Confindustria Livorno Massa Carrara
News
Formazione
Login
Esci

Dalmine, le trattative riprendono ma il futuro resta incerto - La Nazione

 

Creato un «tavolo» di confronto nazionale a livello interministeriale
 
 — PIOMBINO —
CRISI DALMINE: domani riprendono le trattative. Dopo l’annuncio dell’azienda che aveva presentato l’ipotesi di un esubero di oltre mille dipendenti in Italia e la chiusura dello stabilimento di Piombino, la situazione sembra meno drammatica anche se non ci sono per ora certezze sul futuro ei 124 dipenenti dello storico tubificio. Le novità positive sono però più di una. Intanto si è creato un tavolo di confronto nazionale a livello interministeriale. Il governo con il ministro dell’industria Claudio Scajola ha chiesto alla multinazionale Tenaris che detiene il controllo della Dalmine, di rivedere il piano in modo da contenere al massimo la riduzione occupazionale e salvaguardare i siti produttivi in Italia. Infatti oltre a Piombino Dalmine-Tenaris ha fabbriche anche in Lombardia nella zona di Bergamo. L’altra notizia positiva è lo sblocco dei fondi per le bonifiche ambientali deciso dal Cipe, il comitato interministeriale per la programmazione economica che ha assegnato alle aree denominate siti di interesse nazionale (Sin) un finanziamento consistente per la riqualificazione. In questo modo Dalmine potrebbe far fronte alle spese per le bonifiche con il concorso pubblico e, in un momento di crisi, mantenere i bilanci sotto controllo senza dover tagliare i costi e i posti di lavoro.
A QUESTO si aggiunge lo sconto di dieci milioni di euro per quanto riguarda la partita affitto Demaniale e bonifiche. Quindi le istituzioni hanno messo in campo una serie di iniziative per favorire il mantenimento dell’attività industriale di Dalmine a Piombino. Ora però si attende la risposta della multinazionale. Si teme infatti che al di là di tutte le iniziative prese in loco, l’azienda preferisca in ogni caso delocalizzare la produzione in paesi con un costo complessivo molto più basso come la Romania. Domani a Bergamo le organizzazioni sindacali che partecipano al tavolo della trattativa intendono presentare un aut aut: o si risolve la questione di Piombino, oppure non si va avanti. Già nei giorni scorsi c’erano stati scioperi e manifestazioni per salvare la fabbrica, ora la vicenda entra nella sua fase più delicata. Se dovessero fallire tutte le trattative per i 124 dipendenti di Piombino si aprirebbe la strada della mobilità e, esaurito il periodo dello stipendio ridotto, il licenziamento.
Maila Papi


Argomenti
Condividi

Altri articoli di Formazione

News Correlate

Scopri anche...

Aziende che si occupano di

Lavoro Previdenza

    

Network di Sistema

Ance Massa
Disponibile su:
UP