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Il Tirreno - E ora l'Authority torna ad assumere

 

LIVORNO Parte il nuovo piano di assunzioni dell'Autorità portuale: ne sono in ballo otto da fare entro quest'anno e altre quattro sono in calendario per il 2014. Complessivamente una dozzina di posti. A darne notizia è stata la stessa Autorità portuale segnalando che, a questo punto, c'è da mettere in pista le procedure di selezione: «Alcune di esse cercheremo di metterle in pista prima dell'estate», dice il segretario generale dell’istitutzione portuale Massimo Provinciali. Quali sono le figure professionali alle quali si spunta? Da un lato, si sa che manca un informatico. Dall'altro, si mira a rafforzare alcuni dei suoi uffici più esposti sul fronte operativo: demanio e lavoro portuale, gare e appalti, contratti. Risulta, ad esempio, che fra i bandi da lanciare ve ne sarà uno per reclutare un avvocato per l'ufficio legale e che si punterà ad assumere due ispettori (diplomati) che lavoreranno per gli uffici del lavoro portuale e della sicurezza. Non è una novità piombata giù dal cielo all’improvviso come fulmine: a mettere sulla rampa di lancio l'allargamento della pianta organica di Palazzo Rosciano, quartier generale dell'istituzione portuale guidata da Giuliano Gallanti, era stato il comitato portuale con una delibera approvata alla fine di maggio. Ma la spending review ha portato a un drastico giro di vite alle assunzioni negli enti pubblici a tal punto che anche il fascicolo concorsi della Gazzetta Ufficiale ha fatto la cura dimagrante: e questo aveva fatto prevedere che le intenzioni del comitato portuale (e le necessità operative dell'Authority) si sarebbero fermate sulla strada per Roma. Invece il ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha dato il via libera. Ci sono voluti sette mesi per averlo ma è arrivato: nella posta elettronica dell'ente si è materializzata la nota firmata dal direttore generale del ministero Cosimo Caliendo. Il ministero approva sì le nuove assunzioni, ma «a condizione che la copertura totale dei posti sia effettuata con gradualità», riferiscono dall’Authority: «L'analisi delle esigenze rappresentate – è scritto nella lettera di Caliendo – evidenzia da un lato il rispetto del principio di contenimento della spesa, dall'altro la necessità di riorganizzare e potenziare la struttura della segreteria tecnico-operativa, che risulta carente di specifiche professionalità». Massimo Provinciali, numero due dell'Autorità portuale, tiene a sottolineare che non si tratta di un "dribbling" che aggira i rigori (e i paletti) della spending review: «Ci siamo sempre attenuti ai principi di razionalizzazione della spesa, anticipando anche le misure previste dalla normativa sulla spending review». E aggiunge: «L'aumento della forza lavoro ci aiuterà ad assicurare il conseguimento degli obiettivi strategici tracciati nel piano regolatore portuale e nel piano operativo triennale». Nel comitato portuale di maggio non erano mancate le polemiche: protagonista Giorgio Kutufà, presidente della Provincia. Se l’era presa – lui amministratore alla guida di un ente in quella fase praticamente a rischio sparizione – con il fatto che l’Authority, varando il piano di assunzioni av rebbe allargato la pianta organica proprio mentre il resto degli enti pubblici erano chiamati a sacrifici pesanti e a fare i conti il sostanziale blocco delle assunzioni. Di lì a poco sempre Kutufà avrebbe messo nel mirino anche l’integrativo. Non è un segreto che la precedente infornata di assunzioni a cavallo del ferragosto di due anni fa aveva lasciato forti strascichi polemici. Cinque delle otto assunzioni in agenda entro la fine dell'anno sono figure nuove mentre in tre casi si tratta del rimpiazzo di dipendenti andati in pensione. «Dobbiamo rafforzare l’apparato dei controlli – spiega Provinciali – proprio per tenere adeguatamente sott’occhio il rispetto delle regole sulle banchine, principalmente dal punto di vista del lavoro». L’altro settore sul quale la tecnostruttura dell’ente vuol irrobustirsi è quello del settore gare-appalti e contratti, due campi che lavorano in tandem e sono fondamentali per far camminare il programma di interventi che è stato messo nero su bianco nel Piano operativo triennale (e, fra dragaggi e ammodernamenti infrastrutturali, è da tutti ritenuto il requisito preliminare per poter sperare che il porto recuperi competitività). Con questo programma di assunzioni l’Authority finirà per avere 96 addetti, compresi sei dirigenti. Proprio nell’ultima riunione del comitato portuale da parte di Provinciali è stata resa nota la manovra con cui è stato ridisegnato l’assetto organizzativo di Palazzo Rosciano. Tutto nasce dallo “spacchettamento” di un gruppo di deleghe e compiti operativi che, in passato, erano concentrati nelle mani di Sergio Migheli (e poi sono stati assunti “ad interim” da Provinciali). È stato fatto un nuovo dirigente (Simone Gagliani), che prende in mano la responsabilità del settore amministrazione e risorse umane. Invece i compiti riguardanti il demanio e il lavoro portuale sono stati scorporati dalla direzione amministrativa e assegnati a quella diretta dell’avvocato Matteo Paroli, che li aggiunge ai controlli gestionali seguiti finora. Invece, a quanto risulta, gli uffici relativi a Prg, gare-appalti e contratti sono destinati a restare direttamente sotto «sotto il coordinamento diretto del segretario generale». Mauro Zucchelli


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