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DL Infrastrutture e Trasporti (DL n. 121/2021) -Audizione Confindustria

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Confindustria ha presentato le proprie osswervaazioni sul DL n. 121/2021, in un incontro avvenuto lunedì scorso c/o le Commissioni Ambiente e Trasporti della Camera dei Deputati dal Direttore dell’Area Coesione Territoriale e Infrastrutture di Confindustria.

Questi, in sintesi, i rilievi evidenziati:

Valutazione complessiva del provvedimento

Il DL 121/2021 raccoglie una serie di misure urgenti su diversi temi in gran parte rientranti nei settori delle infrastrutture e della mobilità.

Alcune misure sono state già oggetto di emendamenti presentati e non accolti nell’esame  di altri precedenti provvedimenti. Altre sono invece più legate all’attualità e all’esigenza più
immediata di provvedere, in particolare, ad alcuni aspetti di organizzativi e procedurali connessi, direttamente e indirettamente, all’attuazione del PNRR.

Su quest’ultimo aspetto, l’attenzione di Confindustria è massima. Come sottolineato dal Presidente Bonomi, nel corso della recente Assemblea pubblica di Confindustria, non possiamo nascondere alcune preoccupazioni sulla parte del PNRR relativa all’apertura dei  cantieri e delle infrastrutture. A tal fine, occorre dare segnali immediati in grado di contribuire alla capacità del Piano di rafforzare in modo strutturale il potenziale di crescita del Paese. 

Poiché il provvedimento in oggetto va in questa direzione, nel complesso, il giudizio è quindi sostanzialmente straordinario e urgente incentrato quasi esclusivamente su infrastrutture e  mobilità prendesse in considerazione anche altri temi di forte attualità, su cui accenneremo nel  seguito dell’esposizione. positivo, anche se ci saremmo aspettati che un provvedimento straordinario e urgente incentrato quasi esclusivamente su infrastrutture e mobilità prendesse in considerazione anche altri temi di forte attualità, su cui accenneremo nel  seguito dell’esposizione.

Entrando nel merito del provvedimento, si rilevano numerosi interventi in tema di circolazione stradale, tutti sostanzialmente positivi. 

Condivisibili sono le misure riguardanti la circolazione stradale in ambito urbano e la sosta  di categorie protette. Alcune delle altre misure previste sono state già richieste anche da
Confindustria e dal suo Sistema Associativo; tra queste di segnala: l’autorizzazione alla  circolazione di autoarticolati e autosnodati fino a 18 metri, che aumenta la capacità di carico
delle merci e contribuisce alla riduzione della circolazione dei mezzi pesanti; l’inclusione della revisione dei rimorchi e semirimorchi tra le attività che possono svolgere le imprese di
autoriparazione; la circolazione di prova dei veicoli non ancora immatricolati e dei veicoli muniti della carta o del certificato di circolazione anche senza revisione.

Positive anche le misure sull’obbligo di formazione in primo soccorso per l’abilitazione al  noleggio con conducente e al servizio di piazza e sull’armonizzazione della carta di qualificazione del conducente.Infine, si esprime un giudizio positivo anche riguardo al reimpiego delle risorse inutilizzate  per incentivi all’acquisto di veicoli meno inquinanti da destinare allo stesso scopo.

In tema di trasporto stradale, ci saremmo però aspettati che finalmente si affrontasse il tema  dei “trasporti eccezionali”, che risulta di particolare rilevanza anche in funzione dei grandi investimenti infrastrutturali previsti dal PNRR e, in generale, per la ripresa industriale del  paese. Fermo restando la regolamentazione attuale del Codice della Strada, Confindustria
chiede da tempo l’istituzione di una commissione tecnica ministeriale, con la partecipazione  delle rappresentanze economiche, per la definizione di itinerari stradali e autostradali abilitati a questa particolare categoria di trasporti, all’individuazione di criticità e di eventuali  interventi di manutenzione e adeguamento della sicurezza infrastrutturale.

Altro tema sul quale Confindustria chiede da tempo una revisione della disciplina è quello  del cd. “calendario dei divieti” nei giorni festivi e prefestivi del trasporto merci, che necessita di adeguamenti sostanziali, sia con riferimento all’evoluzione logistica del  trasporto sia agli orientamenti espressi dalla magistratura amministrativa. In materia di trasporto ferroviario, si esprime un giudizio positivo sulle misure riguardanti  l’istituzione del Fondo per il finanziamento dei costi di realizzazione/implementazione del sottosistema ERTMS a bordo dei veicoli ferroviari, che completa il rilevante investimento del  PNRR sulle tecnologie per la sicurezza ferroviaria. Positivo è anche il giudizio sulle risorse per la formazione di personale impiegato nella circolazione ferroviaria, con particolare  riferimento alla figura professionale dei macchinisti del settore merci.

Particolarmente significative sono le misure di carattere organizzativo e strutturale nel  settore delle infrastrutture.

L’istituzione presso il MIMS della struttura di missione CISMI (Centro per l’innovazione e la  sostenibilità in materia di infrastrutture e mobilità) è funzionale alla realizzazione degli  interventi del PNRR e del PNIC di cui il MIMS è titolare, ma anche a dotare lo stesso MIMS  di una struttura di alta professionalità in grado di elaborare contributi tecnici qualificati.

Riguardo al CSLP, il DL interviene sulla composizione e la funzionalità del Comitato speciale  destinato alla cd. “corsia veloce” prevista dal DL 77/2021 sui progetti prioritari e complessi  del PNRR (Allegato IV del DL), che esamina il progetto di fattibilità tecnica ed economica con tempistiche serrate (anche per la VIA), meccanismi di coordinamento tra le diverse fasi  del procedimento, l’utilizzo del silenzio-assenso in caso di inerzie, nonché il ricorso alla conferenza dei servizi in forma semplificata per la conciliazione degli interessi in gioco. 

Inoltre, vengono introdotte diverse misure sui compiti, le funzioni e l’organizzazione dell’ANSFISA, con trasferimento di personale da altri uffici. Infine, viene completato il  trasferimento delle competenze del settore delle dighe al MIMS.

In tema di infrastrutture sono previste alcune misure resesi necessarie per vari motivi.  Viene prorogato non oltre il 31 dicembre 2024 il Commissario straordinario per la ricostruzione del  Viadotto Polcevera dell’autostrada A10 (“ponte Morandi”), per consentire  l’attuazione e il completamento delle misure connesse alla ricostruzione. Nel settore autostradale, a causa degli impatti del Covid sui transiti, viene prorogato al 31 dicembre  2021 il termine per l’aggiornamento dei piani economici finanziari dei concessionari autostradali e prorogato di 2 anni la durata  elle concessioni in corso relative ai servizi di  distribuzione di carburanti e servizi di ristoro sulla rete autostradale.

Molto importanti sono le misure dedicate alle procedure di attuazione del PNRR, in  materia finanziaria e contabile. Si tratta di interventi utili e necessari ma, al contempo, si evidenzia l’importanza di accrescere il livello di attenzione e di priorità sulla parte di vera e  propria execution del Piano, a partire dalla concreta definizione dei progetti e delle riforme collegate a Missioni e Componenti. Il cronoprogramma è, infatti, molto stringente: in base  alle schede tecniche del Piano, entro la fine del 2021 dovranno essere realizzate 51 condizioni per sbloccare la prima tranche di finanziamenti (successiva al prefinanziamento  di questa estate) da 24,1 miliardi (11,5 a fondo perduto e 12,6 di prestiti). Le condizioni da attuare tra ottobre e dicembre sono 42, con 2 obiettivi (target) e 40 traguardi (milestones)  da rispettare (16 si riferiscono a investimenti e 24 a riforme), un numero ben superiore a  quello medio trimestrale di 24 condizioni stabilite nel periodo 2022-2026.  In quest’ottica, si richiama l’urgenza della piena entrata in funzione delle strutture di  governance del PNRR, con il completamento delle nomine previste, dalla Cabina di Regia e dalla Segreteria tecnica, e l’avvio dei diversi organi, come il Tavolo permanente di  partenariato al momento in stand-by. Altrettanto rilevante è l’esigenza di monitorare
l’attivazione delle strutture di coordinamento presso ciascun soggetto attuatore, Ministeri e  anche enti territoriali.

In sintesi, ci aspettiamo una piena consapevolezza sull’esigenza di un’articolazione  organizzativa efficace e di processi di monitoraggio rigorosi, considerati i prevedibili ostacoli 
attuativi; per questo, abbiamo accolto favorevolmente la presentazione della Relazio e sullo stato di attuazione del PNRR al Consiglio dei Ministri del 23 settembre scorso.  Le disposizioni finanziarie e contabili del DL attribuiscono al decreto del MEF – che  distribuisce le risorse finanziarie, comprese quelle del Fondo sviluppo e coesione, a ciascuna Amministrazione titolare degli interventi del PNRR – la funzione di base giuridica  (insieme alla decisione di Esecuzione del Consiglio UE) per l’attivazione, delle procedure di attuazione dei singoli interventi previsti. In questo modo, laddove possibile, potranno  avviarsi immediatamente le procedure degli interventi.

Significative sono anche le disposizioni sulla rendicontazione delle spese, per la quale le  Amministrazioni competenti possono utilizzare le opzioni semplificate in materia di costi o
cost simplified options (SCO), già previste dalla disciplina sui Fondi strutturali (Reg. 1060/2021) e richiamate da quella sul Dispositivo di ripresa e resilienza (Reg. 1041/2021). Tuttavia, si segnala che esse prevedono l’elaborazione di una metodologia di stima dei costi  poi da rendicontare, un esercizio non semplice e da svolgere con una certa celerità. Infine, nella definizione dei provvedimenti che recano le procedure di attuazione degli  interventi del PNRR, le Amministrazioni responsabili possano stabilire ulteriori e specifici criteri (rispetto delle condizionalità,  biettivi iniziali, intermedi e finali, cronoprogrammi,  obblighi di monitoraggio, rendicontazione e controllo) di assegnazione delle risorse, in aggiunta a quelli ordinari. Su questo aspetto, si segnala che la previsione di criteri aggiuntivi  nelle procedure di assegnazione finale delle risorse del PNRR, se particolarmente complessi e di difficile svolgimento, potrebbe generare problemi alla tempistica attuativa e  di impiego delle risorse. Riguardo al trasporto marittimo, si esprime un giudizio positivo sull’assegnazione di  risorse all’Autorità di Sistema portuale dello Stretto per  igliorare e rendere più sostenibile la mobilità passeggeri e merci tra le aree metropolitane di Reggio Calabria e Messina per la  continuità territoriale da e per la Sicilia. Altrettanto positivo è il giudizio sull’estensione della possibilità fino al 31 luglio 2021 di riduzione dei canoni ai concessionari che hanno subito  una diminuzione del fatturato superiore al 20% nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2021  e il 31 luglio 2021; una misura già richiesta anche da Confindustria.

Sul trasporto aereo, il DL adotta misure per dare continuità ai collegamenti tra lo scalo di  Milano Linate e il Regno Unito e definisce alcuni aspetti della procedura di amministrazione
straordinaria di Alitalia S.p.A. In quest’ultimo caso, si tratta di disposizioni che dovrebbero agevolare l’entrata in funzione del nuovo operatore aereo nazionale. 

Sulla coesione territoriale, il DL introduce diverse misure positive: rilancio della  progettazione territoriale nei Comuni, fino a 30 mila abitanti, delle Regioni meridionali e in quelli ricompresi nelle aree interne; estensione dell’incentivo all’autoimprenditorialità “Resto  al Sud” ad alcuni comuni di isole minori del Centro-Nord (già attivo nei comuni della cd.  “Area del Cratere” del Centro Italia); in tema di “perequazione infrastrutturale”, l’introduzione di una procedura per la quantificazione e il riequilibrio dei divari territoriali nelle infrastrutture  sociali e di trasporto.

Infine, in tema di internazionalizzazione delle imprese, il DL rifinanzia, con risorse del  PNRR, il Fondo 394/81 gestito da Simest, istituendo la “Sezione Prestiti” per la concessione di  inanziamenti a tasso agevolato, con 800 milioni di euro per il 2021, e la “Sezione  Contributi”, con 400 milioni per l’anno 2021, per cofinanziamenti a fondo perduto fino al 50%  dei finanziamenti a tasso agevolato. Si tratta di una disposizione positiva e in linea con le istanze di Confindustria, ma nella prossima Manovra di bilancio sarà necessario prevedere  ulteriori risorse per far fronte alle domande che verranno presentate nel 2022 e ottimizzare le risorse disponibili, confermando la quota di finanziamento a fondo perduto per tutte le  altre tipologie di finanziamento diverse dalla patrimonializzazione.

A conclusione dell’audizione, si richiamano due temi particolarmente urgenti riguardanti  gli appalti pubblici. Il primo riguarda l’impatto del caro materiali, che sta generando forti criticità sugli equilibri economici degli appalti in corso e potenziali risoluzioni contrattuali per  eccessiva onerosità; le misure del DL Sostegni-bis sono parziali e transitorie, mentre sono necessarie misure  strutturali, anche in funzione degli interventi PNRR. Il secondo riguarda  la rinegoziazione degli appalti a seguito del Covid; anche in questo caso, si corre il rischio di risoluzioni contrattuali per mancato o ritardato adempimento. Sono due problemi che  potrebbero trovare soluzione soprattutto nel prossimo DDL Bilancio, ma sui quali Confindustria vuole attirare l’attenzione del  Parlamento.


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