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La Nazione Piombino - Piombino e Terni unite contro la crisi

 

IL CASO DELLA LUCCHINI I PRIMI CITTADINI CHIEDONO L’INTERVENTO DELL’«ANCI»

Iniziativa dei due sindaci per una svolta
— PIOMBINO —
SIDERURGIA in crisi: il sindaco di Piombino Gianni Anselmi e il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo, in forma congiunta, hanno inviato al presidente dell’Anci nazionale Graziano Del Rio una lettera con la quale si chiede di costruire una rete delle città siderurgiche a livello nazionale, coordinata da Anci, che possa interloquire con gli organi di governo nazionale ed europei. La lettera era stata concordata dai due sindaci in occasione del meeting europeo di Trieste del 30 gennaio scorso.
PIOMBINO E TERNI sono due città storiche dell’acciaio italiano. Si trovano ora ad affrontare due crisi diverse, ma accomunate dalla necessità di trovare una soluzione per salvaguardare l’occupazione e le ricadute sulle imprese dell’indotto. «Nel quadro complessivo della crisi economica che sta attraversando il paese — affermano Anselmi e Di Girolamo — emerge con forza quello dell’industria siderurgica. Un’industria che è cresciuta con il paese e che rappresenta ancora uno dei pochi settori in cui la nostra capacità di competizione rimane elevata. Ora questo patrimonio di competenze e lavoro corre il rischio di essere disperso. La difficile e complicata situazione di Taranto, le gravi criticità del polo siderurgico di Piombino che hanno condotto alla nomina di un amministratore straordinario e le scelte penalizzanti per i territori da parte del gruppo Arcelor Mittal, le ripercussioni negative su Genova e Trieste, la vendita di Ast- Terni imposta dalla commissione europea antitrust, se non trovano soluzioni positive possono determinare l’uscita dall’Italia sa un settore strategico».
«QUESTO — proseguono i due primi cittadini — non significa solo perdita di lavoro, di ricchezza di autonomia del sistema industriale nazionale, ma alterare profondamente l’identità delle nostre città. È un patrimonio a cui non possiamo assolutamente rinunciare. Ci siamo convinti che per raggiungere i risultati sperati c’è bisogno di lavorare insieme, di affrontare la questione siderurgica nella sua complessità ed unitarietà. Crediamo sia la maniera migliore per spingere sia il governo italiano che quello europeo ad adottare quelle misure strutturali che sole possono garantire le competitività di questo settore».
«VORREMMO pertanto provare — concludono Anselmi e Di Girolamo — a realizzare la rete italiana delle città siderurgiche per poi interloquire a livello europeo con Eurocity e costruire il confronto con i governi nazionale e quello europeo. Vorremmo farlo avendo come riferimento la nostra associazione. Per questo chiediamo un incontro al presidente Anci».


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