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Il portavoce di Cosimi guiderà Aamps - Il Tirreno Livorno

 


 
Enzo Chioini nominato a sorpresa amministratore unico di un’azienda chiamata a rientrare in tre anni di 21 milioni di debiti
 
 
 
 
di Giulio Corsi wLIVORNO Chissà se al quinto giro la scelta del sindaco Cosimi sarà più fortunata: dopo Di Rocca, Cappelli, Rosi e a Falleni al vertice di Aamps arriva Enzo Chioini. Cosimi ha scelto ancor più in casa e ancor più tra i suoi fedelissimi per gestire una situazione finanziaria vicina al collasso con oltre 21 milioni di debiti: Chioini infatti fino a due giorni fa faceva il portavoce del primo cittadino. Da ieri è il nuovo amministratore unico di Aamps. Un salto tanto grande quanto sorprendente considerando le caratteristiche professionali di chi l’ha preceduto, Angelo Rosi conosciuto come manager di livello nazionale e ben noto a Livorno per aver gestito le crisi di Cantiere Orlando e Ceramiche industriali, e Nicola Falleni, dirigente di punta di palazzo civico e anima finanziaria della macchina comunale. Ex assessore a Castagneto Carducci, ex consigliere di amministrazione di Asiu, l'azienda servizi igiene urbana della Val di Cornia, membro del direttivo locale del Pd, conosciuto a Livorno soltanto come portavoce di Cosimi, Chioini - né manager, né tecnico - non potrà che portare in Aamps la linea del sindaco. Il problema sarà capire quale. In ballo - non è banale ricordarlo - c’è la sopravvivenza dell’azienda. E’ chiaro che se Angelo Rosi - a cui Cosimi aveva dato carta bianca - era riuscito con modi che avevano creato una vera e propria guerra con sindacati e lavoratori, a sbrogliare una situazione che stava portando Aamps all'avvio della procedura concorsuale e dunque al possibile fallimento, convincendo i creditori a spalmare i loro crediti su quattro anni (ora tre) ad interessi zero, ma anche costringendo i lavoratori a pesanti sacrifici con tagli di stipendi, indennità e privilegi vari, sembra improbabile che lo stesso pugno di ferro possa essere usato da Chioini che da portavoce finirà per trasformarsi nel portatore in via dell’Artigianato delle volontà del primo cittadino. Il grande quesito insomma è ora rivolto alla linea che Chioini, cioè Cosimi, seguirà per salvare Aamps: basterà l'operazione di recupero dei milioni di Tia non pagata iniziata da Rosi e la riacquisizione di servizi che erano stati esternalizzati come ad esempio la raccolta della carta? Difficile se si crede alle parole di Rosi secondo cui la cura da cavallo interna ed esterna era l'unica soluzione per un'azienda in cui «su 264 dipendenti nessuno è addetto alla spazzamento delle strade» e in cui «negli anni c'è stata una rincorsa nella crescita dei livelli, spinta dai sindacati e autorizzata dai vertici, che ha portato ad avere 4 dirigenti e 11 quadri. A Pisa hanno un dirigente e 2 quadri - spiegava Rosi prima di congedarsi -. Qui invece negli anni sono spariti i livelli bassi che consentono le operazioni quotidiane di carico e scarico per esempio e così siamo stati costretti a esternalizzare. La ristrutturazione di un'azienda di questo tipo è difficile, non c'è truppa e gli ufficiali non possono scavare le trincee». Va detto che un mese fa l'assessore al bilancio Nebbiai si era mostrato moderatamente ottimista sui conti di Aamps: «La situazione finanziaria- aveva detto durante la seconda commissione - è tutto sommato gestibile». E i consiglieri si erano mostrati in maggioranza soddisfatti della nuova idea di governance che prevedeva «un maggior controllo del Comune, un contenimento dei costi e un aumento dell'efficienza». Ora con la nomina di Chioini - ancor di più che con Falleni - il controllo torna direttamente nelle mani del sindaco. Sta a lui confermare la strada di Rosi riaprendo l’inevitabile battaglia con i sindacati che palazzo civico sicuramente rigetta oppure trovarne una alternativa, il più indolore possibile, che tuttavia, nonostante le parole di Nebbiai, non sembra assolutamente semplice considerando la situazione debitoria, l’assetto organizzativo dell’azienda, e l’umore di sindacati e lavoratori.

Il sindaco: Chioini ha tutte le carte in regola di fiducia, competente e ci farà risparmiare
 
 
 
 
Quadro normativo e giurisprudenza dicono che in una società che gestisce servizi pubblici, come Aamps, il socio (il Comune) può decidere di nominare un amministratore unico al posto del Cda, perché questa soluzione rientra nella ratio della Spending Review. In questo caso l’amministratore può essere scelto, a discrezione dell’ente, tra i propri dipendenti (purché non sia un dirigente che svolge attività di controllo sulla partecipata) o tra soggetti esterni. Chioni, dipendente comunale, ha quindi preso l’aspettativa di un anno e lasciato l'incarico di portavoce del sindaco. Su Fb scrive: «Il mio impegno sarà per la città». Il compenso rispecchia grossomodo quanto avrebbe preso in precedenza: 40.500 euro lordi. «Chioini – ha detto Alessandro Cosimi subito dopo la firma della nomina – è persona che stimo molto e di grande professionalità. Ha un curriculum di tutto rispetto che gli consente di ricoprire questo incarico: è stato assessore all'Ambiente e all'Urbanistica a Castagneto Carducci e componente del Cda di Asiu. In più è uomo di fiducia dell’amministrazione che si è presa l’impegno, anche col consiglio comunale, di seguire da vicino Aamps nel percorso verso la newco che andrà a costituirsi». «Affidare l’incarico a un nostro dipendente – chiude il sindaco dopo avere scritto che la “situazione economica e finanziaria di Aamps sta migliorando” – ci permette anche di risparmiare, perché non dovremo pagare un esterno».

COMMENTO
 
LA SOLITUDINE DELL’ULTIMO DEI MOHICANI
 
di ANDREA LAZZERI Ammettiamolo, almeno un risultato il sindaco lo ha raggiunto: è riuscito a stupire tutti. Nessuno avrebbe mai pensato che mentre infuria l'antipolitica e i partiti cercano di darsi una patina di trasparenza e apertura alla società, Alessandro Cosimi decidesse di lanciare un messaggio alla città così marcatamente controcorrente. La nomina del suo portavoce al vertice dell'azienda dei rifiuti riproduce una logica di chiusura, odora di muffa, trasmette un segnale di inossidabile continuità con quella politica che serra porte e finestre a ogni cambiamento. L'ultimo dei moicani - così l'ha definito il segretario De Filicaia - segue le tracce del suo solitario destino. Come tutti sanno, la storia non finisce bene. L'ha sicuramente letta anche Cosimi e quindi resta il tarlo di un dubbio: perché l'ha fatto? Avrebbe potuto tranquillamente cercare un manager esperto di rifiuti senza ricorrere al fidato collaboratore, una brava persona che ha basato la sua vita professionale su ruoli più politici che amministrativi. Aamps è da poco uscita da una fase delicatissima: Angelo Rosi ne ha impedito il fallimento ma ha anche avvertito che la cura non era conclusa. Storicamente l’azienda dei rifiuti ha sempre rappresentato un ganglo vitale nel rapporto tra politica, sottogoverno e servizi vitali per la città. Ci sono scelte importanti da fare. Insomma è materia da maneggiare con cura. Cosimi è un politico di lungo corso e assai navigato nel galleggiare sulle insidiose acque dei partiti. Soprattutto nel suo, soprattutto in fase congressuale, soprattutto a Livorno. Ha già fatto saltare Filippo di Rocca, le ha giurate a Yari de Filicaia. Con lui i segretari dei partito di maggioranza durano poco: dopo aver contribuito a imporli al vertice, li butta giù. Qui sta, probabilmente una delle spiegazioni di questa scelta destinata ad aumentare le tensioni e i malumori in quel che resta del Pd. Dimostrare che il sindaco può far di testa sua senza parlare con alcuno è da sempre una sua caratteristica. Ma decidere in modo diametralmente opposto agli orientamenti sbandierati dei Democratici è chiaramente un gesto che finisce per indebolire ulteriormente la catena di comando del partito aumentandone la balcanizzazione in gruppi, gruppetti e sottogruppi ormai talmente senza bussola che è addirittura difficile individuarne referenti nazionali. È un passaggio pericoloso. Non tanto per il Pd (i partiti nascono e muoiono, è una cosa normale) quanto per la città: quando manca una leadership e la politica si riduce a scontro di persone dentro le istituzioni, il conto lo pagano tutti i cittadini, non solo gli iscritti al Pd.

«Ho creduto fosse uno scherzo»
 
De Filicaia spiazzato, Lippi diplomatico: «La scelta spetta al sindaco, non al Pd»
 
 
 LIVORNO «Non ne sapevo niente. Francamente quando dal partito mi hanno chiamato per dirmelo ho creduto, un po’ per il tenore della telefonata, che fosse uno scherzo...». Queste parole, ieri pomeriggio, non sono state pronunciate da un democratico qualunque. Dall’altra parte della cornetta c’è il segretario del’unione comunale del Pd, Yari De Filicaia. Martedì sera, quando in Comune il sindaco ha riunito la giunta ed è iniziata a trapelare la notizia della nomina di Enzo Chioini ad amministratore unico di Aamps, aveva i telefoni staccati per motivi personali. Ieri mattina, a nomina fatta, lo hanno chiamato dal partito. Per la verità prima gli hanno inviato un paio di messaggi ironici. Come quelli che ieri pomeriggio si leggevano sulle bacheche di alcuni rappresentanti della segreteria e dei circoli del partito: «Ho un pensiero... oh come farà senza un portavoce», scriveva ad esempio sulla sua bacheca Alessio Quintavalle, riferendosi al sindaco. «Quando mi hanno telefonato – ripete De Filicaia – ho pensato che fosse uno scherzo, un po’ anche per il tenore della telefonata, tra il serio e il faceto. Non conosco le competenze di Chioini – precisa – e non voglio metterle in dubbio. Poi le nomine vengono fatte, giustamente, dal sindaco, sono una sua prerogativa». Però, aggiunge prima di chiudere la telefonata, «credevo che si andasse a guardare in altri campi, un po’ come aveva fatto il sindaco con Angelo Rosi...». Più diplomatico il leader della Federazione, Samuele Lippi, che negli ultimi giorni si è trovato a gestire una bella grana interna al partito cecinese sugli incarichi dell’ormai ex assessore al bilancio, Michela Ghezzani, che doveva entrare anche in Asa. «In passato il partito ha sostenuto l’amministrazione comunale nell’individuazione di persone competenti in materia e di fiducia dell’amministrazione stessa, per la gestione delle partecipate. Poi le scelte personali, sui nomi, le fa il sindaco. È giusto che sia così: è sua prerogativa, per legge». Lippi conferma che «non ci sono state comunicazioni preventive al partito». «Quando Cosimi ha fatto una scelta forte nominando Rosi – riprende – il Pd l’ha sostenuta, perché è giusto che nelle società partecipate che gestiscono servizi vadano persone con competenze e titoli». È il caso di Chioini? «Non ho visto il curriculum – taglia corto Lippi – so solo che era nel cda di Asiu. Ripeto: non mi esprimo su questo, perché bisogna distinguere i ruoli, il sindaco fa la scelta che ritiene più opportune e se ne assume la responsabilità». «Posso solo dire – chiude – che i politici non devono essere esclusi o avvantaggiati a priori. L’idea che ho lanciato di creare un albo professionale dei nostri iscritti nasce proprio dalla volontà di conoscere tutte le professionalità che ci sono nel nostro partito». (j.g.)


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