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«Operazione Bellana»: torna in auge il porto turistico - La Nazione Livorno
L’Authority e il Comune affidano il progetto al professor Noli, l’architetto
di ANTONIO FULVI
— LIVORNO —
SARà IL PRIMO — molto leggero — profumo della primavera, sarà che sul lungomare hanno cominciato a fiorire le vele, sarà infine che l’aprile preannuncia il Tan, il Trofeo Accademia Navale che porta storicamente centinaia e centinaia di barche a Livorno. Fatto è che la fine di questo mese è stata scelta dall’Autorità portuale e dal Comune — in concorde abbinata — per presentare il progetto realizzato dal professor Noli di Modimar per risolvere una volta per tutte l’annosa, e un po’ scandalosa, mancanza di un porto turistico livornese.
L’INCARICO è stato dato proprio al professor Alberto Noli che è il progettista del nuovo piano regolatore del porto commerciale, quello incentrato sulla Piattaforma Europa che tante speranze sta regalando agli operatori marittimi. Il noto progettista, docente ordinario di costruzioni marittime all’università La Sapienza di Roma, è anche autore di numerosi piani di porti per la nautica ed è egli stesso un appassionato velista. Da qui è venuto naturale affidargli in compito di «inventare» per i livornesi una soluzione definitiva per le tante barche che aspettano da anni una sistemazione adeguata.
L’INCARICO a Noli è stato dato congiuntamente da Port Authority e Comune, ma ciascuno per le proprie competenze territoriali. Come noto, l’Autorità portuale ha competenza degli specchi acquei fino alla Bellana, mentre tutta la costa più a sud è ex demanio marittimo passato da anni alla Regione e da essa al Comune. Anche per gli specchi di competenza della Port Authority comunque il waterfront, cioè la proiezione terrestre sul sistema viario deve essere concordato con il Comune. Da qui la saggia decisione di affidare a uno studio specializzato unico la progettazione di soluzioni che siano adeguate e specialmente che siano definitive. Che il nodo sia tutt’altro che semplice da sciogliere si sa da anni. Tanto che la soluzione più facile (e per molti più ovvia) cioè l’utilizzo della Bellana per fare un “marina” per piccole e medie barche livornesi, è stata indicata da almeno un quarto di secolo, ma non è mai andata avanti. Ai tempi d’oro della Compagnia Portuali e di Italo Piccini fu addirittura costituita una società, la «Marina Mediterranea» a maggioranza della stessa Clp, che presentò un articolato progetto firmato dall’architetto Walter Martigli. Non se ne fece di niente per l’opposizione del Comune, che cavalcò il «niet» populista di chi sosteneva che i porti turistici fossero una abominevole concessione a favore dei i ricchi.
I TEMPI sono cambiati, ma i «tremori» politici sono rimasti; tanto che anche l’attuale sindaco sulla Bellana ha inanellato le sue celebri «pause di riflessione», una dopo l’altra come le perle di una collana. Fino alla scelta attuale, con il mandato al professor Noli di studiare la soluzione Bellana e relativo waterfront, ma anche eventuali soluzioni «parcellizzate», facendo crescere i vari porticcioli disseminati a sud fino ad Antignano. Indicazione quest’ultima che sembra una foglia di fico per non ammettere di aver perso tempo per quasi trent’anni. Ma sarà interessante vedere cosa s’inventerà Noli.
IL CHIARIMENTO IL PRESIDENTE PICCINI SMENTISCE GLI ATTRITI: «SONO SOLO ORMEGGI MOBILI»
«Nessun ostacolo, Benetti avrà il suo service»
ROBERTO PICCINI, presidente della Port Authority (nella foto), respinge con forza il sospetto che i permessi ai nuovi pontili nel Mediceo siano una specie di segnale contro il «Marina» della Benetti. «I nuovi pontili — dice Piccini — servono a mettere ordine in una realtà annosa, che non era certo né piacevole da vedersi né il massimo per la sicurezza. C’erano tre ordini di gavitelli verso il centro del Mediceo, con tutto un via-vai precario di prammini. Le autorizzazioni sono peraltro revocabili e i circoli hanno sottoscritto le relative clausole. Quindi al momento che lo specchio d’acqua dovrà servire a Benetti per il proprio marina — conclude Piccini — pontili e barche dovranno andarsene».
GIà, TUTTO CHIARO. Ma quando e dove? Oggi nel Mediceo ci sono non solo il centinaio e passa di barche sui pontili del Muro del Pianto ma anche gli scafi della Lega Navale — spostati all’ex banchina dei rimorchiatori — e tutto il complesso del «marina spontaneo» dello Yacht Club Livorno e del Circolo Nautico. Centinaia di scafi che fino a quando non sarà pronta la Bellana- se mai lo sarà- rischiano grosso. E fanno rischiare a Benetti di non avere mai il suo service nel Mediceo.
A.F.
LA NOVITà AL MOLO MEDICEO
Sorpresa di Pasqua: «fioriscono» i pontili
ZITTI ZITTI, piano piano, i posti barca «provvisori» stanno moltiplicandosi come i famosi pani e pesci all’interno del porto Mediceo. Approfittando della... distrazione pasquale, al Muro del Pianto, ovvero sulla banchina sud del porto mediceo i pontili galleggianti (nella foto) piazzati l’anno scorso si sono improvvisamente moltiplicati, attestandosi anche dove un tempo era ancorato il piccolo bacino galleggiante di Salvadori. Tra pochi giorni i pontili, ieri ancora da rifinire e quindi senza barche all’ormeggio, ospiteranno un’altra cinquantina di scafi, in gran parte scaturite dal nulla, ovvero da sistemazioni più che precarie dello stesso Mediceo o dell’inizio dei Fossi. Secondo i circoli — che hanno ottenuto la concessione per i nuovi pontili — tutti autofinanziati e quindi totalmente privati, l’intervento è stato autorizzato dall’Autorità portuale per razionalizzare una zona dove alla fine erano più le barche sui corpi morti che non sui pontili, con problemi di sicurezza ma anche di ordine non indifferenti.
IL CHE è anche vero. Rimane però il problema che secondo gli accordi di programma di Roma collegati alla cessione del cantiere navale Orlando al gruppo Azimut-Benetti, tutta quella zona, compresa l’ex banchina dei rimorchiatori dalla quale gli stessi rimorchiatori sono stati allontanati per trasferirli nel porto commerciale, deve essere «liberata» da ogni tipo di servitù per consentire la realizzazione del «marina» a servizio della Benetti. E invece di liberarla, la zona continua ad ospitare sempre più circoli, sempre più strutture e pontili, sempre più barche che con Benetti poco hanno a che fare. Tanto che qualcuno comincia a sospettare di una strategia per bloccare di fatto il progetto Benetti. Solo malignità?
Antonio Fulvi
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