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L'arrivo della supernave Yang Ming fa esplodere una serie di emergenze - La Nazione Livorno

 

PORTO LA NUOVA LINEA DI PORTACONTAINER CON IL FAR EAST. LA PROVA A LUGLIO

— LIVORNO —
ERA PREVEDIBILE: l’annuncio che a fine luglio una grande portacontainer di Yang Ming proverà ad attraccare in Darsena Toscana al terminal Tdt, come collaudo di una nuova importante linea con il Far East che potrebbe partire a settembre, sta creando una serie di urgenze. E qualche problema connesso.Le urgenze sono quelle già note: completare il dragaggio e l’approfondimento della strettoia del Marzocco, riportare a quota di almeno 11 metri il bacino di evoluzione dopo il Marzocco dove le grandi navi vengono fatte ruotare dai rimorchiatori, dragare quanto serve alla bocca sud del porto, dove proprio ieri la Capitaneria ha emesso un’ordinanza che accelera i tempi dell’operazione.
MA TRA i problemi, è nato in questi giorni- e rischia di portare pesanti ripercussioni sul lavoro- del necessario spostamento del bacino galleggiante della ditta Salvadori: un bacino che da anni opera con concessione provvisoria attaccato alla calata del Magnale proprio di fronte alla zona di evoluzione delle navi. Così dove sta ora, il bacino interferisce con la manovra prevista per la Yang Ming: ma dove spostarlo non è stato ancora deciso. E malgrado i tempi già stretti, l’Autorità portuale è ancora impegnata a vagliare alcune ipotesi, ciascuna delle quali ha la sua contro-indicazione.
SALVADORI da parte sua freme e tempesta, perché proprio in questi giorni sta per immettere nel bacino un mega-yacht per un contratto che supera i 100 mila euro e non può essere rinviato. E certo lo spostamento del bacino con lo yacht in questione sarebbe più che rischioso. Le ipotesi dell’Authority sono partite dallo spostare il bacino galleggiante alla banchina 75, a fianco del superbacino in muratura da tempo inutilizzabile: ma su questa banchina, oltre a non esserci le condizioni per poter lavorare (allacci elettrici e idrici, spazi a terra, passaggi per i mezzi pesanti rotabili) c’è già la scelta del piano operativo triennale del porto per spostarvi- entro l’inizio dell’anno nuovo- le barche da diporto che oggi stazionano nel Mediceo.
LA SECONDA ipotesi è di spostare il bacino dall’altra sponda del canale industriale, sulla banchina Bengasi: una banchina mai completata, che ha sia le dimensioni in lunghezza sia in profondità per accogliere il bacino Salvadori: ma che comporterebbe per la società supercosti di allacciamenti, e specie la necessità quotidiana di far attraversare il canale da operai, tecnici, pezzi di ricambio e materiali. Terza ipotesi, che andrebbe bene a Salvadori ma cozza contro altri traffici: spostare il bacino alla Pisa, 50 metri dall’attuale ubicazione, recuperando spazio dall’accosto della Tirrenia, che peraltro già opera occasionalmente al Silos. Insomma, un puzzle tutt’altro che facile. E che va risolto a tempi stretti.


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