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Tdt resta in mano a Contship - Il Tirreno Livorno
Arbitrato sullo scontro ma ci vorranno mesi: intanto Martini rimane, Bellandi no
I portuali perdono il primo round «Non potevamo rompere, la nostra è stata saggezza» Ed è già polemica
CRISTIANO MEONI
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LIVORNO. Sarà un arbitrato a decidere se l’amministratore delegato di Tdt Leonardo Martini poteva licenziare Monica Bellandi - la direttrice benvoluta dai portuali - e assumere il manager inviso ai lavoratori, Antonio Gastaldo. Ma serviranno mesi per avere la decisione. Nel frattempo, la Darsena Toscana sarà governata dagli uomini di Contship: Martini resterà al suo posto, Gastaldo probabilmente no (scade a maggio) ma la musica non cambierà: sarà sostituito da un altro manager Contship. E Monica Bellandi, la direttrice del terminal il cui licenziamento ha innescato la rivolta dei 300 lavoratori di Tdt, non potrà tornare al lavoro.
Accordo al ribasso. La delegazione della Compagnia Portuale pur di non rompere con l’alleato Contship è tornata dal vertice di Amburgo con in mano un compromesso al ribasso. Aveva ricevuto un mandato netto dai lavoratori: o tutti e due dentro o tutti e due fuori. Invece Martini resterà al suo posto mentre Monica Bellandi è licenziata, in attesa di un arbitrato veloce a parole ma che mediamente impiega dai sei mesi a un anno per partorire un giudizio. In più Contship ha ottenuto di ridiscutere i patti parasociali - i puntelli messi nel 2001 per presidiare la Darsena Toscana - in modo da rendere la “governance” più chiara. «Il tempo è galantuomo: dimostrerà che la nostra è stata una scelta saggia. Non possiamo permetterci di mettere a rischio 300 famiglie» si commentava, ieri sera, nelle alte stanze del Palazzo del Portuale.
Maratona. Enzo Raugei, Riccardo Boccone e Giacomo Marchesini da una parte. Dall’altra Thomas Eckelmann, presidente di Eurokai Contship, la moglie Cecilia Battistello, presidente di Contship Italia, e Nereo Marcucci. Il vertice negli uffici amburghesi della multinazionale è cominciato giovedì alle 15 ed è finito alle 23. Una maratona. «Non era mai successo che Thomas Eckelmann dedicasse 8 ore e 20 minuti a un solo porto» commenta Raugei.
Rottura. Contship si è dimostrata disponibile a rinunciare a Gastaldo - che non sarà confermato. Non però a Martini. Ed è stata irremovibile sul licenziamento di Monica Bellandi. «Non possiamo perdere la faccia» ha detto Cecilia Battistello nel momento più duro del vertice. «Ma neppure noi» gli ha risposto Raugei. Per alcuni minuti si è rischiata la rottura finchè Raugei ha proposto di risolvere le controversie con un arbitrato, come peraltro prevede lo statuto di Tdt. Contship, dopo averci riflettuto una notte, ha accettato. Già martedì la Compagnia si metterà in moto per nominare il proprio membro del collegio arbitrale. Un secondo arbitro sarà nominato da Contship - «celermente» ha assicurato Eckelmann - e il terzo, presidente del collegio, dalla camera arbitrale nazionale e internazionale di Milano.
Stategia. «L’arbitrato sarà rapido, possiamo chiudere il giudizio in un mese, un mese e mezzo - dice Raugei - Si tratta di ottenere un’interpretazione delle scritture private per stabilire se l’amministratore delegato ha i poteri per licenziare Monica Bellandi e assumere Gastaldo. Ci rimettiamo in tutto e per tutto al lodo. L’azione di sfiducia nei confronti di Martini rimane ma lui resta in carica, certo: non possiamo permetterci un’azienda decapitata. Se poi vediamo che Contship fa melina e tira per le lunghe l’arbitrato, possiamo andare a una separazione consensuale». Ma la Compagnia ha i soldi o il partner per rilevare il 50% in mano a Contship?
Gelo. La moratoria che era stata proposta dall’Autorità Portuale è stata accolta a metà: solo nella parte che congelava la sfiducia a Martini. Gelida la reazione di Roberto Piccini alle notizie provenienti da Amburgo: «Ho fatto i migliori auguri alla Compagnia Portuale». Freddo il sindaco Cosimi: «Ci troviamo di fronte a due privati che si accordano, che hanno trovato una loro armonia in ambito commerciale, come si era visto con l’approvazione del bilancio».
Passata la Pasqua sarà battaglia, considerando che fra tre mesi in Compagnia si vota.
COME SARA L’ARBITRATO
Giudizio rapido? Guardate il regolamento
LIVORNO. Più veloce delle cause civili ma non veloce come si potrebbe pensare. Non è un caso se la Camera Arbitrale di Milano, l’ente a cui ricorrerà la Compagnia, sul problema dei tempi non in linea con le aspettative delle imprese ha imbastito un seminario il 10-11 febbraio. Per avere un lodo arbitrale possono servire parecchi mesi. L’arbitrato seguirà il regolamento della Camera di Milano. La Compagnia dovrà presentare la domanda e la convenuta (Contship?) dovrà costituirsi entro 30 giorni. La Camera deve nominare gli arbitri che devono essere accettati entro 10 giorni da tutti i soggetti. Ed è già passato un mese e mezzo. Poi la segreteria generale trasmette alle parti gli atti introduttivi. Quindi entro 30 giorni gli arbitri si costituiscono in tribunale arbitrale che fissa le udienze e le comunica alle parti. Quindi, raccolto il materiale, lo istruisce. Quando ritiene il procedimento maturo dichiara la chiusura dell’istruttoria e invita le parti a precisare le conclusioni. Infine il tribunale si pronuncia. A questo punto ha sei mesi di tempo per depositare il lodo definitivo alla segreteria della Camera e quest’ultima 10 giorni per comunicarlo alle parti. Tutti i termini possono essere prorogati per «comprovati motivi». Non è chiaro, infine, chi chiamerà in giudizio la Compagnia. Se la sostanza sono i poteri dell’amministratore delegato, non può chiamare Contship ma semmai Leonardo Martini. Oppure potrebbe chiamare Tdt. Ci sono molte cose da chiarire ma una cosa è certa: serviranno mesi per avere il lodo. (c.m.)
Leonardo Martini. L’amministratore delegato non è stato scalfito dal vertice di Amburgo. Governerà il terminal fino al lodo. Ma se questo dovesse essere sfavorevole, rischia l’azione di responsabilità annunciata dalla Compagnia.
IL RESOCONTO
Alleanza ok braccio di ferro sui due manager
LIVORNO. Questo il resoconto del vertice di Amburgo fatto dal presidente della Compagnia Enzo Raugei.
Alleanza ok. «I soci Compagnia Portuale ed Eurokai-Contship confermano la volontà a proseguire nell’esperienza livornese, poiché considerano il porto di Livorno elemento strategico inserito in un network internazionale che ne consenta lo sviluppo e l’espansione».
Riscrivere i patti. «Pur valutando positivamente l’esperienza sin qui realizzata, è necessario un aggiornamento ed un chiarimento su alcune questioni della scrittura che regola la “governance” della società. Sui punti dove sono sorte interpretazioni diverse si è stabilito di analizzare, con i rispettivi legali, il significato di alcune clausole, specialmente quelle relative alle materie sottoposte a decisione su base di maggioranza qualificata nel consiglio di amministrazione, al fine di riscriverle in modo chiaro e definitivo».
Gastaldo. «Quanto al dottor Gastaldo, abbiamo ribadito l’esaurimento dell’esperienza, giudicata negativa, in relazione al metodo introdotto ed all’impatto sul sistema relazionale interno al terminal. Il socio Contship si è riservato di valutare la figura di Gastaldo in merito alla decisione di continuare o meno l’esperienza avviata. Entrambe le parti ritengono necessario avere un responsabile al personale scisso dalla gestione operativa - dato il numero delle maestranze a libro paga - in coerenza con i modelli organizzativi che Cpl sta attuando».
Bellandi. «Da parte nostra è stata evidenziata la non condivisione nel metodo e nella sostanza e la necessità di reintegro immediato, in attesa del chiarimento sugli effettivi poteri dell’amministratore delegato di procedere al licenziamento. Contship ha sostenuto la posizione e l’azione dell’amministratore delegato, ritenendola legittima quanto ai poteri, non concordando sul temporaneo reintegro di Bellandi».
Arbitrato. «Su questi due temi si è rilevata la maggiore criticità per un possibile accordo. Abbiamo evidenziato l’impossibilità di attesa nei tempi lunghi necessari ai normali percorsi di soluzione in via giudiziale, proponendo a Eckelmann l’avvio immediato di un arbitrato privato, come normato dall’art. 26 dello Statuto, in base al quale verrà nominato un arbitro da ciascuna parte ed un terzo dalla Camera di Commercio internazionale di Milano, che analizzeranno le scritture private e lo statuto della società definendo l’effettiva possibilità o meno, per l’amministratore delegato, di compiere gli atti in questione. Eckelmann ha accettato che la Compagnia avvii il procedimento di arbitrato, impegnandosi a non opporsi ed a nominare celermente l’arbitro. Il responso dirimerà entrambe le controversie e sulla base di esso verranno adottati i provvedimenti del caso».
Separazione. «Qualora dovessero sorgere controversie non superabili, i soci di comune accordo si renderanno disponibili a valutare percorsi di disimpegno non traumatici per la società».
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