piccini per chiedergli, con una certa perentorietà, il rilascio della concessione demaniale fino al 2031 per Tdt. La concessione non arrivò e da allora, quando scoppia un problema in porto, c’è sempre qualcuno che chiama in causa i rapporti tra Roberto e Nereo. Tdt ricorre al Tar contro la concessione di una banchina a Lorenzini? E’ la ritorsione di Nereo. Piccini tenta di mettere in scacco Contship dopo lo sciopero in Tdt mettendo in campo un osservatorio? E Contship lo diserta. Marcucci e Piccini si sono incrociati tante volte, in vesti diverse. Nel 2001, quando arriva Contship, i ruoli sono invertiti: Piccini è il presidente di Tdt e Marcucci guida l’Autorità Portuale. Poi Marcucci diventa amministratore delegato di Contship e Piccini se lo ritrova nel consiglio d’amministrazione di Tdt. Piccini voleva l’alleanza con Dragados, peccato originale che gli rinfacciano quando lo accusano di avere un pregiudizio nei confronti del gruppo tedesco. Piccini ha fatto il nuovo piano regolatore portuale, cosa che Marcucci non ha voluto fare quand’era all’Authority, ritenendo che vi fosse bisogno di decisioni più immediate e procedendo a colpi di variante. Uomini agli antipodi, anche caratterialmente, con visioni opposte. In questa partita di Tdt la mediazione di Piccini è fallita e per ora vince la linea Marcucci.
LA COMPAGNIA
A giugno elezioni con resa dei conti
Fra due mesi in Compagnia Portuale si vota per il rinnovo dei vertici. E, questa volta, votano anche i sessanta soci sovventori fatti tra i lavoratori di Tdt. Ma l’esito della guerra in Darsena Toscana peserà nell’urna portuale anche per altre intuibili ragioni. Una sconfitta verrebbe valutata negativamente dai soci-elettori della Compagnia e il consiglio uscente - che si ricandida in blocco - rischierebbe di uscire a pezzi dal voto. L’arbitrato sposta il momento in cui si potrà stabilire con certezza chi ha vinto a dopo il voto, previsto per metà giugno. La mina sembrerebbe disinnescata, però i malumori restano e potrebbero scaturire candidature alternative a quelle degli uscenti. Si torna al solito problema: il dopo-Piccini non è stato ancora assimilato e non c’è un solo argomento che non venga valutato secondo lo schema, antipatico ma efficace, “picciniani” e “antipicciniani”. In Compagnia ci sono quelli che rimpiangono l’ex presidente e non approvano la linea degli attuali vertici e quelli che sostengono gli attuali vertici. Una distinzione che si è palesata su molti aspetti significativi nell’ultimo anno, dal rinnovo del contratto di Zim alla linea da adottare nei confronti di Contship: confronto o scontro?
LA CONCESSIONE
Lo scontro per ipotecare la Darsena Europa
Tdt ha una concessione per la Darsena Toscana valida fino al 2021. Ma la vuole fino al 2031, sia perchè - e su questo sono d’accordo sia Contship che Compagnia - ritiene che le spetti, sia per provare a mettere un’ipoteca su quello che nascerà al posto della Darsena Toscana: la Darsena Europa. Nereo Marcucci ha sempre giudicato molto ottimistici i tempi di realizzazione indicati dall’Autorità Portuale per il raddoppio a mare del porto. E’ sua opinione che non vedremo la Darsena Europa fino al 2018. Con una concessione che scade nel 2021, nella gara internazionale per il nuovo porto Tdt e dunque Contship partono da una posizione più debole. Con una concessione che scade nel 2031, invece, potrebbero consolidare maggiormente la propria posizione. Ma la concessione trentennale non è mai stata rilasciata. Fu votata nel 2001 dal comitato portuale. Ma, così ritiene l’Autorità Portuale, il provvedimento non è mai stato perfezionato: non è stata versata la fideiussione a garanzia della concessione nè è stato presentato un piano d’impresa adeguato alla durata dell’atto. Per questo l’Authority ha risposto picche quando nel 2008 Tdt ha chiesto che venisse completato il rilascio.
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