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Waterfront, da Firenze l'ok definitivo - Il Tirreno Elba

 


 
Entro l’estate il piano da mille posti barca arriva in consiglio comunale  
 
 
Previsti due approdi nella zona dei cantieri e a San Giovanni  
 
VALENTINA LANDUCCI /  


 PORTOFERRAIO. Manca solo la firma del nuovo assessore alle infrastrutture della Regione la cui nomina arriverà nei prossimi giorni dal neo presidente Enrico Rossi. Poi la variante al piano strutturale che da il via a decine di milioni di euro di investimenti nell’area portuale di Portoferraio potrà ottenere il via libera definitivo anche da parte del consiglio comunale.
 Prima dell’avvio dei lavori per gli approdi turistici tra il molo 1 e San Giovanni dovrà passare ancora un bel po’ di tempo. Ma la macchina amministrativa, quasi ferma fino a qualche settimana fa, sembra ripartire con nuovo slancio, con l’obbiettivo - dichiarato dal sindaco di Portoferraio, Roberto Peria - di andare alla posa della prima pietra del così detto waterfront, entro al fine del proprio mandato.
 La procedura. La conferenza dei servizi regionale chiamata ad esaminare le osservazioni alla variante allo strutturale per il nuovo porto si è riunita per l’ultima volta la scorsa settimana. Preso atto delle modifiche alla normativa, ha di fatto chiuso il cerchio sull’accordo di pianificazione che darà la possibilità al Comune di approvare la variante. «Siamo di fronte alla più importante occasione di sviluppo sostenibile e di qualità - afferma Peria - che Portoferraio abbia avuto dal dopoguerra ad oggi».
 I contenuti. Quello che manca, a questo punto, è la definizione nel dettaglio di cosa e quanto costruire nell’area del waterfront. Le linee definite dalla variante al piano strutturale sono comunque già chiare: due approdi turistici (il porto cantieri e San Giovanni), il recupero e la bonifica dell’area a ridosso del cantiere Esaom alla Casaccia, la definizione di 4 oasi naturalistico ambientali.
 Il tutto corredato da interventi di riqualificazione dell’area, di dotazione di servizi oltre che di realizzazione di nuove strutture e infrastrutture di interesse pubblico come il recupero dell’ex centrale Enel e del palazzo Coppedè (destinato a un museo del mare, la nuova stazione marittima e la capitaneria di porto), la creazione di tratti di lungomare attrezzato, di aree per la sosta, di piazze (come quella di fronte alla scuola materna di via Damiani) e di piste ciclabili.
 Le proposte. L’iter amministrativo, una volta definiti i contenuti della variante al regolamento urbanistico, prevede l’apertura di un bando che vedrà la partecipazione di privati interessati alla realizzazione degli approdi e degli interventi collegati. In proposito le idee non mancano. E c’è chi, con tanto di calcoli alla mano, ipotizza già un possibile sviluppo economico e occupazionale dell’area e dell’interro territorio isolano grazie a interventi di qualità. E’ il caso del cantiere Esaom che da ormai due anni ha sottoposto al Comune alcune ipotesi di lavoro relative a un nuovo approdo da almeno 800 posti barca e incentrate sul potenziamento delle attività di rimessaggio, ristrutturazione e refitting, per favorire l’ingresso dell’Elba nel mercato dei mega yacht, attraverso l’adeguamento delle infrastrutture: dalle attrezzature per l’ormeggio a quelle per il sollevamento, l’alaggio e il varo. Non solo: Portoferraio potrebbe assumere un ruolo di primo piano nella commercializzazione dell’usato (con l’organizzazione di una fiera annuale) e nella formazione del personale a bordo delle imbarcazioni. Tutto questo - precisa la società - potrebbe tradursi in oltre 200 nuovi posti di lavoro con ricadute sull’indotto artigianale e turistico dell’isola.


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