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Corsa contro il tempo per salvare i 240 precari Mtm - La Nazione Livorno

 


Contratti scaduti e niente cassa integrazione: l’assessore regionale Simoncini
 
 di MONICA DOLCIOTTI
— LIVORNO —
DECINE di lavoratori interinali della Brc-Mtm di Guasticce (se ne contano in tutto ben 240 ai quali il 31 marzo sono scaduti i contratti e sono rimasti senza lavoro) si sono dati appuntamento ieri in Comune dove sono stati ricevuti dall’assessore regionale al lavoro, Gianfranco Simoncini, per capire cosa accadrà dopo la «doccia scozzese» della mancata attribuzione della cassa integrazione in deroga, come invece era convenuto nel verbale d’accordo firmato il 26 marzo a Firenze in Regione, sottoscritto da Simocini e dai rappresentanti di Provincia, Comune di Collesalvetti, Brc-Mtme e sindacati. Tutto però era vincolato all’ulteriore incontro in Regione il 30 marzo alla presenza anche della agenzie internali di somministrazione del lavoro. E proprio in quella sede purtroppo le uova si sono rotte e addio alla cassa integrazione in deroga perché Mtm si è tirata indietro ritenendo irrituale la procedura individuata e sottoscritta, che prevedeva la proroga dei contratti internali per quattro mesi durante i quali si doveva far chiedere alle agenzie interinali la cassa integrazione a causa della crisi determinata dalla fine degli incentivi sulle auto, specie quelli di tipo ambientale.
ADDIRITTURA Mtm si è trincerata dietro il timore che un’operazione del genere prefigurasse una truffa ai danni dell’Inps. «Il che non è davvero possibile — ha contestato e ribadito ieri Barbara Celati della Cgil, competente per la Camera del Lavoro sui problemi che riguardano i lavoratori di questa categoria — in quanto l’estensione della cassa integrazione ai lavoratori interinali è prevista nella legge finanziaria».
L’ASSESSORE Simoncini ha a sua volta enunciato le mosse in programma per cercare di governare questa emergenza occupazionale. «Mi impegno — ha detto ai lavoratori — a convocare in massimo dieci giorni Mtm, insieme ai sindacati, per capire se rimarrà sul nostro territorio; in secondo luogo cercherò di capire che obiettivi produttivi ha Mtm e in funzione di questi che riflessi occupazionali ci saranno; una volta insediata la nuova giunta regionale chiederò al presidente Rossi — se sarò confermato come assessore al lavoro — un confronto immediato con la nuova giunta regionale del Piemonte per un tavolo congiunto di lavoro che faccia pressione sul governo affinché riattivi gli incentivi almeno sulle auto ecologiche». Il coinvolgimento della Regione Piemonte sarà un passo fondamentale perché Brc-Mtm ha un altro impianto a Cherasco, in provincia di Cuneo. Alla Mtm come noto si installano impianti gpl sulle automobili e con il tramonto degli ecoincentivi le commesse dalle maggiori case automobilistiche (tra cui Ford, l’ultima della quali è scaduta il 31 marzo) sono crollate».
«TRA L’8 E IL 13 APRILE — ha aggiunto Simoncini — cercheremo altre forme di sostegno al reddito dei lavoratori interinali di Mtm e proveremo anche ad attivare percorsi di formazione incentivata attraverso Formatemp e l’ente bilaterale». E il sindaco di Collesalvetti, Lorenzo Bacci, anche lui a Palazzo Civico con Simoncini, insieme al presidente della Provincia Giorgio Kutufà e all’assessore al lavoro di Palazzo Granducale Ringo Anselmi e l’assessore del Comune capoluogo Claudio Ritorni (in rappresentanza del sindaco Alessandro Cosimi) ha annunciato «un’iniziativa formale e forte nei riguardi di Mtm che si è insediata già a partire dal 2008 nelle aree dell’Interporto di Guasticce nel comune di Colle. Dato che la mia amministrazione ha una quota di partecipazione nell’Interporto — ha concluso Bacci — la farò valere». E questo in attesa degli sviluppi delle iniziative annunciate dall’assessore Simoncini.  
LE STORIE  
 
Ilaria e Jonathan, costretti anche a rivendere la casa
 
 STORIE purtroppo già sentite che registriamo da mesi e riguardano lavoratori che hanno perso il posto. Questa volta tocca ai 240 internali impiegati nella Brc-Mtm di Guasticce. Gloria Immi è un caso emblematico. «Sono separata, ho due figli a carico e l’affitto da pagare. Il mio contratto è scaduto il 31 marzo e nessuno ha tenuto di conto della mia situazione. Come farò ad andare avanti? Non ho diritto nemmeno all’indennità di disoccupazione dopo un anno trascorso a lavorare per Mtm perché ero socia della cooperativa Città di Livorno» . A Paolo Vivaldi va meglio, se la vogliamo mettere in questi termini. «Anche io ho perso il lavoro alla Mtm il 31 marzo, però ne ho trovato un altro subito dopo sempre tramite agenzia interinale. Anche io per un anno ho lavorato sodo alla Mtm anche quando ero malato per 1100 euro al mese, una miseria con quello che costa la vita oggi». E aggiunge: «Anche questo impiego che ho trovato finirà: dopodiché che accadrà? Oggi vivo per conto mio in una casa in affitto. Se mi sfuma anche questa opportunità sarò costretto a chiedere aiuto ai miei genitori».
E AI GENITORI si sono dovuti affidare Ilaria Chimenti e Jonathan Giusti, moglie e marito con due figli. «Avevamo comprato casa — ci racconta Jonathan senza nascondere rabbia e delusione — ma l’abbiamo dovuta vendere nel 2009». E’ accaduto quando Ilaria ha perso il posto come lavoratrice interinale alla Trw dove lui, Jonathan, è dipendente a tempo indeterminato ma alle prese a rotazione con la cassa integrazione. E Ilaria aggiunge: «Dopo la parentesi alla Trw ho trovato un posto alla Mtm, ma ora ho visto sfumare anche questa opportunità. E con un solo stipendio non si può pensare di pagare le rate del mutuo». E dà uno sguardo ai figli seduti si un divanetto nella sala cerimonia del Comune. Loro giocano mentre i grandi discutono del futuro. Ma i bimbi, svegli e ben consapevoli, capiscono che tira una brutta aria. «Dopo tutto quello che abbiamo ingoiato alla Mtm — conclude Ilaria — meritavamo almeno la cassa integrazione in deroga. Invece siamo stati ingannati dalla Mtm: prima ci ha fatto sperare, poi si è tirata indietro. E io con i miei colleghi pur di mantenere il posto abbiamo fatto di tutto».  

LE ALTRE VERTENZE  
 
Giolfo & Calcagno Vertice mercoledì
 
PER LA VERTENZA Giolfo e Calcagno il 7 aprile le confederazioni sindacali sono state convocate in Confindustria perché dovrà tenersi una riunione importante col sindaco Cosimi, col presidente della Provincia Kutufà e col presidente dell’Autorità Portuale Piccini. Ci sarà anche l’advisor Centro Banca (cura la vendita del sito) per Giolfo e Calcagno più l’azienda. Perché? Sarà comunicato il percorso per il processo di reindustrializzazione del sito dove fino primo dicembre 2008 si lavorava e conservava pesce. L’impianto è chiuso per crisi finanziaria dal primo gennaio 2009. «Ci chiediamo — si domanda Giovanni Pardini della Cisl — se si sia fatto avanti un acquirente... Sarebbe l’ora dopo tanta attesa visto che la cassa interazione in deroga finirà a metà luglio. Occorre trovare una soluzione». In attesa di novità sono circa un’ottantina di dipedenti, in maggioranza donne, che continuano a presidiare il gazebo in piazza Civica.  
 
LE ALTRE VERTENZE  
 
Call-center, avanti con la Contacta
 
VA AVANTI la trattativa tra Contacta di Torino e Seat per il call center di Guasticce (con 400 lavoratori part time a tempo indeterminato) in vendita dal gennaio 2010. Questo dopo il naufragio della trattativa tra Seat e Snai (della famiglia livornese Ughi) la cui esclusiva era scaduta il 28 febbraio. L’esclusiva per Contacta scadrà invece a fine aprile. Intanto i sindacati stanno incalzando istituzioni locali e azienda per avere quanto prima risposte chiare sul futuro del call center. E con una lettera le rappresentanze aziendali hanno chiesto a Seat un incontro urgente. Il call center di Guasticce è stato inaugurato nell´ottobre 2005. Telegate ha aperto questo secondo call-center — dopo quello di Torino per il servizio 892424 — in seguito alla sottoscrizione dell’accordo con il gruppo Seat per la gestione del servizio 1240 Pronto Pagine Bianche.


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