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La battaglia dell'acqua arriva al terzo capitolo - Il Tirreno Rosignano domenica 12 maggio

 


 
Il 20 giugno il Tar tornerà a pronunciarsi sull’ultimo ricorso degli ambientalisti Nel mirino la realizzazione dell’invaso in località Puretta da parte di Solvay
 
 
 
 
ROSIGNANO Il 20 giugno il Tar si pronuncerà sul ricorso (il terzo dal 2004) presentato da Wwf, Legambiente e Italia nostra contro alcune prescrizioni della Regione sulla Valutazione di impatto ambientale relative al progetto Idros collegato all’accordo Eti–Solvay. In particolare la Via prevede, per arginare la fame di acqua che attanaglia da anni la Val di Cecina, che Solvay, che utilizza acqua per i processi estrattivi «realizzi – spiega Marcello Demi responsabile regionale del Wwf Italia che si è incontrato in Regione con l’assessore Bramerini – un invaso in località Puretta, ossia uno dei luoghi più belli, il simbolo della Val di Cecina tanto che è riserva naturale. Non siamo contrari solo per la devastazione che, secondo noi, un invaso porterebbe in una delle zone più pregiate del posto, ma anche perché dai due studi che abbiamo commissionato al Cnr e all’Università di Pisa, si riscontrano problemi di ordine geologico». Quella del 20 giugno sarà la terza volta che il Tar si pronuncerà sul progetto Eti–Solvay. «La prima nel 2004 durante il rinnovo delle concessioni minerarie e le modifiche delle modalità estrattive – continua Demi – un'altra volta quando la Via prevedeva la realizzazione di due laghetti nella zona Casagiustri. In entrambi i casi il Tar ci aveva dato ragione». Una battaglia, quella dell’acqua, che va avanti da anni e che assume toni sempre più accesi. Arpat, proprio nel 2004 a Cecina rilevò la presenza, in due pozzi collegati all’acquedotto locale, di composti quali il tricloroetilene e tetracloroetilene. Da qui partì l’indagine e la zona della contaminazione venne individuata in un’area industriale-artigianale situata a est, sul territorio ricadente nella provincia di Pisa (area di Poggio Gagliardo, comune di Montescudaio) dove in passato erano operanti una lavanderia industriale e una conceria, da tempo dismesse. Secondo le indagini Arpat i pozzi dell'acquedotto di Cecina risultati contaminati sono Ladronaia, Peep, campo sportivo, villaggio scolastico e, più recentemente, San Vincenzino. Questi pozzi sono dotati di impianto con carboni attivi per la potabilizzazione delle acque e sono oggetto dal 2004 di un monitoraggio. Dal 2004 al 2007 la contaminazione è diminuita per poi risalire tra il 2008 e il 2009. L’anno scorso, sempre dati Arpat, è diminuita la concentrazione per il pozzo Peep ma sono aumentati i parametri dei contaminanti per il pozzo Ladronaia e nel pozzo San Vincenzino . «A fronte di questa situazione – dice Demi che alcuni giorni fa ha partecipato a un incontro promosso a Rosignano Solvay dal M5s il cui tema verteva proprio sull’accordo Eti Solvay e l’acqua pubblica – paradossalmente i pozzi di Casagiustri attualmente in uso alla Solvay sono di ottima qualità. La nostra proposta è che il bacino venga realizzato a Piandigoro, già sito di escavazioni. In questo caso l’invaso porterebbe addirittura un ripristino ambientale della zona». Alessandra Bernardeschi ©RIPRODUZIONE RISERVATA


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