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Mutui, crollano le richieste Calo del 38% in un anno - Il Tirreno Cecina
Sempre meno i cittadini che si rivolgono alle banche per comprare un’abitazione In crescita i tassi di interesse, aumentano le domande di sospensione delle rate
PIANETA CASA »IL TREND NEGATIVO
di Gianni Parrini wCECINA I mutui? Calati a picco: in cinque anni sono diminuiti del 70%. E non perché le banche non li concedono (o non solo per quello) ma soprattutto perché nessuno li chiede più. Colpa di un mercato immobiliare che ha toccato ribassi mai visti dal 1985, abbattendo anche il sogno di una casa di proprietà di molti cittadini della Bassa Val di Cecina. Il rapporto elaborato da Abi-Agenzia delle entrate e pubblicato nei giorni scorsi evidenzia che i mutui ipotecari in Toscana nel 2012 hanno subito una contrazione del 38,5% rispetto all’anno precedente. In totale sono 10.396 i mutui richiesti per un capitale erogato pari a 1.394 milioni di euro (-43% rispetto al 2011). Il tasso medio di interesse si attesta al 4,31%, sopra la media nazionale (4,25%) e più caro di uno 0,81% rispetto allo scorso anno. Con 23 anni e 3 mesi la Toscana è la quarta regione italiana per la durata dei mutui. La rata media mensile di 729 euro è la seconda più alta a livello nazionale, superata solo dagli 897 euro del Lazio. Il quadro non è certo esaltante: crescono le rate, gli interessi aumentano, il periodo si allunga. Il risultato è che sempre meno persone si azzardano a chiedere un mutuo. In tempi di crisi e di precariato accollarsi per 25-30 anni una rata mensile di 729 euro non è certo un impegno da poco. Il quadro regionale è confermato anche a livello locale: «Numericamente i mutui sono calati in maniera sensibile – spiega Fabrizio Mannari, direttore del Credito cooperativo di Castagneto Carducci – Cinque anni facevamo circa 250 mutui l’anno, ora siamo intorno agli 80-100. Eppure il diniego di prestiti e mutui ha riguardato una bassissima percentuale di richiedenti, sotto il 5% in considerazione del grado di conoscenza della clientela che caratterizza l' operato di una banca locale come la nostra». Gli istituti di credito, in effetti, i soldi in cassa li avrebbero anche, visto che i depositi nell’ultimo anno sono andati aumentando (ve lo abbiamo raccontato lo scorso 18 aprile). «Non è un problema di volontà ma di richiesta – spiega Mannari – Il mercato immobiliare è fermo mentre le imprese aspettano tempi migliori per investire. E così in pochi vengono a bussare per chiedere un mutuo». Chi ha già acceso un mutuo, invece, vorrebbe non averlo. «La sospensione del pagamento delle rate per le famiglie (c’era tempo fino a marzo per fare domanda, ndr )ha riguardato circa 60 mutui con un capitale sospeso di 5 milioni di euro – spiega il direttore – Alla moratoria del “Piano famiglie” Abi si è aggiunta quella deliberata dalla banca a favore dei propri soci, non soggetta ad alcuna limitazione. Per quanto riguarda le imprese, invece, abbiamo ricevuto circa 250 richieste per un capitale sospeso di 70 milioni di euro. Per quanto riguarda le domande di mutuo invece la durata si attesta sui 20 anni e la richiesta media è di 160.000/180.000, sensibilmente aumentata negli ultimi 10 anni». Il quadro rappresentato da Mannari viene riconfermato anche da Marco Santulli, direttore della filiale di Cecina della Cassa di risparmio di Volterra: «Chi ha uno stipendio da 1.500 euro e deve mantenere moglie e due figli difficilmente oggi difficilmente è in grado di comprare casa – spiega Santulli – Cinque anni fa era diverso: i costi del mutuo erano inferiori. Ora sono cresciuti, così come sono aumentati anche gli oneri per la raccolta delle risorse che le banche utilizzano per poi finanziare prestiti e mutui». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Mps chiude la filiale della ex Banca Toscana a Marina di Cecina
Chiude la ex Banca Toscana di Marina di Cecina. La notizia arriva direttamente dal Monte dei Paschi di Siena, proprietario della filiale. "In relazione al processo di riorganizzazione in corso - si legge in una nota - Banca Mps precisa che l'agenzia ex Banca Toscana di viale della Vittoria 17 di Marina di Cecina verrà chiusa essendo inserita nel perimetro di un normale processo di ottimizzazione territoriale, già compreso nelle linee guida del piano d'impresa di BMps che prevede entro il 2015 la chiusura di 400 filiali”. Da palazzo Salimbeni fanno sapere che la data di chiusura è ancora in via di definizione. “La banca - prosegue la nota - garantirà la regolare continuità operativa della filiale in relazione a tutti i rapporti in essere, migrandoli in una nuova agenzia (che verrà successivamente identificata). La banca, infine, informa che avvierà il consueto processo di comunicazione alla clientela interessata”.
BORSA MERCI LA VERITà SULL’APERTURA
di ANTONIO COSTANTINO* Le notizie apprese con grande soddisfazione dai giornali, nel lontano 2010, che presto la Borsa merci sarebbe tornata, rinnovata e ampliata nelle sue funzioni, nella sua sede storica di Piazza della Libertà, si sono dimostrate infondate, nel silenzio assordante del presidente Nardi e, soprattutto, delle associazioni di categoria che sono presenti nella Camera di Commercio. Forse questo è dovuto anche ad un’endemica mancanza di risorse? In tal caso sarebbe interessante sapere se gli investimenti della Camera di commercio sono stati destinati esclusivamente al Comune di Livorno e alla zona della Val di Cornia lascando nell’oblio solo la Val di Cecina. Pertanto sono costretto a ripetere quanto già scritto nel giugno del 2010, sperando di avere maggiore ascolto. La Borsa merci sarebbe fondamentale per offrire uno strumento di supporto per le aziende, che ne hanno particolarmente bisogno in un momento difficile dell’economia nazionale e internazionale, soprattutto in un territorio come la bassa Val di Cecina dove le attività più importanti sono il commercio, l’artigianato, l’agricoltura e il turismo, senza dimenticarsi dell’industria che ha avuto il suo polo di eccellenza a Rosignano, ma che dovrebbe essere ampliata su altre zone del nostro territorio. La Borsa merci era il punto d’incontro non solo del mondo agricolo (con aziende che provenivano da una zona che andava dalla Val di Cornia a Pisa), infatti, la piazza della Libertà era stracolma di persone che frequentavano la Borsa merci, ora è stracolma di pullman, e non è la stessa cosa. Ed allora è giusto rinnovare la struttura e le funzioni della Borsa merci, come proposto anche dal presidente della Ccia, tuttavia le nuove funzioni non dovrebbero distaccarsi dalla storia della Borsa e di questo territorio fornendo, prima di tutto, servizi di qualità alle imprese di tutto il comprensorio della Val di Cecina e garantendo un approccio interprovinciale. Inoltre sarebbe auspicabile, vista la collocazione strategica della sede, pensare di collocare al suo interno lo sportello unico per attività produttive della Bassa Val di Cecina. Un'ulteriore opportunità sarebbe l’inserimento nella nuova Borsa merci di un ufficio turistico per la Bassa Val di Cecina, vista la frettolosa abolizione delle Apt da parte della Regione sul versante della promozione turistica. In questo modo otterremmo anche una coerenza nella promozione del territorio, valorizzandone i prodotti agricoli, ambientali, storici e culturali. Proprio per queste potenzialità, che a mio parere sono enormi, chiedo di conoscere la verità in merito alla riapertura della Borsa, per capire se le aziende di questo territorio possono sperare di avere un supporto da parte della Ccia. * presidente consiglio comunale di Cecina
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